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Biassono, Caspani vola in Ecuador per salvare la vera identità etnica di quelle terre

Biassono, Caspani vola in Ecuador per salvare la vera identità etnica di quelle terre

22 Ottobre 2018

Cosa lega la Brianza all’Ecuador? Apparentemente nulla; eppure, 170 anni or sono, fu proprio un brianzolo, un biassonese per l’esattezza, il primo esploratore ad addentrarsi nel cuore più selvaggio dell’Amazzonia, il Rio Napo, documentandolo scientificamente. Così, quasi due secoli dopo, una missione è nuovamente partita da quel di Biassono alla volta dell’Ecuador, con alla sua testa una guida d’eccezione: Alberto Caspani, giornalista, consigliere comunale nella Lista per Biassono e socio ideatore dell’Associazione Culturale Gaetano Osculati.

DA BIASSONO ALL’AMAZZONIA

Scopo primario del viaggio, la commemorazione dei 210 anni trascorsi dalla nascita dell’esploratore Gaetano Osculati, originario di San Giorgio sul Lambro, oggi frazione del Comune di Biassono. Ma non solo. La missione ha voluto rimappare l’itinerario storico compiuto decenni or sono da Osculati, ed è stata l’occasione per consegnare una targa commemorativa e una copia delle memorie dell’esploratore al museo Macco di Puerto Francisco de Orellana.

Insomma, chiamarlo viaggio sarebbe davvero riduttivo: quello compiuto da Caspani può essere tranquillamente definito il primo passo verso un gemellaggio culturale transcontinentale che ha il grande sogno di unirsi ai progetti internazionali di tutela delle tradizioni locali.

Nel ripercorrere le memorie dell’esploratore biassonese, il gruppo guidato da Caspani si è messo sulle tracce delle popolazioni indigene, in particolare dell’etnia Zapara, di cui Osculati aveva compilato uno dei primi vocabolari. Come raccontato poi da Caspani, l’etnia, iscritta dal 2008 nel Patrimonio intangibile dell’Unesco, rischia oggi l’estinzione, minacciata dalle compagnie petrolifere e dai loro interessi economici. Della loro lotta per la conservazione della cultura e dell’identità, il consigliere ha parlato con il loro capo comunità Manari Ushjigua.

Con l’opera di Osculati sotto braccio, Caspani è poi arrivato fino al Museo Macco di Puerto Francisco de Orellana, dove ha incontrato Alvaro Gundin: scopo era proprio la consegna dell’opera, che anche a detta dello stesso Gundin, acquisisce un ruolo fondamentale perché restituisce ai popoli indigeni una memoria viva, autentica, grazie alla quale recuperare il loro passato e ricostruire la propria identità etnica.

Un passaggio che sembra essere fondamentale per il recupero della memoria storica culturale dell’Amazzonia ecuadoregna, affinché i diritti ancestrali dei popoli nativi possano essere opposti agli espropri delle compagnie petrolifere.

Ecco dunque che la missione di Caspani sembra aver centrato il suo obiettivo. Il museo ha infatti intenzione di organizzare una mostra su Gaetano Osculati, invitando le massime autorità del governo ecuadoregno: sarà il primo passo ufficiale per recuperare e valorizzare la tutela delle vere radici di questa terra. Un passo che è stato compiuto anche grazie al contributo di un brianzolo: il resoconto di Osculati infatti sarà fondamentale per ricostruire le usanze delle popolazioni indigene, per conoscerle e poter così dare loro il giusto valore.

E mentre l’Ecuador si appresta a organizzare queste attività, dall’altra parte del mondo, in Brianza, l’associazione culturale che porta il suo nome propone una “spedizione culturale” per festeggiare anche a Biassono i 210 anni dalla nascita dell’esploratore: dal 25 al 28 ottobre sono infatti previste importanti iniziative che porteranno i cittadini a conoscere l’esploratore.

Ci sono ancora dubbi su cosa lega la Brianza all’Ecuador?

(Foto di Alberto Caspani)

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Eleonora D'Errico
Giornalista professionista, appassionata di scrittura, lettura e parole. Per me la vita è riassumibile in alcuni concetti basilari: posti da vedere, persone da conoscere, vite da scoprire e storie da raccontare. Amo la natura, le mie due gatte, le cose semplici e il profumo delle pagine dei libri vecchi. Sono una sognatrice e un’idealista, credo fermamente nel potere del giornalismo costruttivo e nella forza delle parole.


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