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L’ultima fornace brianzola arricchisce Milano con due sculture giganti

L’ultima fornace brianzola arricchisce Milano con due sculture giganti

17 aprile 2018

Quasi quattro metri di altezza e più di cinquecento mattoni in cotto sagomati a mano e poi assemblati, oltre un anno di lavoro. Sono questi i numeri che raccontano la grande bellezza e l’unicità di due enormi sculture che, da domenica, fanno bella mostra di sé al parco CityLife di Milano: un piede e una mano giganti, opere artistiche firmate dalla tedesca Judith Hopf che però hanno anche un timbro brianzolo. I mattoni che vanno a comporre la scultura, infatti, sono stati realizzati da Corrado Riva, 48 anni di Briosco che, insieme al padre Emilio, possiede l’ultima fabbrica artigiana a Fornaci.

Da Briosco a Milano (passando per Berlino)

Corrado Riva porta avanti, con entusiasmo, la quarta generazione  di fornaciai di questa piccola realtà artigiana nel cuore della Brianza, oramai l’unica, che rispetta metodi e criteri della tradizione manuale: “Noi siamo gli unici a fare ancora mattoni, piastrelle e statue rigorosamente a mano – spiega Corrado – utilizziamo ancora l’argilla primitiva: cioè andiamo in cava, la estraiamo e la lavoriamo. Sono specializzato nella produzione di pavimentazione in cotto lombardo ma, a volte, capitano lavori interessanti come quello che mi è stato commissionato da Judith Hopf”.

La scorsa domenica è stata ufficialmente inaugurata la mano gigante in cotto che ha fatto seguito al piede, sempre delle stesse dimensioni (circa 4 metri) già consegnato a fine dicembre: i due pezzi artistici costituiscono l’opera “Hand and Foot for Milan” e il progetto è stato interamente seguito dagli architetti Silvia Gioberti, italiana ma residente a Berlino e Attila Saygel, dello studio Saygel Schreiber che dopo una lunga ricerca hanno trovato, grazie al web, la fornace di Briosco di Corrado Riva “l’unico – ci spiega Silvia Gioberti, che abbiamo avuto la fortuna di incontrare e intervistare proprio all’interno della fornace – ad aver accettato di collaborare con noi e realizzare i mattoni che servivano a dare vita all’opera dell’artista”.

Le difficoltà dell’opera: oltre 300 mattoni e 2 giorni nel forno

“Realizzare il piede e la mano non è stato un lavoro facile – ci spiega Corrado Riva – ci è voluto più di un anno per trovare il modo giusto. Con il piede, per esempio, eravamo partiti con una struttura base in polistirolo ma poi, con il trasporto a Milano, abbiamo capito che non era la soluzione giusta perché si rompeva tutto. Quindi abbiamo riprodotto  la “manona” con una struttura interamente fatta in legno, divisa in parti sagomate ognuna con un codice specifico, che è servito poi per assemblare mattone dopo mattone. Quindi un pezzetto dopo l’altro abbiamo realizzato le parti che sono state inserite nei vari tasselli e poi sagomati a mano”.

La parte più complicata di tutta la realizzazione dell’opera, però, è stata la cottura dei mattoni che è stata resa possibile dal forno di Riva perché è unico nel suo genere: misura 8 metri cubi! “E’ un forno antico, ha quasi 100 anni ed è forse l’unico qui al Nord – ci racconta – per evitare che il mattone scoppiasse durante la cottura ho dovuto fare più di un tentativo”. Gli oltre trecento mattoni che compongono l’ultima parte dell’opera, cioè la mano gigante, sono rimasti a cuocere nel forno per ben due giorni, dopo essere rimasti ad essiccare per oltre un mese e, infine, altri tredici giorni sono stati necessari al loro raffreddamento: mattoni che pensano ben 25 chili l’uno e che hanno una misura che va ben oltre quelle standard a cui siamo abituati.

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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