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Monza: un tuffo nel passato con il tradizionale corteo di Teodolinda - MBNews

Monza: un tuffo nel passato con il tradizionale corteo di Teodolinda

Tra gli eventi più seguiti dalla città, al via la nuova edizione del corte storico monzese.

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Un tuffo nel passato. Dritti dritti nel Medioevo. Tra l’Arengario e il Duomo di Monza, Sforza e Visconti celebrano la loro unione. “La rievocazione storica monzese – Interviene il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala – rappresenta una tradizione importante che valorizza la cultura, l’arte e le bellezze del nostro territorio. Eccellenze di cui siamo profondamente orgogliosi – sottolinea – e che vogliamo sostenere anche a livello internazionale per promuovere l’attrattività del nostro territorio”.

 

Cavalieri, contadini, falconieri e maestranze varie. Sabato 9 giugno, a partire dalla 16.30, il centro di Monza si è dipinto con tinte medievali. Uno degli eventi più seguiti dalla città, ormai da 37 anni e che, all’insegna della convivialità, ha allietato grandi e piccini. La manifestazione, patrocinata da Regione Lombardia, è stata ideata da Ghi Meregalli in collaborazione con il comitato promotore, i volontari e, quest’anno, l’associazione Cancro Primo Aiuto Onlus con la presenza dell’amministratore delegato Flavio Ferrari. Presenti all’evento anche il sindaco di Monza Dario Allevi, l’assessore alla cultura Massimiliano Longo e il presidente del Parco Valle Lambro, Eleonora Frigerio.

Molte le associazioni coinvolte tra cui Brianza Medievale e la scuola di tessitura di Carate Brianza. “Un modo – spiega Igor Sansotta, membro di Brianza Medievale – per riportare in vita usi e costumi medievali. Tempi spesso demonizzati e fraintesi – sottolinea – che è bene spiegare alla luce delle più recenti ricerche storiche”. Facendo un esempio, Igor si spende sulla cinture di castità. “È quanto di più assurdo – spiega – credere che alle donne venisse imposta la cintura di castità. Quelle visionabili nei musei, sono tutte dei falsi di fattura settecentesca. gli storici illuministi – asserisce Igor – dovevano pur trovare un modo per ridicolizzare il medioevo a favore dei loro tempi. Ecco che allora nascondo miti e leggende, spesso assurdi e tutti da sfatare, a discapito dei secoli precedenti.” Effettivamente, di secoli bui si tratta. spesso, però, non comprendiamo come i secoli di mezzo, siano in verità serivitia creare la contemporaneità a noi più vicina. Gian Galeazzo Maria Sforza, ad esempio, mise in atto la prima politica di “welfare state”, istituendo, a Milano, la prima lotteria. Proventi, che a dirla tutta, servirono per costruire il Duomo di Milano. Tanto buio, insomma, il Medioevo non fu.

Come da consuetudine, ogni anno viene scelto uno specifico tema di approfondimento. Quest’anno, l’accento, è stato posto sugli affreschi che impreziosiscono il Duomo. Ma non solo. Se l’arte fa da contraltare, la storia di una dama e del suo cavaliere la fa da padrona. Una cornice romantica, che celebra il matrimonio tra Bianca Maria, unica figlia di Filippo Maria Visconti e Francesco Sforza. A matrimonio avvenuto, il mecenatismo dei Visconti non tarda ad arrivare nel capoluogo monzese. Bianca Maria, ben propensa al progresso artistico, assicurò alla città una certa prosperità, nonostante le guerre e la pestilenza. Gli Zavattari, infatti, affrescarono la serie pittorica dedicata a Teodolinda nella cappella del Duomo mentre Pellegrino Tibaldi progettò il Battistero e il campanile del Duomo.

Un matrimonio che ebbe dell’incredibile. In tutti i sensi. Un evento che Monza ha rievocato con grande entusiasmo e partecipazione. Una lunga schiera di cittadini, infatti, ha reso le vie del centro città un vero e proprio tripudio di festeggiamenti. “Un evento – dichiara il primo cittadino Dario Allevi – che ogni anno attira anche molti turisti”. E così, tra danze e cori, il corteo degli sposini, partito da largo Mazzini, è giunto fino alle porte del Duomo. Un ultimo inchino, alla folta platea. Un augurio sincero, all’unione delle due casate.