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“Tabula Rasa Orobica”. Arrestata anche l'ultima latitante - MBNews
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“Tabula Rasa Orobica”. Arrestata anche l’ultima latitante

Grazie ad appostamenti e pedinamenti i militari sono riusciti ad agganciare, a Seriate, l’autovettura Alfa Mito di proprietà del figlio della donna e stringere il cerchio sul luogo di dimora della stessa.

guardia di finanza - 13 mb

E’ durata sette mesi la latitanza di una donna 57 enne di Seriate, sfuggita alla cattura lo scorso ottobre al termine dell’operazione “Tabula Rasa Orobica”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo e condotta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bergamo.

Nell’ambito della stessa indagine era stato arrestato un falsario, ad Agrate Brianza. In particolare, i militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, a seguito d’indagini su riciclaggio, truffe, appropriazioni indebite, estorsioni e contraffazione, coordinate dal Pm di Bergamo Emanuele Marchisio, avevano denunciato all’Autorità Giudiziaria ben 95 persone.

Di queste 18 arrestate, 3 delle quali latitanti. Tra loro la donna, che era sfuggita alla cattura nell’ottobre scorso, quando nel corso di un blitz i Finanzieri avevano eseguito gli ultimi ordini di cattura nei confronti degli ultimi cinque soggetti coinvolti nelle indagini. In quell’occasione anche un altro componente della banda era risultato irreperibile, un noto falsario, catturato dopo pochi giorni proprio ad Agrate. I militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bergamo, partendo da quell’arresto, si sono concentrati poi sull’ultima “pedina” del gruppo.

Grazie ad appostamenti e pedinamenti i militari sono riusciti ad agganciare, a Seriate, l’autovettura Alfa Mito di proprietà del figlio della donna e stringere il cerchio sul luogo di dimora della stessa. I Finanzieri, appostati in zona per tutta la notte, attorno alle ore 8:30 di giovedì scorso, hanno notato la latitante uscire da una palazzina in compagnia del figlio e con lo stesso allontanarsi a bordo dell’autovettura. A questo punto è scattato l’intervento che ha consentito di mettere la parola fine alla fuga della donna che è stata tratta in arresto ed assicurata alla giustizia. Ora dovrà rispondere anche di un cumulo di pene, per oltre 4 anni, emesso dall’Autorità Giudiziaria a suo carico.