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Istituti Clinici Zucchi al top grazie alla medicina rigenerativa del dottor Claudio Manzini

Istituti Clinici Zucchi al top grazie alla medicina rigenerativa del dottor Claudio Manzini

11 Settembre 2018

Più di trent’anni di esperienza, oltre 16 mila interventi fatti, una moglie e due figli, che stanno seguendo le orme del padre. Sono questi i numeri di successo di Claudio Manzini, medico chirurgo e responsabile scientifico dell’unità operativa del reparto di ortopedia degli Istituti Clinici Zucchi, gruppo San Donato. Sotto i suoi ferri, in media, ci finiscono circa 1.300 pazienti ogni anno. Insomma, un vero e proprio “pezzo da novanta” e non è un caso se alla sua fama, e al suo bisturi, si sono affidati anche personaggi di un certo calibro, sia del mondo dello sport che quello televisivo. Ma i nomi, quelli veramente importanti che devono essere citati, sono quelli della sua équipe: i collaboratori storici, con i quali il Dottor Claudio Manzini lavora in squadra da oltre dieci anni, come Pasquale Gifuni, corresponsabile; Roberta Nolli, chirurgia della mano; Roberto Pelucchi, chirurgia del piede; Roberto De Panphilis, chirurgia della spalla e Marco Moioli, chirurgia del ginocchio e Gianluca Pozzi. A loro, si aggiungono, più recentemente, Fabrizio Giuseppe Del Buono; Stefano De Simone per la chirurgia protesica; Daniele Casalini, corresponsabile; Gianluigi Mazzoleni, Paolo Angelo Marzorati e Rafael Castillo. “Il mio grande tesoro e quello dei miei pazienti – sottolinea con entusiasmo Manzini – è pero tutta l’équipe infermieristica: io opero ma loro si occupano di tutto il resto, soprattutto del post operatorio che è fondamentale per la buona riuscita di tutto il percorso di chi si affida alle Cliniche Zucchi”.

Istituti Clinici Zucchi polo d’eccellenza grazie alle “staminali” del dottor Manzini

Un luminare, il dottor Claudio Manzini, specializzato in ortopedia e in traumatologie. Grazie a lui e alla sua esperienza trentennale, l’unità operativa di ortopedia della clinica monzese ha consolidato la sua fama di centro sempre all’avanguardia e che permette ai pazienti di usufruire delle più moderne tecnologie e terapie. Per esempio, la medicina rigenerativa, di cui Manzini può considerarsi un pioniere, arrivata agli Istituti Clinici Zucchi insieme al chirurgo.

“Ho iniziato ad interessarmi di medicina rigenerativa dal 2004 in ortopedia, utilizzando questa metodica nei vari settori, dalle riparazioni capsulo-legamentose, alle revisioni protesiche e nelle tendinopatie e sono lieto, grazie all’attenzione e alla serietà degli amministratori degli Istituti Clinici Zucchi, di poter  mettere a disposizione dei nostri pazienti questa opportunità terapeutica – ci spiega – la metodica, associata ad una corretta riabilitazione (notoriamente valida in questa struttura), può portare in periodi variabili da alcune settimane ad alcuni mesi ad un miglioramento sensibile nelle patologie osteoarticolari.” In sostanza, attraverso l’uso delle cellule mesenchimali (cioè le staminali dell’adulto), prelevate dal tessuto osseo, adiposo e/o ematico  è possibile  “con indicazioni corrette molto specifiche – continua Manzini – allentare e in qualche caso far regredire i processi degenerativi articolari e nella traumatologia dello sport inoltre è possibile avere un’accelerazione dei processi riparativi”. Cioè, il tempo di guarigione si abbrevia e, addirittura, si è notato un effetto analgesico sul paziente. Manzini, dunque, è da considerarsi pioniere della tecnica delle cellule mesenchimali per la medicina rigenerativa, una delle sfide più attuali nel settore ortopedico.

Le tecnica mini invasiva per la protesica di anca e ginocchio

Nell’ambiente medico brianzolo, il dottor Manzini è considerato il “guru” del ginocchio perché sono davvero tantissimi gli interventi di successo effettuati dalla sua equipe. Ma gli Istituti Clinici Zucchi, possono farsi vanto, grazie alla grande esperienza del medico chirurgo, anche della tecnica mini invasiva per la protesica di anca e ginocchio che ha davvero rivoluzionato questo tipo di operazioni. Ma a spiegarci meglio cos’è e come viene effettuata è proprio il dottor Claudio Manzini: “Mediante questa nuova tecnica è possibile, attraverso una piccola incisione cutanea il posizionamento della protesi senza danneggiare nessun tendine o muscolo – ci spiega – da diversi anni ho integrato le mie competenze avvalendomi della via anteriore diretta mini-invasiva all’anca: la eseguo in maniera routinaria con risultati molto soddisfacenti che rispecchiano le aspettative”.

Ed è bene sottolineare che solo il 7% dei chirurghi mondiali sceglie la via anteriore per questo tipo di intervento, una procedura che porta con sé notevoli vantaggi rispetto a quella tradizionale, cioè postero-laterale: cicatrice minima, rapida ripresa dell’attività motoria, meno perdita di sangue, dolore praticamente assente nel post – operatorio e soprattutto conservazione delle strutture anatomiche fondamentali. Questa scelta, però, ci tiene a sottolineare il dottor Claudio Manzini, cioè di intervenire per via anteriore “viene sempre fatta dopo attenta analisi dei singoli casi – specifica – non tutti siamo uguali e quello che può andar bene per un paziente può non essere adatto per un altro – e aggiunge – la mia via preferita per hli interventi è sempre quella postero-laterale, riservo quella anteriore solo per casi selezionati. Sono ben il 70% i chirurghi che scelgono qiesto metodo di intervento”.

Claudio Manzini: “non tutto quello che si rompe va operato”

Come nasce l’interesse per la traumatologia per il dottor Claudio Manzini? Basta solo studiare per arrivare a diventare un’eccellenza nel settore? Sicuramente no e allora lo abbiamo chiesto direttamente  a lui: “questo mio interesse deriva dalla mia previa passione per lo sport: negli anni del liceo e dell’università sono stato un discreto velocista – ci svela – ma per diversi anni ho anche insegnato educazione fisica presso la società sportiva Forti e Liberi di Monza”. Poi qualche incontro “fortunato”: “Nel 1983, quando sono stato assunto all’ospedale di Giussano ho conosciuto il mio maestro, il professor Fausto Lanzi, ortopedico di grande fama che mi ha insegnato moltissimo – continua – e negli stessi anni sono stato Medico Societario dell’Aurora Basket Desio” (Seria A) e Consulente Ortopedico per diverse squadre di calcio professioniste, tra cui il Meda (Serie C)”. Poi, nel’85 l’incontro con il dottor Jack Henry, medico dei San Antonio Spurs (una delle più importanti squadre di basket del mondo) e infine, il dottor Max Magi, il più noto chirurgo del ginocchio di fama mondiali di cui possiamo dire che il dottor Manzini ne ha preso l’eredità. E’ proprio questa sua grande passione per il campo sportivo che, il responsabile scientifico dell’unità operativa di ortopedia degli Istituti Clinichi Zucchi, gruppo San Donato, afferma con certezza che l’attività motoria e quella sportiva come terapia conservativa sono un elemento fondamentale perché “non tutto quello che si rompe va operato”, a volte – ci spiega – “la fisioterapia e la ginnastica possono fare miracoli”.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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