04 Agosto 2021 Segnala una notizia
La Rosa era vivo quando lo hanno messo nell'acido

La Rosa era vivo quando lo hanno messo nell’acido

3 Luglio 2018

Andrea La Rosa, ex calciatore e nel team manageriale del Brugherio Calcio di 35 anni, ucciso nel novembre 2017 a Milano, era vivo quando Raffaele Rullo e sua madre lo hanno infilato in un bidone. Per la precisione sarebbe morto per “l’azione combinata dell’inalazione dei fumi dell’acido e del confinamento all’interno del bidone”, dove era stato infilato, per essere sciolto.

Questo è quanto emerge dalla nota di riepilogo delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano che ieri hanno notificato l’avviso ai due accusati dell’atroce delitto, Rullo e a sua madre Antonietta Biancaniello, in carcere con l’accusa di averlo ammazzato per un debito nei confronti di oltre 30mila euro.

La perizia sul corpo di La Rosa avrebbe dunque spiegato che ad uccidere  l’ex calciatore del Brugherio non sarebbero state ferite inferte dal suo amico che lo ha rapito con la scusa di presentargli la madre per poi aggredirlo nella cantina di via Cogne a Milano, ma soffocato dai fumi dell’acido che avrebbe dovuto far sparire il suo cadavere, nel bidone dove è stato costretto.

Fortunatamente per la vittima, dopo averlo attirato lì, insieme alla madre Rullo gli ha somministrato due narcotizzanti che lo hanno stordito per poi trascinarlo nelle cantine, motivo per cui la vittima non era probabilmente cosciente al momento dei fatti.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


Articoli più letti di oggi