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Cesano, stop alla mensa scolastica per i figli dei furbetti - MBNews

Cesano, stop alla mensa scolastica per i figli dei furbetti

La decisione, presa da Sodexo in accordo con l'amministrazione e le scuole, vuole spingere a saldare il debito chi, pur potendoselo permettere, non ha pagato nemmeno un pasto in un intero anno scolastico.

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A Cesano niente più mensa per chi non la paga. Colpa delle famiglie morose, più di 200 solo nell’ultimo anno, secondo la stima del sindaco Maurilio Longhin: per questo Sodexo, la ditta che da sempre è incaricata della ristorazione nelle scuole, e che dal 2017 si occupa anche della riscossione del pagamento della mensa, fra tre settimane sospenderà il servizio. Non è stata una decisione improvvisa: è dall’ottobre 2017 che Sodexo sollecita al pagamento le famiglie morose, che a luglio si sono viste recapitare anche le comunicazioni relative al debito individuale accumulato durante l’anno scolastico. L’interruzione, decisa in accordo con l’amministrazione e le scuole, avverrà gradualmente: un’ultima chance per quei genitori che volessero rimediare con un pagamento, anche rateizzato.

Le scadenze

Lunedì 1° ottobre saranno inviate le prime raccomandate di avviso della sospensione del pasto, che diventerà effettiva a partire dal 22 ottobre: destinatarie, le 46 famiglie che nell’anno scolastico 2017/2018 hanno accumulato un debito superiore a 500 euro, e che riceveranno un’ulteriore comunicazione consegnata a mano. Seguiranno, il 15 ottobre, le raccomandate di avviso della sospensione del pasto (a partire dal 5 novembre) per 86 famiglie, morose per una cifra compresa dai 200 ai 499 euro. Infine, in data e modalità ancora da definire, saranno presi provvedimenti anche per cifre inferiori ai 200 euro. Starà alle famiglie mettersi in contatto con le scuole per trovare una soluzione: saldare il debito, oppure trovare un’alternativa. Per esempio, la schiscetta: in questo caso però sarà richiesto uno sforzo organizzativo anche alle scuole, dato che le più recenti sentenze dei Tar regionali stabiliscono che sia compito della scuola provvedere a uno spazio separato dalla mensa, con vigilanza garantita, dove far consumare il pasto agli studenti che se lo portano da casa.

Lotta ai furbetti

La situazione non è nuova: il sindaco ammette che la morosità delle famiglie è un problema da tempo, e che in molti casi le famiglie inadempienti sono sempre le stesse da anni. Il mancato pagamento della mensa non sarebbe dunque dovuto alla difficoltà economica: «Anche l’anno scorso abbiamo inviato una raccomandata a quei genitori che non avevano pagato il servizio mensa, e molti hanno deciso di pagare – spiega Longhin -. Altri hanno preferito organizzarsi in un altro modo, portando i figli a casa per pranzo o facendogli portare un panino. La nostra intenzione, comunque, è quella di recuperare tutti i debiti lasciati in sospeso. In tanti non pagano perché sono convinti che tanto non gli può succedere niente». «Non è più accettabile che ci siano i “furbetti”, cioè coloro che hanno buone possibilità economiche (e la mancata presentazione della dichiarazione Isee è un chiaro indicatore) ma non pagano lo stesso la mensa» fa eco l’assessore all’Istruzione Pietro Nicolaci. «Ci dispiace di essere giunti a questo punto – ribadisce  Nicolaci -. Abbiamo avallato questi provvedimenti a malincuore, soprattutto perché la mancanza di responsabilità delle famiglie ricade sui minori. Ma non è accettabile che alcune famiglie pensino di non pagare un servizio facendolo gravare sulla collettività». Sia il sindaco sia l’assessore, inoltre, precisano che le famiglie con più di 500 euro di debito sono quelle che non hanno mai pagato un pasto in tutto l’anno (prezzo pieno 4,80 euro), pur potendoselo permettere. «Il Comune, su circa 2200 pasti giornalieri, applica riduzioni Isee (del 20, del 40 e del 70 per cento) per più di 700 famiglie – calcola Nicolaci – e si fa già carico delle famiglie in difficoltà. Il tempo pieno non è un obbligo – aggiunge -. Le famiglie possono scegliere all’atto dell’iscrizione a scuola: il tempo pieno prevede l’onere del servizio mensa, il cui costo va preventivato. Non si può pensare di usufruire del tempo pieno e poi non pagare il servizio mensa».

Lotta ai furbetti dunque, ma tutela delle famiglie bisognose: «Voglio assicurare tutte le famiglie che l’amministrazione interverrà, anche in questo contesto, per aiutare le famiglie veramente in difficoltà – conclude l’assessore -. Il Servizio Istruzione e i Servizi Sociali sono a disposizione delle famiglie per affrontare ogni questione aperta su questo tema. Non intendiamo lasciare indietro nessuno, purché il bisogno sia vero e reale».