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Un fulmine di nome Tortu, lo sprinter di Carate fa 10’’03 nei 100 metri

Un fulmine di nome Tortu, lo sprinter di Carate fa 10’’03 nei 100 metri

24 Maggio 2018

A nemmeno 20 anni compiuti, li farà il prossimo 15 giugno, Filippo Tortu ha già scritto il suo nome a caratteri cubitali nell’Olimpo dell’atletica italiana.

Il velocista brianzolo, infatti, ha stampato un incredibile 10’’03 nella finale dei 100 metri del Meeting internazionale di Savona. Ed è diventato il secondo sprinter italiano di tutti i tempi dietro ad una leggenda come Pietro Mennea. Che il 4 settembre del 1979 ai 2200 metri di altitudine di Città del Messico corse in 10’’01. Filippo, che abita a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza e formatosi sulle piste di Besana Brianza e Giussano, ha stracciato il suo precedente primato sui 100 metri.

Meno di un anno fa, il 25 giugno, sempre a Savona, infatti, aveva realizzato 10’’15. Per lui, che al Meeting internazionale di Savona era sceso a 10’’09 già in batteria, ora anche la soddisfazione di detenere, a livello statistico, il più veloce tempo di sempre di un italiano sui 100 metri a livello del mare. Il suo 10’’03, attualmente terzo tempo in Europa nel 2018, è anche primato italiano under 23, 5 centesimi in meno del 10’’08 di Carlo Boccarini (Rieti, 9 maggio 1998).

“È stata una gara eccezionale – afferma Tortu nel post-gara  – il tempo mi ha nettamente sorpreso, specialmente in batteria. Poi lentamente ho preso coscienza dei miei mezzi e mi sono rilassato”. A Savona Filippo, padre sardo e madre lombarda, è scattato dalla corsia 4 e ha mostrato una progressione incredibile dai 60 metri fino al traguardo.

Un andare via in scioltezza irresistibile che gli ha consentito di battere il suo rivale di giornata, Marcell Jacobs, il 23enne italo-americano, allenato dall’ex primatista mondiale del triplo Paolo Camossi, capace sulla pista ligure di tagliare il traguardo in 10’’08, 4º tempo all-time delle liste italiane.

Per lo sprinter brianzolo, ex studente del Collegio Villoresi San Giuseppe di Monza, che ora è iscritto, grazie ad una borsa di studio, alla facoltà di “Economia e commercio” all’Università Luiss di Roma, la possibilità di scendere sotto i 10’’00 è a soli 4 centesimi. Sarebbe la prima volta ufficiale di un italiano sotto quella barriera. Fino ad ora, infatti, solo Mennea, nel settembre del 1978, è riuscito a correre a Bari in 9’’99. Ma aveva +7.2 m/s di vento a favore e, quindi, il suo tempo non è omologabile.

Filippo, tesserato con le Fiamme Gialle ed allenato da papà Salvino, sente i 200 metri come la sua specialità naturale. Del resto i suoi miti, Pietro Mennea e Livio Berruti, a cui spesso viene paragonato per la capacità di lanciarsi sul traguardo, sono stati campioni olimpici sul mezzo giro di pista. Sui 200 metri il brianzolo di Carate, Campione europeo juniores nei 100 metri a Grosseto nel 2017 e vice-campione mondiale sulla stessa distanza nel 2016 a Bydgoszcz, ha un primato di 20’’34.

Lo ha ottenuto l’anno scorso al Golden Gala di Roma, poi l’infortunio alla caviglia (leggi l’articolo), il pronto recupero e l’eliminazione nella semifinale dei 100 metri ai Mondiali di atletica di Londra (clicca qui). Il prossimo 31 maggio, in attesa degli Europei di atletica di Berlino, in programma dal 7 al 12 agosto, Tortu correrà di nuovo sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma. Tra gli avversari, come a Savona, ci sarà ancora Jacobs. Dobbiamo aspettarci altre scintille?

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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