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Arcore, 2 mln di euro contro le alluvioni. Installata anche la stazione meteorologica

Arcore, 2 mln di euro contro le alluvioni. Installata anche la stazione meteorologica

25 Settembre 2018

Quasi due milioni di euro, per la precisione 1,7, per contrastare le alluvioni in città con la nuova vasca della Molgorana. Questo l’investimento all’interno del progetto “Arcore sicura“, annunciato dalla sindaca Rosalba Colombo alle Scuderie di Villa Borromeo, durante l’assemblea pubblica di venerdì. L’obiettivo è quello di tutelare la cittadinanza dal rischio delle bombe d’acqua, come quelle che hanno colpito il paese per esempio nel novembre del 2014, che avevano reso Arcore, come ha ricordato il presidente di Brianzacque Enrico Boerci, “come Venezia nei suoi giorni peggiori”.

La forza di quest’intervento risiede anche nel fatto che Arcore sia riuscita ad ottenere un fondo da 1 milione di euro direttamente da Regione Lombardia, che per interventi simili ha speso in totale 4 milioni di risorse. Un quarto della spesa del Pirellone è stata destinata, quindi, esclusivamente alla situazione del comune brianzolo, che per la sua morfologia territoriale è decisamente più esposto ad allagamenti.

Il progetto, presentato dalla sindaca come “Arcore sicura”, è iniziato nel 2015 con una serie di interventi, ed oggi ha quindi l’obiettivo di installare una vasca sul Rio Molgorana, vicino al Roccolo.

La vasca è di tipo “volano”, ovvero un grosso bacino che va ad incanalare l’acqua per alleggerire il sistema idrico-fognario ed evitare di sovraccaricarlo. Avrà la capienza di circa 16’000 metri cubi, il doppio della vasca di Val Fazzola, già realizzata nel 2016. Priorità per Brianza Acque è anche l’inserimento della vasca nell’ambiente naturale, attraverso habitat per la fauna, idrosemina, ecc. Non solo: si ipotizzano interventi per rendere lo spazio fruibile anche al cittadino, con un punto informativo ed aree di sosta attrezzate, perché la vasca sarà realizzata vicino alla “green way” per pedoni e ciclisti, in prossimità del futuro attraversamento della Pedemontana.

I lavori, promette l’amministrazione, inizieranno nel 2019 e termineranno, “a seconda degli iter burocratici”, tra il 2019 e il 2020.

Ma la collaborazione tra il comune e Brianzacque non è finita qui: grazie a rilievi dei pozzetti in loco e le video-ispezioni, si è realizzato un censimento di tutta la rete fognaria sull’intero territorio comunale, individuando i punti critici e ricostruendo i tratti della rete danneggiati.

In più, come ricordano gli ingegneri Bertalli e Ferrazini, Brianzacque è tra i primi in Italia ad usare il metodo della “modellazione”, ovvero una strumentazione che “simula il temporale per individuare i punti di crisi del sistema idrico”, e quindi capire quanta acqua trattenere nelle vasche volano arcoresi in caso di reale acquazzone, attraverso le rilevazioni in tempo reale della potenza delle precipitazioni.

Ma non è la sola novità ad Arcore per tenere sotto controllo i temporali: da quest’anno è infatti operativa la nuova stazione meteo, installata sul tetto della scuola primaria De Gasperi, nella frazione di Bernate. Il progetto non darà solo un aiuto concreto alla protezione civile locale in caso di allarmi meteo, rischio gelate sulle strade, e neve nel periodo invernale, fornirà infatti anche un servizio gratuito ai cittadini, che potranno controllare i dati meteo e le previsioni di Arcore, fino a 3 giorni, sulla homepage del sito del comune di Arcore. Questa vigilanza meteo-climatica diventa così fondamentale ai giorni nostri, in cui, come ha ricordato Flavio Galbiati, di Epson Meteo, il clima sta cambiando rispetto al passato, e “la causa è l’uomo”.

Enrico Boerci, presidente di Brianzacque, ipotizza anche una collaborazione con la nuova stazione meteo, mentre il Alessandro Ceppi ricorda anche la ricaduta didattica che potrebbe avere sulle scuole arcoresi, potendo far toccare con mano agli studenti il mondo della meteorologia.

Al termine dell’assemblea, che ha riempito quasi metà della sala alle Scuderie Borromeo, alcuni cittadini si sono lamentati delle cosiddette “puzze”. Gli odori maleodoranti, provenienti dal sistema fognario, disturbano residenti e attività commerciali in alcune parti del centro, soprattutto via Piave, via Edison, e via Gorizia.

L’amministrazione risponde dicendo di essere già in azione per risolvere le questioni: “Quello che impedisce all’odore di passare – specifica l’ingegner Ferazzini – è il sifone. A volte si asciuga o si rompe: pensare di monitorare tutte le puzze è impossibile. Si può risolvere solo attraverso le segnalazioni dei cittadini”.

Articolo di Ludovico Di Muzio

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