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All'Arengario la retrospettiva di Robert Capa, il padre del fotogiornalismo - MBNews
Cultura

All’Arengario la retrospettiva di Robert Capa, il padre del fotogiornalismo

Al via la retrospettiva di Robert Capa all'Arengario di Monza. Oltre 100 fotografie per guardare uno scorcio della nostra storia. In vendita anche il libro vincitore del Premio Strega 2018, "La ragazza con la Leica".

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“Siamo felici della ricca offerta culturale che Monza propone e questa è la ciliegina sulla torta. Un qualcosa di assolutamente importante per la città, tramite cui siamo riusciti a rivalorizzare l’Arengario“. L’ha detto Dario Allevi, sindaco di Monza, durante l’inaugurazione ufficiosa di “Robert Capa Retrospective“.

Apre al pubblico l’esposizione organizzata da Civite Mostre di Robert Capa, uno dei più acclamati reporter del XX secolo e fondatore, nel 1947, dell’agenzia Magum Photos. In collaborazione con Magnum Phots Parigi e Casa dei Tre Oci, lo fa in piazza Roma, all’Arengario di Monza. Dal 7 ottobre 2018, al 27 gennaio 2019. Robert Capa Retrospective“, questo il nome della mostra. Un’ occasione, più unica che rara, per poter ammirare gli oltre 100 scatti di uno dei padri del fotogiornalismo, che dalla Guerra Civile in Spagna al D-Day, ha documentato le atrocità del secolo scorso. Il Novecento. Che secolo crudele, ma anche affascinate.

E sono “immagini belle e forti e a volte drammatiche, che documentano con forza, le pagine della nostra storia”, dice Allevi. Mentre dello stesso avviso è l’assessore alla Cultura Massimiliano Longo. “Sono immagini che trasmettono dei sentimenti. Sentimenti – sottolinea – che spero un pubblico numeroso possa accogliere”.

Un visitatore ritrae “Pablo Picasso e Françoise Gilot, Golfe-Juan, Francia, Agosto 1948 © Robert Capa ©International Center of Photography / Magnum Photo

“Fotografare – diceva Henri Cartier – Bresson – significa porre sulla stessa linea di tiro la mente, gli occhi e il cuore”. Capa, suo caro amico, aveva il coraggio di assumersi la responsabilità di quello che stava guardando. Dietro a una macchina fotografica, del resto, c’è una mente pensante. “Non puoi fotografare se prima non decidi da che parte stare”, diceva Robert, che mai fu morboso osservatore, ma che sempre ha saputo rappresentare la guerra per quello che è. Anche attraverso lo sguardo innocente, di uomini innocenti, che la guerra ha reso colpevoli.

 

“Se le tue foto non sono abbastanza buone, vuol dire che non sei abbastanza vicino”. Questa è la frase topica di Endre Friedman, vero nome del reporter, che l’agenzia, come spiega il curatore della mostra Denis Curti, Magnum ha deciso di utilizzare per festeggiare i suoi 70 anni. Un’inaugurazione di prestigio, che propone anche una mostra nella mostra. Quella dedicata all’amore, vero e sincero, tra Gerda Taro e Robert Capa. E per celebrarlo, questo amore, Civite Mostre espone in vendita il libro di Helena Janeczek, vincitore del premio Strega 2018, “La ragazza con la Leica“.

L’amore. La guerra. “La guerra è bella anche se fa male”, cantava De André. “Se vanno avanti a ridere così, se continuano ad essere così felici, non sembra troppo urgente saper estrarre un colpo da quell’arma vetusta. Prevarrà chi è nel giusto. Adesso possono godersi il sole temperato dalle latifoglie, la compagnia della persona amata“. Lo scrive la Janeczek, in un breve estratto del suo libro qui presentato. Due anime, un unico cuore, accumunato dalla fotografia. Da loro profondamente amata, quest’ultima, fortunatamente per noi. Ma maledetta professione, maledetta passione, effimera verità, che veloce come uno scatto, in 1/250esimo di secondo, ti toglie la vita. Aveva solo 27 anni, Gerda, quando per la verità, tutto era possibile.
“Se la tendenza della guerra – afferma il curatore originario della mostra Richard Whelan – è quello di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra registrando singoli gesti ed espressioni del viso”. Scrivere con la luce. Registrare con il cuore. “Capa – diceva l’amico del reporter John Steinbeck -sapeva di non poter fotografare la guerra, perché è soprattutto un’emozione. Ma è riuscito a fotografare quell’emozione conoscendola da vicino e mostrando l’orrore di un intero popolo attraverso un bambino”.

 

ORARI:

Lunedì chiuso. Da martedì e domenica dalle 10 alle 19.

COSTO BIGLIETTI:

Comprensivo di audioguida € 11, intero. 10, ridotto (per gruppi di almeno 12 visitatori e titolari di convenzioni appositamente attivate)

4, ridotto speciale per le scuole (minori di 18 anni)

Gratuito per minori di 6 anni, due accompagnatori per classe e accompagnatori disabili.

Per maggiori info: 199.15.11.21 o visita il sito