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Monza, nasce “Il Popolo di M@X”, domani uno spettacolo al Manzoni

Monza, nasce “Il Popolo di [email protected]”, domani uno spettacolo al Manzoni

11 Maggio 2018

L’amicizia, quella vera, è uno dei sentimenti più forti che l’animo umano possa provare. E, quando affonda le radici negli anni dell’infanzia e della gioventù, spesso diventa capace di superare qualsiasi tipo di barriera spazio-temporale. Come nel caso di Massimo Del Plato, che nel giugno del 2015 fu colpito da un violento pugno dopo il concerto di Manu Chao nel Parco di Monza (leggi l’articolo). Il conseguente coma e il trauma cranico lo hanno condotto lungo un percorso tortuoso e non ancora terminato, il cui dono principale è l’essere ancora in vita.

Gli amici di Massimo, quelli con i quali è cresciuto nel quartiere Triante a Monza prima di trasferirsi in provincia di Torino negli anni precedenti al tragico episodio, sono stati vicini a lui e alla madre Lidia sin dai primi istanti. Moralmente ed economicamente. Ed ora, a quasi 3 anni da quel terribile pugno, dato alle spalle dopo un diverbio, per il quale Adrian A., venditore ambulante rumeno, è stato condannato in primo grado a 3 anni e 4 mesi con l’accusa di lesioni gravi, in 14 tra uomini e donne hanno deciso di fondare l’associazione “Il Popolo di [email protected] . Con lo scopo primario, “di sostenere, vita natural durante – si legge nello Statuto  – il nostro amico Massimo Del Plato, garantendogli un futuro dignitoso ed il massimo dell’assistenza e delle cure mediche che le casse dell’associazione ci permetteranno di garantirgli”.

D’altro canto Massimo, oggi 39enne, dopo ben otto operazioni al cervello e una degenza alla Clinica Zucchi di Carate Brianza durata un anno e 7 mesi, ora è invalido al 100 per cento, siede su una sedia a rotelle basculante, muove solo il braccio destro, non ha il controllo del tronco e degli arti. Parla, riconosce le persone, ma ha perso la memoria degli ultimi 15 anni. E continua a sottoporsi a riabilitazioni cognitive e fisiche presso la Clinica Zucchi di Carate Brianza. Paese dove vive in una casa compatibile con il suo handicap, affittata, con i soldi raccolti negli spettacoli teatrali, dagli amici ora riuniti nell’associazione “Il Popolo di [email protected]” .

“Tra il 2016 e il 2017 abbiamo realizzato tre spettacoli, tutti messi in scena a Triante, perché non volevamo chiedere la carità per Max e la mamma che, dopo l’episodio tragico al Parco di Monza, erano rimasti senza casa e senza alcun reddito – afferma Alessio Piano, presidente dell’associazione – con il tempo, però, abbiamo capito che era necessario trovare il modo per formalizzare la raccolta fondi a favore del nostro amico e promuovere attività culturali e sociali nel nostro territorio”. E, così, dopo la nascita ufficiale de “Il Popolo di [email protected]” lo scorso 14 marzo, l’associazione sarà presentata anche ai cittadini di Monza con un nuovo spettacolo teatrale “La Sventura…tutto comincia da Qui” in programma sabato 12 maggio alle 21 al Teatro Manzoni di Monza.

“Si tratta di un varietà di circa due ore, con numeri musicali e risate – spiega Piano, un passato da capo animatore nei villaggi turistici, in questo caso regista e uno degli interpreti dell’opera – non pensavamo di riuscire a metterlo in scena nel teatro principale della nostra città, ma sin da subito abbiamo trovato grande disponibilità. Nonostante quando ci siamo proposti non avessimo ancora lo Statuto dell’associazione, infatti, ci hanno tenuto riservata la data del 12 maggio, un sabato sera in piena stagione teatrale – continua – in più ci hanno consentito anche di tenere un prezzo basso, dato lo scopo benefico dello spettacolo”.

Se gli 817 posti del Teatro Manzoni sono un ottimo inizio per un’associazione appena nata, gli obiettivi de “Il Popolo di [email protected]” sono ancora più ambiziosi. “Vorremmo diventare il motore di una sorta di sportello Sos a sostegno di amici e familiari di chi ha subito handicap simili a quello di Max e di gruppi di persone animati dai nostri stessi ideali – spiega il presidente – inoltre vogliamo valorizzare il patrimonio artistico e culturale della città di Monza creando una rete di promozione sociale e culturale con tutti gli operatori e i soggetti presenti sul territorio”. Il futuro, insomma, potrebbe essere ricco di novità positive. La prima sembra essere già stata messa in cantiere. “Stiamo studiando iniziative legate ai monumenti di Monza – annuncia Piano – a breve dovremmo riuscire a realizzare una caccia al tesoro a squadre”. Scelta quanto mai azzeccata, se, come dice un famoso proverbio, “chi trova un amico, trova un tesoro”.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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