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Brianza disinformata sul tema della prostituzione: non conosce la legge Merlin - MBNews
Attualità

Brianza disinformata sul tema della prostituzione: non conosce la legge Merlin

Diffusi i dati del secondo questionario elaborato dall'associazione Minerva di Concorezzo nell'ambito dello studio "Il costo del sesso".

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Confusione sulle leggi e confusione sui numeri. Il tema della prostituzione in Brianza, dati alla mano, non pare essere ben conosciuto dalla popolazione generale. E’ questo quello che emerge dal secondo sondaggio ( il primo era rivolto ai fruitori del sesso a pagamento) raccolto ed elaborato dall’associazione Minerva nell’ambito dello studio “Il costo del sesso”, iniziativa socio-culturale patrocinata da cinque comuni (Vimercate, Concorezzo, Monza, Villasanta e Agrate) finalizzata all’approfondimento della tematica della prostituzione da più punti di vista.

Sono state quasi 700 le persone residenti in provincia di Monza intervistate sul tema della prostituzione e quello che emerge è che in generale c’è un po’ di confusione. In particolare il 68% dei brianzoli intervistati pensa che la prostituzione sia in ogni caso vietata dalla legge. Mentre invece la Legge Merlin vieta lo sfruttamento della prostituzione, il favoreggiamento e l’induzione.

Per quanto riguarda i numeri, se la metà degli intervistati ha una chiara e corretta idea sul numero di prostitute in Italia (circa 100mila), c’è invece il 34,9% degli intervistati che sovrastima il numero di persone che effettivamente si prostituiscono sul territorio nazionale. Circa la metà delle persone che hanno risposto al questionario, invece, sottostima abbondantemente il numero di clienti del sesso a pagamento che in Italia sono all’incirca 2,5 milioni.

La maggior parte degli intervistati ha però una chiara e corretta visione riguardo la natura costrittiva della scelta di prostituirsi: secondo l’87,5% dei partecipanti la maggior parte delle persone che si prostituiscono sono costrette a farlo.

E per quanto riguarda invece le opinioni personali sul tema, secondo poco più della metà degli intervistati la prostituzione dovrebbe essere legale ma con certe restrizioni. Mentre il 32,2% pensa che lo Stato dovrebbe impegnarsi a vietare la prostituzione in ogni caso, e solo secondo il 14,6% la prostituzione andrebbe equiparata a un lavoro qualsiasi. È interessante notare che, incrociando alcuni dati, emerge che le persone con meno di 25 anni paiono meno disposte a considerare la prostituzione come un lavoro qualsiasi, rispetto invece alle persone con oltre 60 anni.

“Il dato più interessante riguarda la conoscenza dello statuto legislativo della prostituzione. Il 68% delle persone intervistate ritiene che oggi la prostituzione in Italia sia proibita in ogni caso. – ha commentato Marco Stucchi, responsabile del progetto Il Costo del Sesso – Tuttavia questo è falso: la legge Merlin permette lo scambio sesso-denaro tra adulti consenzienti. Perché come Minerva stiamo cercando di combattere questa disinformazione, di cui questo dato è solo un esempio? Perché se non si conosce innanzitutto un fenomeno di disagio sociale, e non se ne comprendono le ragioni, non si potranno mai avanzare proposte efficaci e lungimiranti per porre rimedio a tale disagio. Non possiamo credere nella coesistenza di una società civile disinformata e, dall’altra parte, di una classe politica e dirigente seria e preparata che tira fuori dal cilindro soluzioni concrete per le sfide della società contemporanea”.