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Seveso al voto: tutti e 4 i candidati e i programmi

Seveso al voto: tutti e 4 i candidati e i programmi

5 Giugno 2018

Ancora pochi giorni di campagna elettorale e poi si torna al voto, questa volta per le comunali. A Seveso si presentano 4 candidati: il sindaco uscente Paolo Butti (53 anni, di centrosinistra, sostenuto dal Pd e da due liste civiche, Impegno è Servizio e Vivacittà), il leghista Luca Allievi (43 anni, a capo della coalizione Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia), Antonio Cantore (60 anni) per il M5S e l’ex-ex sindaco Clemente Galbiati (68 anni), con la lista civica MuoviAmo Seveso. La candidata di Forza Nuova Alice Carini non è invece riuscita a presentare in tempo le firme necessarie: anche stavolta a Seveso lo scontro elettorale è tutto maschile. E tutti si dicono disposti a fare il sindaco a tempo pieno, con la sola eccezione di Allievi, che rivendica la sua scelta con orgoglio: «Non mi piace vivere di politica – ha affermato, sottolineando che non lasciando il lavoro avrà diritto a metà del compenso di sindaco -. Credo che il sindaco debba governare: per le mansioni operative c’è la struttura. Avrò una squadra di assessori e collaboratori che mi aiuterà».

Seveso ha più di 23mila abitanti e, oltre alle solite problematiche delle città di provincia, viene ricordata soprattutto per essere stata colpita dalla diossina dell’incidente Icmesa del 1976: se in 40 anni il territorio è stato bonificato e c’è un parco, il Bosco delle Querce, a testimoniarne la rinascita, il “disastro di Seveso” resta per i suoi abitanti una ferita mai completamente sanata, ora nuovamente riaperta dalla minaccia di Pedemontana. In più, Seveso si trova quotidianamente a fare i conti con un territorio tagliato in due dalla ferrovia: problema che l’amministrazione uscente vuole affrontare con due sottopassaggi per aggirare i passaggi a livello.

Nonostante una campagna elettorale non particolarmente animata, i 4 candidati sembrano piuttosto fermi sulle rispettive posizioni e poco aperti al dialogo: eppure è molto probabile che dopo il 10 giugno fra loro debbano nascere delle alleanze in vista del ballottaggio del 24. A meno che non abbia ragione il segretario della Lega David Galli, che si dice certo di una vittoria al primo turno, in linea con le elezioni del 4 marzo, quando però aveva votato a destra “solo” il 49%: molto, ma non abbastanza per raggiungere il 50%  +1 richiesto dalla legge.

Sottopassaggi e ferrovia

Le code ai passaggi a livello sono uno dei temi-tormentone della campagna e, più in generale, della vita sevesina. Punto di orgoglio dell’amministrazione uscente è quello di aver dato il via al progetto di un sottopassaggio (tra Seveso e Cesano Maderno) finanziato da Regione Lombardia, a cui dovrebbe seguirne un altro in centro per gli spostamenti locali, in modo da tenere il grosso del traffico pesante fuori dalla città. Una soluzione in realtà profondamente osteggiata da chi, come Lega e M5S, chiedeva l’interramento della linea. Ora però l’unico a continuare a parlare di interramento è Cantore, che vorrebbe riproporre il progetto di SevesoViva, o, in alternativa, ritrattare con Trenord. Cantore e Allievi sono anche contrari al raddoppio dei binari (intervento compreso nel pacchetto di miglioramenti sulla linea proposti dalla Regione, per cui Allievi vorrebbe trattare delle compensazioni con Ferrovie e Regione), ma il candidato leghista sembra piuttosto consapevole che tornare indietro sarebbe difficile: «Il sottopasso in centro non ci piace, ma ormai è quella la via – ha affermato -. Sono preoccupato dal fatto che adesso si parla del progetto come sicuro: è facile fare un buco in centro paese, ma può anche distruggerlo». Galbiati invece, che pure caldeggia la soluzione dei sottopassaggi, non è comunque d’accordo con l’attuale amministrazione: l’ex sindaco, in municipio dal 1998 al 2008, darebbe priorità a un sottopasso nel centro della città, in via Manzoni.

