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Europei Berlino, 400hs: la monzese Olivieri ferma il cronometro con un secondo di troppo

Europei Berlino, 400hs: la monzese Olivieri ferma il cronometro con un secondo di troppo

8 agosto 2018

La delusione è evidente e non si può nascondere. D’altro canto Linda Olivieri, specialista nei 400 ostacoli, dal 2016 tesserata con l’Atletica Monza, alla semifinale degli Europei 2018 di atletica leggera, in corso di svolgimento a Berlino, un pensiero l’aveva fatto. E’ vero che la 20enne di Novara, studentessa di Architettura al Politecnico di Milano e da poco entrata a far parte delle Fiamme Oro Padova, era alla prima esperienza in una competizione assoluta con la maglia della Nazionale. Ma i suoi tempi sul giro di pista con gli ostacoli le permettevano di sognare. E, invece, la dura legge dello sport può regalare brutte sorprese.

Così, Linda, che in Germania correva nella prima delle tre batterie in programma, ha chiuso la sua gara in ultima posizione, naturalmente eliminata dalla competizione e con il tempo di 58 secondi e 47 centesimi. Un crono per lei piuttosto alto. Non soltanto nei confronti del personale, quei 57 secondi netti, con il quale l’anno scorso ha ottenuto il quarto posto ai Campionati europei juniores di Grosseto. Ma anche rispetto a quanto era riuscita a fare più volte nel corso di questa stagione agonistica. Nel 2018, infatti, a maggio ha corso i 400 ostacoli in 57 secondi e 35 centesimi a Bergamo. Poi, con una maggiore preparazione nelle gambe, è scesa ad inizio luglio fino ai 57 secondi e 22 centesimi di La Chaux-de-fonds. Tutti tempi decisamente migliori dei 57 secondi e 40 centesimi che a Berlino sono stati sufficienti come ripescaggio per le semifinali.

Le premesse per migliorare il proprio personale agli Europei 2018 di atletica leggera, insomma, c’erano tutte. Compreso il fatto che Linda, in questa occasione, ha avuto l’onore di essere la prima atleta di una società monzese dopo quasi un secolo a correre in un campionato continentale (leggi l’articolo). L’ultimo era stato Ernesto Ambrosini, che nel 1920 conquistò il bronzo nei 3000 siepi alle Olimpiadi di Anversa. Forse l’orario mattutino, Linda ha corso alle 10. Forse la tensione e le aspettative che si erano create nella testa dell’atleta cresciuta a Novara. Difficile stabilire i motivi di una prestazione al di sotto delle sue potenzialità. Eppure qualcosa non è andato.

La Olivieri, infatti, era data in un ottimo stato di forma personale, aiutato anche da una nuova tecnica di corsa che ha ridotto i passi tra gli ostacoli. “Gli ultimi allenamenti e il riscaldamento pre-gara erano andati benissimo – afferma il suo allenatore Giorgio Ripamonti, che la segue sulla pista di Viale Cesare Battisti dell’Atletica Monza – nella batteria a Berlino ha fatto i primi 4 ostacoli in maniera convincente, poi sul quinto ha sbagliato, doveva fare quindici passi e, invece, ne ha fatti 16, si è inchiodata e da lì si è spenta la lampadina”. Fino a domenica 12 agosto, data di conclusione degli Europei di atletica, Linda resterà a Berlino al seguito della squadra italiana. E, magari, riuscirà a smaltire la delusione sostenendo i compagni.

Tra i quali non ci sarà il monzese doc, Mario Lambrughi, che pochi giorni prima dell’inizio della rassegna continentale ha rinunciato a correre i suoi 400 ostacoli dopo l’infortunio al Golden Gala di Roma del 31 maggio. Dopo Berlino, per Linda, gli impegni sportivi potrebbero non essere finiti. Dal 7 al 9 Settembre, infatti, a Pescara ci saranno i Campionati italiani individuali assoluti. “Decideremo insieme se farli o no – afferma Ripamonti – poi, dopo due settimane di addestramento alla Polizia, a settembre inizierà comunque la nuova stagione”. E per la 20enne specialista dei 400 ostacoli, che ha già nel suo curriculum ha più di un titolo italiani, l’ultimo quello Promesse vinto quest’anno (clicca qui), si tratterà di cancellare la gara negativa in terra di Germania. E, con le sue notevoli capacità, riuscirà a togliersi altre soddisfazioni. Il tempo è dalla sua parte.  

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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