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Da Monza all'India: andata e ritorno in aiuto dei bambini maltrattati e abusati

Da Monza all’India: andata e ritorno in aiuto dei bambini maltrattati e abusati

16 aprile 2018

Un’altra iniziativa degna di nota si è svolta sabato scorso presso lo Sporting Club di Monza. Protagoniste tre donne, anzi quattro (una purtroppo influenzata) artefici di un progetto tutto monzese che ci porta a scoprire la bellezza, ma anche le criticità dell’India.
Parliamo di Skychildren Onlus, associazione no profit che si occupa di aiutare i bambini poveri, soli, violentati abusati e maltrattati di Calcutta e di altre zone dell’India. Da Monza, dicevamo, comincia questo viaggio di solidarietà, grazie a Katia Ambrosini, Anna Dossi, Federica Gironi e Allegra Viganotti. Incontriamo Federica, Anna e Allegra prima della serata che vedrà la presentazione di un documentario da loro prodotto in occasione anche della Giornata Mondiale dei Bambini di Strada.

Ci sono tanti luoghi al mondo, purtroppo, dove i bambini sono spesso in situazioni difficoltose e critiche. Come mai avete scelto l’India?

L’India- racconta Allegra- è nata da un mio viaggio di tanti anni fa. E chi va in India e vede quello che succede ai bambini non può rimanere indifferente. Tornata a casa ho coinvolto le mie amiche d’infanzia e abbiamo deciso di fare qualcosa e di essere parte attiva.

La vostra missione sappia dai bambini abusati, a quelli sfruttati a scopi sessuali. Come affrontate le varie questioni?

In nostro trade union molto forte è quello di cominciare sempre dall’istruzione. Tutti questi bambini che vivono disagi e pericoli differenti da una parte sono deprivati tutti nella stessa maniera della possibilità di andare a scuola che per tutti loro è invece l’unica via d’uscita dall’incubo che è rappresentato dalla strada, dai quartieri a luci rosse, dalle discariche dove vivono, dai binari di un treno che loro chiamano casa.

Voi siete state personalmente in India?

Andiamo ogni anno in India proprio per controllare i nostri progetti e conosciamo molti bambini personalmente. Li vediamo crescere e tocchiamo con mano i risultati. Quando dopo qualche tempo cominciano a parlare inglese riusciamo a comunicare direttamente con loro ed è bellissimo. Da qui arriva anche la forza di continuare.

Da Monza, città fortunatamente benestante, alle zone povere dell’India: cosa vi portate dai vostri viaggi e cosa portata la da Monza?

Sicuramente portiamo l’amore ma è più quello che riceviamo. Questi bambini nonostante abbiano passato l’inferno hanno una capacità di ripresa di provare affetto. Quindi torniamo con una gioia nel cuore incredibile.

Siete madri sorelle o comunque avrete a che fare con giovani italiani. Cosa raccontate loro?

La diversità e come si vive sulle strade a Calcutta. Raccontiamo ai nostri figli come tutto sia diverso e la capacità di questi bambini di strada di ricostruirsi un futuro. Questi bambini hanno una forza che, probabilmente i nostri ragazzi, che vivono in un contesto più privilegiato non hanno. Per cui noi raccontiamo loro le vite di questi bambini affinché siano un esempio costruttivo anche per i nostri figli.

Allo Sporting Club in occasione della Giornata Mondiale dei Bambini di Strada hanno presentato un film registrato sulla strada. Il documentario è stato girato in una lunga giornata in compagnia dei “loro” bambini in India e, come spiega Federica Gironi, è sembrato il modo più diretto, usando le immagini, di portare un monzese nell’aspetto dirompente dell’India.

Ricordiamo che si può donare a SkyChildren il proprio 5% e che, come sottolineato da Anna Dossi, tutte le donazioni ricevono vanno ai bambini in quanto i costi di viaggio, amministrativi e operativi vengono sostenuti da loro direttamente. Il sito www.skychildren.org o la pagina Facebook Skychildren Onlus potrete trovare tutte le informazioni.

 

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Marta Migliardi
Sono una giornalista e scrittrice con la valigia in mano, i piedi ben piantati a terra e lo sguardo, ogni tanto, verso il cielo. Vivo tra l’Africa (Zanzibar) e l’Italia, in eterno movimento. Monza è la mia casa, ovunque mi trovi. Bisogna sempre avere un posto in cui tornare. Amo gli animali e amo scrivere. Il resto è di passaggio.


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