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Seveso promuove i pannolini lavabili: più ecologici, meno costosi

Seveso promuove i pannolini lavabili: più ecologici, meno costosi

17 Aprile 2018

Comodi, ma inquinanti e costosi: i pannolini usa e getta saranno anche pratici, ma nel primo anno di vita del bambino se ne consumano circa mezza tonnellata. Così, forse, non dovrebbe stupire se sono sempre di più le famiglie che scelgono di tornare ai pannolini lavabili, come facevano le nostre nonne. Anche perché il risparmio è consistente: si parla di circa 2.000 euro in meno per chi preferisce i cosiddetti “ciripà”, di cotone e lavabili, a Pampers e simili. Una scelta controcorrente che però sta avendo sempre più successo, come testimonia la storia di Valentina Steinmann, la mamma brianzola ideatrice del primo pannolino lavabile 100% italiano.

E adesso anche il comune di Seveso si prepara a incentivare i genitori ecologici, lanciando una sperimentazione dedicata alle famiglie con bambini fino ai 18 mesi, nell’ambito di Waste4Think, il progetto europeo per la diminuzione dei rifiuti: chi vorrà aderire potrà provare per un mese, gratuitamente, a utilizzare i pannolini lavabili, grazie a un kit fornito tramite l’associazione La Ninfea di Lonate del Garda, che si occuperà anche di attività di affiancamento per trovare la formula e il pannolino più adatto a ogni bebè. A dicembre 2019, poi, si tireranno le somme, valutando anche quanti abbiano deciso di continuare a servirsi dei pannolini lavabili dopo il primo mese di prova.

«È una delle azioni di Waste4Think – spiega il sindaco Paolo Butti – a cui stiamo partecipando quale unica realtà italiana, chiamata a dare il nostro contributo nell’individuazione di azioni che possano rivelarsi importanti nella raccolta rifiuti, tali da essere riproposte successivamente su larga scala. Partiamo da un dato, ovvero dall’84,2% di raccolta differenziata raggiunto dalla nostra città, e dai benefici che potrà portare l’introduzione del pannolino lavabile. Ogni famiglia che aderirà potrà sperimentare questa possibilità per un mese. Un periodo congruo per poter capire i benefici e la funzionalità del pannolino lavabile. Poi chi deciderà di proseguire dovrà dotarsi di un kit». Ma sarà così facile convincere i neogenitori? «I pannolini usa e getta sono più pratici, è vero – ammette il sindaco -, ma quelli lavabili hanno diversi aspetti positivi: oltre alla questione ambientale e al risparmio, che è consistente, sono un incentivo ad abbandonare il pannolino prima degli usa e getta, proprio perché sono meno comodi per i genitori». Non solo: i pannolini lavabili, sostengono i tanti siti di informazione dedicati all’argomento, sarebbero anche più rispettosi della salute e del benessere del bambino, meno aggressivi sulla pelle perché privi di sostanze chimiche. «Si potrebbe comunque provare una strategia su entrambi i fronti – suggerisce Butti – alternando l’uso di quelli lavabili agli usa e getta». Il progetto è comunque pensato per bambini di età non superiore ai 18 mesi: quelli più grandi potrebbero trovare troppe difficoltà nell’abbandonare l’usa e getta. Virginia, da tre mesi mamma di Teo, dice di essere interessata alla sperimentazione, ma avanza qualche dubbio: «Mi piacerebbe sapere come sono fatti questi pannolini lavabili: se sono davvero solo in cotone, com’è possibile che non passi nulla? E davvero basterà una lavatrice a pulirli? Quando mi è capitato che si sporcasse qualche tutina non è stato così semplice. Ma è una bella iniziativa – afferma -: soprattutto per la possibilità di prevedere un affiancamento, e magari qualcuno che ti consiglia cosa fare e come comportarti. Potrei provarci: anche se, magari per le prime volte, durante la notte terrei il pannolino usa e getta per essere sicura di non sporcare lenzuola e materasso».

Chi vuole saperne di più può rivolgersi in comune, all’Ufficio ecologia. In ogni caso, la formula del sacco arancione, dedicata a pannolini e ausili per l’incontinenza, continuerà a esistere. «Nonostante i costi non indifferenti non abbiamo intenzione di rinunciarci – afferma il primo cittadino -. È un’attenzione importante nei confronti delle situazioni più delicate, come quelle delle nuove famiglie e delle persone anziane».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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