Pedemontana

Negli ultimi anni Pedemontana ha riportato sul banco il tema della diossina, un problema mai veramente risolto. Nel 2016 i carotaggi eseguiti per Pedemontana hanno testimoniato che nel terreno è ancora presente della Tcdd, rendendo così obbligatoria una bonifica qualora il cantiere dell’autostrada, a oggi fermo a Lentate, riaprisse per iniziare i lavori nella tratta B2. Secondo Allievi, allineato alla direzione indicata dai vertici del Pirellone, prima Maroni e ora Fontana, Pedemontana è da completare, perché «un manufatto a metà non serve». Galbiati vorrebbe semplicemente mettere in sicurezza la Milano-Meda, aggiungendo una terza corsia e provvedendo alle barriere antirumore. Cantore è contrario, ma anche abbastanza sicuro che non sia una priorità: «Ci opporremo fino alla fine, ma dove troveranno i soldi?». Butti, che in questi anni ha provato con altri sindaci a sedersi al tavolo delle trattative per negoziare una soluzione diversa (il progetto originario prevedeva il passaggio di Pedemontana sul Bosco delle Querce) conferma: «Siamo in stallo. Il problema di collegamento c’è, ma non serve Pedemontana. Bisognerebbe riqualificare l’esistente: per noi il problema è la sovrapposizione con la Milano-Meda, da potenziare».

Ex piscine

Il caso delle ex piscine è diventato un emblema del degrado. Abbandonate dal 2006, i privati hanno disertato per ben due volte i bandi proposti dall’attuale amministrazione: i candidati sono allineati nel pensare che potrà (o dovrà) diventare qualcos’altro. «Una delle prime cose farò sarà demolire quell’area e farci un parcheggio per il mercato» afferma Galbiati. «Solo quello costerebbe 100.000 € dalle casse del comune – ribatte Butti -. La strada è trovare risorse non comunali: potrebbe diventare un’area dedicata a svago e attività sportive». «Ho intenzione di usare il Pgt per far girare l’economia: quello di ora non “governa” il territorio, lo “gestisce” e basta – afferma Allievi -. Vorrei indurre chi può investire a farlo: le ex piscine potrebbero diventare una Rsa o un Poliambulatorio -. E sottolinea, rispondendo alle accuse del Pd -: Non sto parlando di speculazione edilizia». Più idealista (forse troppo) il progetto di Cantore: realizzare un centro multiculturale ispirato al Centre Pompidou parigino, in grado di attirare artisti di livello internazionale.

Sacco blu e rifiuti

L’introduzione della Tari a misura e del sacco blu ha portato diversi malumori tra i sevesini, ma è un risultato brillante per l’amministrazione, che aderendo al bando Waste4Think può vantarsi di aver portato la raccolta differenziata all’84%, diventando un punto di riferimento a livello europeo. Nessuno dei candidati ha intenzione di tornare a una situazione “pre sacco blu”, ma ognuno ha la propria ricetta su come fare meglio: a partire dallo stesso Butti, che annuncia che la gara per il ritiro dei rifiuti, vinta da Gelsia, porterà un’ulteriore riduzione per il comune. «Non dimentichiamo però – aggiunge il sindaco – che l’operazione sacco blu ha come primo obiettivo l’ambiente». Cantore invece propone l’uso di telecamere mobili contro l’abbandono, una misura peraltro prevista dallo stesso Butti (pare che le telecamere siano già state acquistate) e da Allievi, che però, oltre alla videosorveglianza, si propone di rivedere il sistema della Tari per cercare delle possibili economie. Galbiati prospetta invece più controllo e meno evasione sulla tassa rifiuti, sottolineando anche l’importanza della pulizia stradale per un maggior decoro.

Politiche sociali e lavoro

Se c’è una cosa su cui i candidati sono tutti d’accordo è la centralità del lavoro. Per Butti, in particolare, il lavoro è fondamentale anche nel combattere le fragilità sociali. Anche se ammette che uno strumento come lo Sportello lavoro, introdotto proprio da lui, sia sì un investimento positivo, ma ovviamente non in grado di risolvere ogni problema: meglio favorire la crescita di attività sul territorio per creare nuove opportunità. D’altra parte lo Sportello non viene criticato nemmeno da Galbiati o da Cantore: ma da Allievi sì. «Non si affronta questo problema con l’assistenzialismo – afferma il candidato leghista, che vorrebbe portare il settore privato a investire su Seveso -. Bisogna incentivare le attività produttive ad assumere». Galbiati, comunque, per il lavoro propone di potenziare le modalità di incontro tra domanda e offerta attraverso il comune e il terzo settore, ma ammette che il discorso dovrebbe essere più ampio: bisognerebbe accompagnare, a volte anche singolarmente, le persone che più fanno fatica a trovare un’occupazione. Cantore vorrebbe invece organizzare dei corsi per dare impulso alle nuove professionalità.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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