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Monza in Bici (ri) propone: “Chiudere dalle 10 alle 17 viale Cavriga alle auto”

Monza in Bici (ri) propone: “Chiudere dalle 10 alle 17 viale Cavriga alle auto”

8 Giugno 2018

Pochi giorni fa, il 3 giugno, è stata celebrata la prima Giornata mondiale della bicicletta, istituita dall’Assemblea Generale dell’Onu lo scorso aprile. L’evento, promosso da ben 193 Paesi con la motivazione che le due ruote sono “un simbolo di trasporto sostenibile che trasmette un messaggio positivo – si legge nella risoluzione della Nazioni Unite – per incoraggiare il consumo e la produzione sostenibile, ripercuotendosi positivamente sul clima”, si è svolto proprio quando l’inizio dell’estate è ormai alle porte. E con essa aumenta la voglia, soprattutto degli appassionati, di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto e svago.

Anche a Monza, dove il territorio pianeggiante rende questo desiderio anche un po’ meno faticoso. E, poi, nel capoluogo della Brianza c’è il Parco cintato più grande d’Europa. Circa 700 ettari di verde a disposizione di chi cerca un luogo unico per camminare, correre, andare in bici. Un luogo, però, aperto al passaggio delle auto che gravitano anche nei Comuni limitrofi, Biassono, Vedano al Lambro, Villasanta e Lesmo. Insomma il Parco di Monza è accessibile praticamente a tutti. E non sempre la convivenza tra chi va a piedi, in bici e in auto è facile. Un tema già dibattuto, anche su MBNews (clicca qui). Ma che ora torna prepotentemente d’attualità con l’arrivo dell’estate.

In prima fila c’è la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) , che proprio al Parco di Monza dedica due uscite in bicicletta nel mese di giugno alla scoperta degli angoli più remoti e delle particolarità del polmone verde del capoluogo della Brianza (vedi qui). Ma l’interesse dell’associazione su questo fronte va ben oltre. Fiab Monza in Bici, infatti, alla vigilia della bella stagione, rilancia l’idea di chiudere al traffico viale Cavriga, l’arteria stradale nel cuore del Parco di Monza.

“Abbiamo già proposto alla vecchia amministrazione comunale, ma senza successo, di non consentire il passaggio delle auto dalle 10 alle 17 – spiega Massimo Benetti, storico associato e addetto stampa della FIAB Monza in Bici (a destra nella foto in basso)- sarebbe una sperimentazione, che escluderebbe gli orari di maggior afflusso quando normalmente si inizia e si finisce di lavorare. Ora pensiamo di portare l’idea anche all’attenzione dell’attuale amministrazione di Monza perché siamo sempre convinti che viale Cavriga, percorso da circa 15mila autovetture al giorno, non deve diventare lo sfogo del traffico – continua – per questo, comunque, non servirebbero più di tanto né piste ciclabili né corsie riservate all’interno del Parco. Speriamo che prima o poi qualcuno ci ascolti”.

Da Piazza Trento e Trieste, per il momento, arriva un’accoglienza parziale. Che si limita ad una presa in considerazione della proposta. “Sinceramente questa non è tra le nostre priorità, ma se ci dovesse arrivare una richiesta ufficiale, la metteremo insieme a tutte le altre che ci giungono da parte dei cittadini – afferma Federico Arena, assessore comunale alla Sicurezza, Mobilità, Viabilità e Polizia locale (a sinistra nella foto in basso) – ci sono tante idee bellissime, ma poi bisogna fare i conti con la realtà e considerare i fondi a disposizione. Resta il fatto che chiudere viale Cavriga – continua – è poco praticabile perché il traffico della zona ricadrebbe sulle strade vicine”. Una risposta molto simile a quella che la Fiab Monza in bici ha ricevuto dall’amministrazione cittadina sulla chiusura delle strade adiacenti ai plessi scolastici (leggi l’approfondimento).

Noi di MBNews restiamo convinti che la vera alternativa sia creare una pista ciclabile sicura e parallela a viale Cavriga. Lo spazio c’è, ma si tratta di una banchina sterrata, mentre servirebbe una striscia di terra pressata, come già è stato fatto nel Parco della Valle del Lambro, con a lato una staccionata di protezione. Per oltrepassare il fiume, un ponte in ferro tipo quelli costruiti tra Lesmo e Triuggio. Chissà se la pioggia di milioni di euro destinati al Parco di Monza, provenienti da regione Lombardia, serviranno anche a questo?

La pista ciclabile realizzata ad Arcore, appena fuori dal Parco di Monza 

 

La questione della convivenza tra auto e pedoni/ciclisti al Parco di Monza non è solo ambientale e di mobilità sostenibile, ma anche di sicurezza. Lo testimoniano i numerosi investimenti avvenuti proprio su viale Cavriga. L’ultimo a gennaio di quest’anno, quando un uomo di 63 anni, mentre camminava lungo l’arteria stradale, è stato colpito da un’auto guidata da una donna di 42 anni (leggi l’articolo).

“Il nostro Parco ha un valore storico, artistico e naturalistico e, magari utilizzando navette elettriche, deve avere una funzione diversa da quella attuale, che è anche viabilistica – afferma Benetti – non ha senso nemmeno avere un parcheggio così grande proprio all’interno del Parco. Bisogna invertire la tendenza che vede l’Italia il Paese con il più alto tasso di possesso d’auto in Europa – continua – questi veicoli devono diminuire del 50 per cento perché attualmente l’80 per cento degli spazi cittadini è occupato da auto, parcheggi e circolanti”. Numeri destinati a cambiare in meglio un giorno? Attualmente verrebbe da dire di no. Ma il futuro, si sa, a volte è pieno di sorprese positive.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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