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Coppa Agostoni 2018: al giro delle brianze vince Gianni Moscon

Coppa Agostoni 2018: al giro delle brianze vince Gianni Moscon

17 Settembre 2018

Perché il ciclismo, quello serio, passa anche per la Brianza. A Lissone il termometro è alle stelle. Sale la febbre della coppa Agostoni.

“Una partenza significativa tra l’entusiasmo di un pubblico sempre in crescita. Il ciclismo, infatti, oltre ad essere uno degli sport più amati del territorio, incarna a pieno i valori di sacrificio, fatica e dedizione che sono tipici della laboriosità brianzola”. A dirlo è il vice presidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala.

Lissone, sabato 15 settembre. La città è in fermento. Ore 9.30 circa, dallo stabilimento della ditta Cleaf in via Vittorio Bottego, le squadre si presentano per le firme. Dal km 0, la partenza ufficiosa è alle 10.30. Destinazione via Cattaneo, per quella ufficiale alle 10.45. Pronti i 171 corridori suddivisi in 25 squadre. Presente anche la Nazionale azzurra mista dei CT  Cassani e Amadori. Pronti alla partenza… Al via la 72esima edizione della coppa Agostoni.

Un giro per la Brianza, attraverso un circuito da percorrere quattro volte, lungo 199 km. Primo banco di prova, per una situazione che si ripeterà il 30 settembre a Innsbruck. Una lunga storia, quella della coppa Ugo Agostoni, iniziata nel 1946 con la vittoria di Luigi Casola. Una tradizione che continua ancora oggi e che ha portato fortuna a molti campioni. Il grande Bugno, ad esempio, vinse l’edizione del 1980. Un giro, inserito nel trittico Regione Lombardia assieme alla Coppa Bernocchi e alla Tre valli Varesine, che ha una sua importanza oltre che una sua storia.

Se alla partenza, il primo cittadino Concetta Monguzzi, assieme al vice di Regione e al proprietario dell’azienda Cleaf ha dato il via, all’arrivo ha invece presenziato l’assessore allo Sport di Regione, Martina Cambiaghi.

“Sono estremamente fiera, anche quest’anno – dice il sindaco di Lissone – di essere qui oggi dando il via ad un evento di così grande importanze e risonanza, che dà a Lissone l’immagine di una città che crede tantissimo nello sport e nel futuro dei giovani. Ogni corridore – specifica poi – riceverà sul podio un trofeo d’autore. Un trofeo di legno, prodotto a Lissone capitale del mobile“.

Dello stesso avviso è anche Fabrizio Sala. “Uno sport – sostiene – che si sposa perfettamente con la tradizione brianzola e he vogliamo continuare a sostenere, soprattutto per la valorizzazione delle nostre bellezze e dei nostri paesaggi che sono unici al mondo”.

Insomma, la 72esima edizione della coppa Agostoni parte. Da Lissone, su per Carate, verso Briosco. E poi ancora più su Passando per Renate fino ai 475 m di dislivello di Sirtori. Non basta, ancora si sale. Si arriva più in alto fino ai 537 m di Colle Brianza. Il ciclismo, del resto è questo. Dedizione. Impegno. Fatica, ma soprattutto passione.

A questo punto, verrebbe da dire, la strada è in discesa. Giù, di nuovo, verso Lissone. E poi, tutto ricomincia. Ancora, per quattro giri.

La fatica comincia a farsi sentire e i primi atleti cominciano a ritirarsi. Sono le 15, in volata i fuggitivi, percorrono l’ultimo giro. Ancora 54 km circa al traguardo. Tre uomini al comando, Caruso, Matrazzo e Moscon. Ultimi momenti adrenalinici, ultimi sforzi per aggiudicarsi la vittoria.

Gianni Moscon taglia il traguardo

Agli ultimi km, con la salita del Lissolo, le carte si rimescolano. Gli inseguitori del terzetto, recuperano terreno e si affiancano al trio diventando un unico quintetto. Poi il rush finale. A tagliare il traguardo, in via Matteotti è il veneto Gianni Moscon, che festeggia la vittoria più bella della sua giovane carriera.

Sul podio Moscon, Taaramae e Gasparotto.
Foto di Gianni Radaelli

 

 

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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