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Avis Varedo, l'appello: "Abbiamo bisogno di nuovi donatori"

Avis Varedo, l’appello: “Abbiamo bisogno di nuovi donatori”

5 Giugno 2018

Donare può salvare la vita? Questa la domanda che AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) si pone da sempre. “Il sangue è vita”. La risposta, ovviamente, è affermativa.  Donare è allora un gesto umano, ma soprattutto un’azione preventiva che può salvare delle vite. L’associazione, infatti, copre circa l’80% del fabbisogno nazionale ma, dati alla mano, le donazioni calano in modo preoccupante. “Il primo trimestre del 2018 – dichiara il presidente Ivan Roncen di Avis Varedo – registra un calo del 15% circa rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Soprattutto – sottolinea – i giovani donatori, quelli tra i 18 e i 25 anni,  registrano un netto calo di circa il 40%”. Una voce rassicurante, arriva dal dottor  Fabio Rossi, direttore del servizio immunotrasfusionale della ASST di Monza. “Per quanto mi consta, non sono segnalate particolari criticità. Esiste da sempre – spiega – una difficoltà nel mantenere costanti le scorte e talvolta si creano scompensi tra raccolta e consumi di alcuni gruppi sanguigni: compito dei Servizi trasfusionali e delle AVIS è collaborare per modulare la chiamata dei donatori in base alle reali necessità, con particolare attenzione ai periodi in cui si concentrano le festività”. Quello dei numeri, dunque, è un flusso di dati in continua evoluzione. Sale. Scende e poi risale. Le varianti e le variabili sono davvero differenti. I cali maggiori, come ha testimoniato il dottor Rossi, si registrano soprattutto durante i periodi festivi. I bagordi, si sa, rendono l’uomo pigro.

Come ogni moneta, anche quella della donazione ha due facce. Il rovescio della medaglia, in questo caso è passare da una minus valenza, ad una plus valenza. “E’ importante sottolineare – asserisce Rossi – che insieme al rischio di avere una carenza, va considerato il rischio di avere scorte troppo abbondanti che determinano uno scarto di unità di sangue donato per scadenza (i globuli rossi concentrati possono essere conservati per un massimo di 6 settimane)”.

Minus e plus valenze rimangono quindi due piatti di una stessa bilancia da soppesare in modo ottimale. Ma, almeno a Varedo, un deficit ematico permane. “Su 420 iscritti che abbiamo – spiega Felice Marzorati – solo 20 appartengono al gruppo 0 negativo. Una grave carenza ematica – sottolinea – denunciata anche dal Dottor Giuseppe Limonta nella macroarea di Desio.” E a fronte di tale carenza, Marzorati si appella ai cittadini varedesi. “Chi sa di appartenere allo 0 negativo, si rechi a donare facendo del bene a se stesso, ma soprattutto agli altri”.

Una buona occasione, per cogliere l’appello di Marzorati, sarà nel corso di questo week-end, sabato 9 e domenica 10 giugno, in concomitanza con la festa di viale Bagatti a Varedo. Avis sarà presente sul territorio con un suo banco dedicato. Zucchero filato e pungeball, saranno i regali in cambio delle iscrizioni.

Allarmismi a parte, l’informazione sta alla base di tutto. Secondo una piccola indagine condotta, infatti, i principali motivi che portano a non donare, rientrano nella non conoscenza e quindi nella paura, di come la donazione avvenga. Dalla paura degli aghi, lecita e quanto meno “fondata”, alla paura che la donazione possa dare effetti collaterali spiacevoli. Paura, quest’ultima, del tutto infondata. “Ho mai avuto paura? No, dono orami da diversi anni – testimonia Gaia Consonni – mentre mio marito è donatore ormai da una vita. Per me – specifica Gaia – donare ha un grande valore e, soprattutto, mi dà la possibilità di far del bene a chi ne ha bisogno”.

MbNews, in collaborazione con AVIS Varedo, ha voluto intervistare alcuni donatori, giovani e non, per raccogliere alcune importanti testimonianze.

 

Per maggiori info consulta il sito dedicato: http://www.avisvaredo.it/

Avis Varedo sezione Paolo Crotta, via Donizzetti 3

Cell. 347 82.54.203

mail: avisvaredo@avisvaredo.it

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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