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Stadio Brianteo, l'offerta del Monza per la concessione è inammissibile

Stadio Brianteo, l’offerta del Monza per la concessione è inammissibile

24 Marzo 2018

Incredibile ma vero: anche la seconda gara per l’affidamento della concessione in uso dello stadio Brianteo e del centro sportivo Monzello è andata deserta perché l’unica offerta presentata, quella del Monza 1912, società di calcio che già gestisce i due impianti comunali, è stata dichiarata inammissibile per un centesimo di euro e per un anno di durata.

La commissione giudicatrice ha aperto la busta lo scorso 1 marzo e con grande sorpresa ha notato che effettivamente l’offerta era quella rivelata a MbNews dal presidente del club Nicola Colombo successivamente alla scadenza dei termini per la sua presentazione del 20 novembre 2017, ossia quella a base d’asta: 45 anni di durata contrattuale della concessione e 10mila euro oltre Iva di canone annuo di concessione. Dal momento che il disciplinare del bando recitava che l’“offerta redatta in conformità alla modulistica messa a disposizione dalla stazione concedente deve essere debitamente sigillata e deve contenere, a pena di esclusione, l’indicazione del canone annuo al rialzo e la durata della concessione al ribasso rispetto alla base di gara” e che “non è ammessa offerta in diminuzione del canone e il rialzo della durata nonché l’offerta pari rispetto alla base d’asta”, ne ha conseguito che la società sportiva biancorossa è stata esclusa dalla gara. Prendendo alla lettera quanto scritto nel disciplinare di gara, sarebbe bastato offrire un centesimo di euro in più di canone annuo e un anno in meno di durata…

L’assessore allo Sport, Andrea Arbizzoni, ha preso atto e voltato pagina: “Si è chiaramente trattato di un errore tecnico. Diciamo che il Monza 1912 ha sbagliato un calcio di rigore a porta vuota… Cosa succederà ora? Innanzitutto è bene ricordare che il club del presidente Colombo ha la concessione del Brianteo e del Monzello fino al prossimo 30 giugno (per 49.028,76 euro oltre Iva di canone annuo, ndr). Alla scadenza è ovvio che concederemo una proroga di un anno e nel frattempo valuteremo se procedere con una terza gara (la prima del 2016 era andata deserta perché neppure il Monza 1912 aveva presentato l’offerta ritenendo il bando poco preciso riguardo alle possibilità di sfruttamento commerciale, ndr) o se approfondire la recente richiesta della società di calcio di alienazione dello stadio in quanto interessata all’acquisto. Di certo questa è un’opzione che richiederebbe una lunga riflessione da parte dell’Amministrazione comunale”.

Per Colombo la beffa era già metabolizzata: “All’apertura delle buste era presente il nostro responsabile alle infrastrutture Paolo Facchetti, che mi aveva avvisato immediatamente. Purtroppo per un cavillo o un errore di distrazione, a seconda di come lo si guardi, anche la seconda gara è andata deserta. Tengo a precisare, comunque, che non si è trattato di un errore intenzionale per secondi fini, come qualcuno azzarda nella Rete. E in seguito a quanto avvenuto non abbiamo alcun problema col Comune. Del resto la situazione praticamente non cambia: abbiamo già una concessione fino al 30 giugno, presumibilmente ci sarà concessa una deroga di un anno e nel frattempo l’Amministrazione municipale valuterà se procedere con una terza gara per la concessione o se avviare l’iter per l’alienazione delle strutture. So che in Giunta non sono contrari a priori a questa ipotesi. E io ho verificato coi possibili miei partner come investitori che la possibilità di acquistare lo stadio attirerebbe maggiori capitali…”.

Sia per il Brianteo che per il Monzello è in fase di stallo, da parte del Monza 1912, uno studio di fattibilità corredato del piano economico-finanziario per la loro riqualificazione. Il club di via Ragazzi del ’99 avrebbe dovuto presentarlo con un’azienda costruttrice del Centro Italia, ma lo scorso ottobre il soggetto che avrebbe dovuto finanziare il progetto di riqualificazione da circa 15 milioni di euro per una quota intorno al 25%-30% si è improvvisamente ritirato, lasciando l’altro soggetto, cioè il costruttore, da solo. “Dal momento che, in caso di vittoria della gara, sarà difficile trovare dei finanziatori disposti a legarsi con un partner non conosciuto – aveva spiegato a suo tempo Colombo – è probabile che il Monza 1912, e in particolare la società della mia famiglia che detiene il 95% delle quote (la holding Discanto, ndr), debba cercare i fondi per l’intera opera tra i propri contatti, dunque perlopiù sul territorio lombardo. La prossima estate – aveva precisato Colombo – contiamo comunque di eseguire tutti quei lavori che saranno richiesti dalle normative della Lega competente per il campionato che andremo a disputare. Sappiamo già, per esempio, che dovremo intervenire sull’impianto di illuminazione, da potenziare”.
Riguardo allo studio di fattibilità per la riqualificazione dei due impianti si prevede la creazione attorno allo stadio di un “retail park” da 11mila metri quadrati. La priorità resta la sistemazione dell’esistente con la messa a norma degli impianti. Poi le tribune lunghe sarebbero dotate di seggiolini e il manto in erba naturale sostituito con un manto misto tra naturale e sintetico per consentirne l’utilizzo per usi diversi dalle partite di calcio. I locali interni sarebbero trasformati in uffici e sedi di enti. Per quanto riguarda l’area esterna, si edificherebbero dietro le Curve e i Distinti tre blocchi di unità commerciali, che ospiterebbero su un piano negozi di marchi importanti. Relativamente al Monzello, c’è l’intenzione di sostituire il manto in erba naturale con quello sintetico su tutti i campi a ovest di quello principale, dove gioca la formazione Berretti. Si tratta di un campo a 11, due campi a 7 e un campo a 5.
Però, se dovesse essere accolta dalla Giunta la proposta di alienazione dello stadio, i piani cambierebbero. “A quel punto – ci aveva detto recentemente Colombo – se riuscissimo ad acquistarlo noi, ci limiteremmo nel breve periodo alla sola manutenzione straordinaria perché l’investimento sarebbe già notevole”. Considerando che l’Atalanta ha comprato all’asta dal Comune di Bergamo lo stadio Atleti Azzurri d’Italia per 8 milioni e 600mila euro, si sussurra che per il Brianteo, inaugurato nel 1988, il “prezzo giusto” dovrebbe essere tra i 2 e i 5 milioni di euro, a seconda di quello che stabilirebbero le perizie e della concorrenza all’asta.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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