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Istantanee della maternità, l'idea della fotografa Donatella Nicolini

Istantanee della maternità, l’idea della fotografa Donatella Nicolini

14 Maggio 2018

C’è stato un tempo in cui la donna in gravidanza era vista soltanto come un soggetto debole, quasi da nascondere o tenere ai margini della società. Poi il progresso tecnologico e l’evoluzione nel mondo del lavoro hanno piano piano modificato lo stato delle cose. Donne, anche manager, brillano per la loro efficienza durante la gravidanza. Con il pancione si fanno valere  perfino nello sport. E, in questo cambio di mentalità, le immagini hanno avuto la loro importanza nel formare l’opinione pubblica. Su tutte, nel 1991, la foto di Demi Moore sulla copertina di Vanity Fair America ha aperto una porta dalla quale, nel corso degli anni, sono passate molte attrici e cantanti. Da Gwyneth Paltrow a Monica Bellucci, da Mariah Carey a Natalie Portman. E ormai la tendenza ha superato i confini delle celebrità. Conquistando, sempre di più, le donne comuni. Almeno negli Stati Uniti. Dove farsi ritrarre in pose artistiche quando si è in dolce attesa è diventata quasi una tradizione.

In Italia, come spesso accade, le novità e i cambiamenti socio-culturali arrivano quasi sempre un po’ in ritardo. Ma, anche nel nostro Paese, a due passi da Monza, c’è chi si è specializzata in ritratti di maternità e newborn. Si tratta di Donatella Nicolini. Una giovane fotografa internazionale. Che ha il suo studio privato a Milano. E, nel giro di pochi anni, ha saputo costruirsi una carriera già piena di premi e riconoscimenti.  L’ultimo, in ordine di tempo, sarà la partecipazione dal 20 al 22 maggio, al Global Photo Forum di Astana, la Capitale del Kazakhstan. “E’ un congresso di fotografia mondiale a cui parteciperanno insegnanti provenienti da tutto il mondo, tra cui io, che sono l’unica italiana – spiega Nicolini – sono previsti workshop, letture e lezioni per tutti i 400 partecipanti all’evento”.

Ma come si svolge praticamente il lavoro di una fotografa che si occupa di ritratti di maternità? “Ci vuole una certa attenzione e accuratezza, anche in termini di sicurezza – racconta la professionista milanese – non si tratta di fare semplici foto ricordo, ma di offrire un’esperienza da ricordare per tutta la vita. Con l’obiettivo di fare sentire una donna in gravidanza più bella e più sicura di se stessa nelle sue nuove curve”. Per raggiungere questa mission, la Nicolini si avvale anche delle competenze della sua assistente, make up artist e hair stylist, che si occupa di cambi di acconciature, make up e ritocchi tra un set e l’altro. A disposizione delle future mamme anche una serie di accessori e abiti in tulle, pizzo, chiffon di seta e altri tessuti. Ogni servizio fotografico, che si  svolge in un’atmosfera rilassata, è preceduto da una consultazione in studio per definire e personalizzare i dettagli. E seguito da una post produzione professionale stile magazine delle 20 / 30 foto migliori.

Il tentativo, insomma, è quello di creare delle vere e proprie opere d’arte in grado di celebrare, con immagini eleganti e senza tempo, la forza e la bellezza della maternità. E gli effetti possono essere sorprendenti. “Spesso sono parte attiva sul set tutti i membri della famiglia – afferma Nicolini – per me è emozionante anche la reazione di mariti, fidanzati e compagni che, abituati a vedere la propria dolce metà un po’ meno curata durante la gravidanza, finiscono per piangere di fronte al modo in cui noi le prepariamo per il servizio fotografico. Sono arrivate  perfino richieste di matrimonio”.

Fotografa di ritratti di maternità non si nasce, ma si diventa. Con la passione e il talento. “Avevo un lavoro classico di ufficio, poi anni fa in Svezia mi sono avvicinata alla fotografia – racconta Donatella – sin da subito mi sono interessata alle persone e non alle cose o ai paesaggi. Ho studiato, ci ho creduto nonostante, essendo un lavoro artistico, tanti mi avevano sconsigliato di proseguire – continua – poi la nascita di mio nipote mi ha spinto verso le foto dei neonati e, con la necessaria preparazione, mi sono specializzata nell’ambito maternità e newborn”. Credere nei propri sogni, quindi, a volte aiuta a capire e rendere migliore il presente delle altre persone.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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