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Maltrattamenti all'asilo, alla maestra 2 anni e 4 mesi e non tornerà al lavoro

Maltrattamenti all’asilo, alla maestra 2 anni e 4 mesi e non tornerà al lavoro

27 Settembre 2018

Ha patteggiato una condanna a due anni e quattro mesi con interdizione dai pubblici uffici, la maestra accusata di maltrattamenti ai bambini in una scuola per l’infanzia a Varedo. La richiesta di patteggiamento è stata accolta ieri dal Gip di Monza Pierangela Renda, rigettata da un altro giudice nel luglio scorso (in quel caso gli anni proposti per il patteggiamento erano due).
Lo ha reso noto l’avvocato Giulio Canobbio, che rappresenta i genitori di uno dei bambini, tramite una nota diffusa dall’associazione per i diritti minorili “La via dei Colori”. “Ci colpisce il contrasto spiccato tra la valutazione del Gip due mesi fa e quella di oggi del Gup – ha scritto il legale – in pochi mesi una decisione ribaltata e con una differenza di pena di soli quattro mesi”. Prosegue la nota “il Pubblico Ministero, Carlo Cinque, ha contestato le aggravanti e la difesa dell’imputata ha chiesto la remissione in termini. Accolta dal giudice, la remissione ha offerto la possibilità di riformulare la richiesta di patteggiamento. Come da istanza di PM e difesa, il giudice ha stabilito la pena in due anni e quattro mesi, con interdizione dai pubblici uffici per la durata pari alla pena”.

Nella nota dell’associazione anche lo sfogo di una mamma “Sono delusa e arrabbiata – dichiara la donna – mi sembra sia stato deciso tutto a tavolino, senza sentire i bambini o uno psicologo. Sui giornali si è tanto parlato dei problemi della maestra, del suo vissuto complicato. Ma i bambini? E noi genitori? Quello che abbiamo subito e i danni che porteremo nel tempo, qualcuno li considera? Non sarei stata felice neanche con una condanna esemplare, ma così no, non è sufficiente. E mi terrorizza il pensiero che tra due anni e quattro mesi possa rifare tutto ciò che ha fatto a mio figlio e i suoi compagni”. Secondo quanto riportato dall’avvocato della Onlus, alla donna sono imputati calci, spinte, costrizioni al silenzio, strattoni e offese: “Vai al cimitero”, “Dillo a chi ti pare, non mi interessa se mi licenziano, e ti picchio”.

Con la prima richiesta di patteggiamento aveva formulato delle scuse alle famiglie, dopo aver detto che i maltrattamenti erano “colpa dei genitori che crescono i figli all’osteria come i somari”.

La maestra, secondo quanto confermato dai suoi avvocati Federico Dozio e Attilio Villa, ha già deciso che non tornerà più a lavorare come insegnante, non presentando alcun ricorso contro il suo licenziamento.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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