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Cancro Primo Aiuto Onlus dona nuova automobile ad Auser Brianza - MBNews
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Cancro Primo Aiuto Onlus dona nuova automobile ad Auser Brianza

La Hyundai i10 donata sarà utilizzata dai volontari del Filo d'Argento che si occupano di accompagnare anziani e disabili presso strutture sanitarie, ospedali e centri riabilitativi.

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Un piccolo dono che può aiutare molti” queste le parole di Nicola Caloni, vicepresidente di Cancro Primo Aiuto Onlus che, nella mattina di martedì 29 maggio, ha fatto dono di un’automobile all’organizzazione Auser Brianza. La cerimonia di consegna chiavi si è svolta presso lo Sporting Club Monza, alla presenza dell’amministratore delegato della onlus, Flavio Ferrari, della vicepresidente di Auser Brianza, Claudia Brigo e dell’amministratore delegato Elvis Napolitano, oltre ad alcuni volontari dell’associazione Filo d’Argento.

La Hyundai i10 donata sarà utilizzata proprio da questi ultimi. “Abbiamo già 6 automobili – spiega l’amministratore delegato Elvis Napolitano – ma una di queste è molto vecchia. Il mezzo donato da Cancro Primo Aiuto andrà a sostituirla.”

“La nuova vettura è necessaria – sostiene il volontario Mario – ogni mese percorriamo oltre 1000 km, assistendo 270 persone nella sola Monza. Se poi contiamo anche gli interventi nella provincia, arriviamo fino a 5000 uscite all’anno.”

“Filo d’Argento si occupa di accompagnare chiunque abbia necessità, anziani e disabili in primis, presso strutture sanitarie, ospedali e centri riabilitativi – spiega la vicepresidente Claudia Brigo – ma non si limita al trasporto. Tra volontari e assistiti si instaura una vera e propria relazione.” “Ci telefonano perfino a casa!” – interviene Mario.

Dato il grande lavoro e la numerosa richiesta di interventi, Auser Brianza è alla ricerca di giovani volontari che entrino a far parte del Filo d’Argento. “Basterebbero un paio di ore a settimana e già avremmo un grande aiuto” – spiega Claudia Brigo. “E sarebbe anche utile per loro! – sostiene la volontaria Beatrice – Accompagnando gli anziani in ospedale o nelle cliniche, i ragazzi imparerebbero a muoversi in questi centri.”