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Una via dedicata a Marco Pannella accanto al carcere di Monza?

Una via dedicata a Marco Pannella accanto al carcere di Monza?

20 Aprile 2018
Dedicare una via di Monza a Marco Pannella, leader radicale scomparso il 19 maggio 2016. Non una arteria trafficata, e neppure un corso alla moda del salotto buono di Monza, bensì una strada accanto a coloro che gli sono sempre stati a cuore: i detenuti. 
La proposta del consigliere comunale del Pd, Marco Lamperti, è proprio questa: “Crediamo che Marco Pannella non vorrebbe una bella piazza in centro o un bel monumento, ma preferirebbe stare accanto alle persone per cui si è battuto per tutta la vita: i detenuti, gli agenti e tutta quella che lui chiamava la “comunità penitenziaria” che ancora oggi soffre le inefficienze della amministrazione della Giustizia e la mancanza di un vero stato di diritto. Basterebbe staccare uno dei due rami della Via Alessandro Sanquirico che va ad abbracciare il nostro carcere e dedicarglielo”.
Il prossimo 19 maggio saranno 2 anni dalla morte di Marco Pannella e l’Associazione Radicale Myriam Cazzavillan si è già attivata per commemorarlo con proposte di intitolazione di vie, giardini e parchi in varie città lombarde e non solo (Mantova, Como, Pavia, Paderno Dugnano oltre che Roma).

“La nostra città ebbe un assessore radicale (Lidia Baiocchi) negli anni ‘90, a seguito di una campagna elettorale con un memorabile comizio del leader radicale all’Arengario. – spiega Marco Lamperti, consigliere comunale del PD – Crediamo anche che non sia la memoria di Pannella ad avere bisogno di questo riconoscimento ma siamo noi tutti, di ogni parte politica, ad avere bisogno di avere accanto così il suo ricordo. Vogliamo farci questo regalo?”.

Firmatario della richiesta, oltre a Lamperti, anche Gianni Rubagotti, attivista del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito e segretario Associazione per l’Iniziativa Radicale “Myriam Cazzavillan”.

I monzesi ricorderanno, nel 2012, lo sciopero della fame nel carcere di Monza. Circa 350 detenuti della casa circondariale di via Sanquirico decisero di rifiutare il cibo aderendo all’iniziativa lanciata a livello nazionale da Marco Pannella sullo stato della giustizia civile e penale.

Il motivo dello sciopero erano le condizioni della struttura e il sovraffollamento delle celle, problemi che si trascinano da anni senza una soluzione.

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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