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Che successo il Lambertreffen! Vespa o Lambretta, la moto è speciale

Che successo il Lambertreffen! Vespa o Lambretta, la moto è speciale

13 aprile 2018

Una piena sul Lambro ma di moto e in senso contrario: è quella che ha attraversato la Brianza domenica scorsa su iniziativa del Vespa Club Agrate Brianza, uno dei quasi 700 sodalizi di appassionati del modello di scooter della Piaggio progettato nel 1946 e ancora attuale.

Il Lambertreffen, così è stato battezzato il raduno motociclistico lombardo, è giunto alla terza edizione, il cui primo atto si è appunto svolto domenica con partenza da Inverigo e arrivo alla sorgente del fiume. I “vespisti”, ma non solo loro, sono risaliti lungo il corso del Lambro, fermandosi per la classica sosta culturale all’oasi di Baggero, riserva protetta nei pressi di Merone. Dopo l’aperitivo offerto da uno degli sponsor alla Madonna del Ghisallo, hanno proseguito per la località Pian del Rancio, dove hanno consumato il pranzo. Successivamente si sono recati a piedi alle vicine sorgenti del Lambro, il “Lamber” in dialetto. “Treffen”, invece, significa raduno in tedesco.

Sulle origini del nome e dell’iniziativa in generale abbiamo chiesto lumi ad Andrea Ferrari, 27enne di Cesano Maderno, consigliere del club presieduto da Marco Mauri, i cui aderenti sono soprannominati “Ribelli a moto libera”: “L’idea è venuta al nostro socio lazzatese Giorgio Fumagalli, che aveva partecipato anni fa all’Elefantentreffen (motoraduno tedesco che si tiene dal 1956, ndr). Nel 2015 è stato fatto un giro lungo il Lambro da un gruppetto ristretto di soci del Vespa Club Agrate Brianza. Dato che la cosa è piaciuta si è deciso di organizzarla per bene dandole un nome. Ogni anno che è passato il numero di partecipanti è aumentato, grazie anche al fatto che per l’edizione 2018 si è deciso di aprire il raduno pure ai motociclisti non ‘vespisti”. Il Lambertreffen è una gita ‘adreè al Lamber’, cioè percorrendo le strade che accompagnano il fiume Lambro dalla sorgente alla foce. È diviso in due atti: il primo atto si svolge la prima domenica di aprile (quest’anno la seconda perché la prima era Pasqua) e si parte all’incirca da Monza e si va in su fino alla sorgente Menaresta; il secondo atto si svolge a ottobre e partendo all’incirca da Monza si va invece verso l’immissione del fiume nel Po, nel Lodigiano. È una iniziativa che vuole avvicinare la gente al Lambro, che dagli anni ’70 si trascina la fama di fiume pesantemente inquinato, ma che oggigiorno lo è poco, tant’è che sia nel corso d’acqua che vicino alle sponde è tornata la fauna. Inoltre vuole far conoscere le attrattive ambientali e culturali del territorio. Un anno fa, ad esempio, la sosta è stata organizzata a Tremoncino di Cassago Brianza per la visita del mausoleo Visconti di Modrone. Mentre quella di ottobre ci ha visto visitare Villa Litta Carini a Orio Litta”.

E quest’anno avete aggiunto il Pre-Lambertreffen… “Sì, in collaborazione col Lambretta Club Lombardia, che ha voluto attaccare un’altra giornata in moto, ma a sfondo culturale, il sabato. Siamo partiti da Biassono dopo aver visitato il Museo civico Carlo Verri, ci siamo fermati alla basilica dei santi Pietro e Paolo ad Agliate di Carate Brianza, abbiamo pranzato a Verano Brianza e nel pomeriggio ci siamo ritrovati a Biassono per ripartire verso Segrate, dove abbiamo effettuato un giro per la città e chiuso la giornata con un aperitivo in musica”.

A proposito di Lambretta Club Lombardia, il 2018 è stato l’anno dell’apertura del Lambertreffen ad altri modelli di moto… “Abbiamo deciso di non escludere innanzitutto le Lambrette ma anche gli altri tipi di moto. Per noi conta solo la voglia comune di divertirsi e stare in compagnia seduti su una sella”.

In quanti hanno partecipato? “In 120 motorizzati, più un’altra quarantina in veste di passeggeri. Quelli che arrivavano da più lontano sono stati uno spagnolo di Cordoba con la sua compagna. Poi ne abbiamo registrati tre da Arezzo, una coppia da Vicenza e una coppia da Rosolina Mare, in provincia di Rovigo. A parte diversi piemontesi, gli altri erano quasi tutti lombardi. Ci è andata bene col tempo, avendo trovato il sole, e così è stato proprio un bel vedere per tutti il nostro passaggio per la Brianza, anche perché c’erano moto coloratissime. È stata una festa non solo per noi. Eravamo così in tanti che alla partenza c’è stato bisogno della scorta della Polizia Locale di Inverigo fino al confine comunale”.

Il Vespa Club Agrate Brianza non organizza però solo il Lambertreffen… “No, ci sono anche iniziative saltuarie, come la Biassono-Pontedera in Ciao organizzata lo scorso maggio e l’Aperitivo con le ciabatte a Milano dello scorso luglio. Insomma, ci piace divertirci in diversi modi. Noi ‘vespisti’ stiamo bene assieme perché abbiamo le stesse passioni a cominciare da quella per la moto più bella del mondo”. La Vespa, effettivamente, fa parte della collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano e del MoMa di New York. E allora, come ha scritto e ancora canta Cesare Cremonini, “ho una Vespa domenica è già, e una Vespa mi porterà, mi porterà, mi porterà, fuori città…”.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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