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Ladri irrompono nella scuola comunale di Varedo. Al via il botta e risposta politico

Ladri irrompono nella scuola comunale di Varedo. Al via il botta e risposta politico

7 Aprile 2018

Istruzione e legalità. Non sono i temi di una campagna elettorale, ma punti di due facce contrastanti. Un triste episodio. L’ennesimo, che il paese registra nel giro di pochi giorni. E quella che sembrava essere una nottata tranquilla, si è dimostrata un’apparenza ingannevole. I ladri, del resto, fanno le ore piccole.

È successo a Varedo. Tra la notte di giovedì e le prime ore del mattino di venerdì 6 aprile. Alcuni ladri, dall’entrata principale di via Donizetti, hanno fatto irruzione nella scuola comunale Carolina Bagatti Valsecchi. “Adesso la scuola materna, 10 giorni fa l’asilo. Quale sarà  il prossimo passo”? Una domanda lecita. Una provocazione, quella lanciata dall’assessore ai lavori Pubblici Sonia Boccafoglia, che non ammette dilazioni.

IL FATTO

Secondo la ricostruzione, i malviventi hanno forzato il portone di ingresso. “Hanno fatto un bel danno e adesso – testimonia l’assessore – bisogna mettere in preventivo di cambiare il montante del portone”. Non paghi  hanno poi scassinato il distributore automatico. Ma merendine e caffè non sono però stati sufficienti. Il tour scolastico, di aula in aula in cerca di un bottino, è quindi proseguito. La refurtiva ammonta a un computer e a diverse macchine fotografiche. Indisturbati, poi, i ladri se ne sono andati. L‘allarme, purtroppo, è stato dato solo intorno alle 7 del mattino. Quando i bidelli, entrando per primi nell’istituto, si sono accorti del misfatto hanno subito avvertito le forze dell’ordine.

IL BOTTA E RISPOSTA

Un fatto che sconcerta. Che delude, più di tutti, i giovani studenti. Ma è anche un episodio che fa riflettere e, allo stesso tempo, che fa anche discutere. Non mancano, infatti, le reazioni dei politici. Un botta e risposta dai toni perentori. “Parlano di sicurezza – asserisce il consigliere di opposizione PD Stefano Zini – e di aver messo telecamere ovunque. Ma se non le installano nei pressi degli edifici pubblici, vorrei capire dove le abbiano messe”. Una frecciatina, che il sindaco di Varedo (Lega), non si fa certo sfuggire. “Le telecamere – controbatte Vergani – ci sono eccome. Per l’esattezza – sottolinea – ce ne sono due, una per ogni lato della strada”. E, a quanto pare, queste telecamere hanno assolto al loro dovere. Un lavoro  che tuttavia non è funzionale a scovare i colpevoli. Le immagini visionate, infatti, riprendono una figura, si pensa maschile, ma purtroppo non riconoscibile.

Altro tema, altra riflessione. Sempre che di altra frecciatina non si voglia parlare. Secondo “game”, insomma. Zini si domanda dove siano i presidi“Le forze dell’ordine – sostiene – sono purtroppo in difficoltà. Non per inefficienza – sottolinea –  ma per via dello scarso numero di agenti disponibili”. Una carenza, va detto, che purtroppo esiste. Un’esigenza, che l’amministrazione comunale, sta però risolvendo tramite nuovi bandi di inserimento. Ma, se per ora il personale non è sufficiente, “una soluzione -asserisce Zini – potrebbe essere quella dei lavori di pubblica utilità”. Un’asserzione, quella del consigliere, che potrebbe non essere compresa. Si spiega. “Ai cittadini volenterosi – espone – si potrebbe commutare una sanzione pecuniaria, di tipo amministrativo, sotto forma di forza di presidio”. Controbatte Vergani. “Prima di tutto – asserisce- bisogna capire se una cosa del genere sia possibile farla. Non credo – sostiene – sia fattibile obbligare i cittadini ad andare in giro di notte. Il sindaco, nemmeno su questo punto, sembra essere in accordo con il consigliere. E se di disappunto si tratta, una sua domanda è più che lecita. “Vorrei chiedere al capogruppo se, a questo punto, sia finalmente favorevole alle ronde notturne”?

Insomma, tra botta e risposta, esistono ladri di computer. E forse, per loro, da quei pc sarebbe meglio guardare “ladri di biciclette” e per lo meno imparare un po’ di storia.

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Massimo Chisari
Milanese di nascita, brianzolo d'adozione. Guardo il mondo attraverso la mia macchina fotografica. Osservo. Cerco. E tramite le parole, racconto. Amo il giornalismo, quello sincero perché scrivere significa smettere di respirare per raccontare con il cuore. Ho due grandi passioni. L'arte e la letteratura, quella russa soprattutto. Ma ho un unico grande amore, anzi due. I miei due cani, Hubert e Brunhilde.


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