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A Monza il progetto Eureka funziona. Giocando si impara - MBNews
Economia

A Monza il progetto Eureka funziona. Giocando si impara

Al via la sesta edizione di Eureka! Funziona! Un progetto dove i bambini costruiscono i loro giocattoli.

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L’invenzione non ha limiti di età. Nemmeno per i più piccini. “Un’esperienza – spiega Ferrante Antonia, insegnante dell’istituto Stoppani di Seregno – estremamente formativa ed interdisciplinare“.

Monza. Giovedì 19 aprile. Presso la sede di Assolombarda Milano Monza e Brianza di via Petrarca 10, sotto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, si è tenuta la 6 edizione di “Eureka! Funziona“. Un progetto ambizioso, che sul territorio brianzolo, ha visto coinvolte 9 scuole elementari e 120 bambini. 22, i giocattoli presentati in totale. Tra le scuole presenti, l’Istituto comprensivo “Giovanni XXIII” di Besana Brianza. Il collegio Bianconi di Monza, il Dante Alighieri di Cornate D’adda e la scuola Kennedy di Varedo. La lista continua. L’istituto comprensivo A.Moro e Martiri  di Varedo.Il Marconi di Concorezzo e l”istituto Salvo D’Acquisto di Muggiò. Ultimi, ma non ultimi, il Koiné di Monza e lo Stoppani di Seregno.

 

Tutto parte da un kit pensato da Federmeccanica e distribuito alle scuole da Confindustria. Una vera e propria gara per giovanissimi inventori.  Gli alunni delle classi 3^, 4^ e 5^ elementare si sono infatti trasformati in piccoli Archimede. Un match ingegneristico, dove la progettazione e la realizzazione dei giocattoli, è stata vincolata alla capacità di movimento.

Motorini, dischetti, leve e accessori vari. Queste le componenti fornite. Ma anche una scheda elettronica. Un dispositivo, progettato per l’occasione dal Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), che consente di azionare il motore in base alla quantità di luce presente nell’ambiente.  Eureka, è il caso di dirlo, l’ingegneria si fa gioco. “Un’esperienza didattica – dichiara Ferrante Antonia – da cui i bambini hanno dedotto la teoria attraverso la pratica ed il gioco”.

Una giuria composta da professionisti del lavoro e da persone provenienti dal sistema educativo. Tra i presenti Massimo Giovanardi, vice presidente di Assolombarda. Fabrizio Felippone, imprenditore di Project Automation Spa. Alessia Broggi e Maria Grazia Grandi dall’Associazione Italiana Fisici.

Nomi di spicco, insomma, che hanno valutato l’operato dei 120 bambini coinvolti. “Tutti hanno vinto – asserisce Fabrizio Felippone – perché sono stati capaci di coniugare la fantasia con la fase realizzativa, presentando poi il progetto ad una giuria. Una cosa non prettamente da bambino”.

Ma se tutti hanno vinto, premiar tutti non è stato purtroppo possibile. Un gran finale, che sul podio ha visto due diversi gruppi.  Per le 5^ vince l’istituto A.Moro di Varedo con l’invenzione Giramira. 

Ottiene invece l’argento, l’istituto Giovanni XXIII di Besana, con l’invenzione Polipo Arcobaleno.

Per quanto riguarda il secondo gruppo, il primo premio lo ottiene la classe 4^ A dell’ istituto Dante Alighieri di Cornate D’adda con il gioco “Mister cappellaio matto“.

Mentre invece la 3^ G del Marconi di Concorezzo, sale sul secondo gradino del podio con l’invenzione “Pterodattilo“.