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Seveso, 19mln di euro per risolvere i disagi dei passaggi a livello ma... è polemica

Seveso, 19mln di euro per risolvere i disagi dei passaggi a livello ma… è polemica

1 Marzo 2018

Solo a Seveso i passaggi a livello creano discussioni tanto appassionate. D’altra parte i sevesini non hanno tutti i torti: convivono da anni con una ferrovia che taglia in due la città, tanto che la politica ne ha fatto spesso uno dei suoi punti di discussione principali, dalla proposta di interramento, periodicamente rispolverata ma bollata dai tecnici di Regione Lombardia come infattibile, alla soluzione, benché parziale, dei sottopassaggi. È in questa direzione che si sta muovendo l’amministrazione guidata dal sindaco Paolo Butti, anche grazie a un corposo finanziamento della Regione, che prevede, oltre ai sottopassaggi, diverse migliorie per risolvere “il nodo Seveso”, il tratto più critico della linea, da Meda a Cesano Maderno. Per l’opposizione invece è, ovviamente, un errore, l’ennesimo del sindaco del Pd.

Sabato 24 febbraio Butti ha annunciato che, in accordo con Ferrovie Nord e Regione Lombardia, sono stati stanziati 19 milioni di euro per il potenziamento e l’ammodernamento degli impianti tecnologici di stazioni e semaforici di linea, e per il raddoppio delle linee Seveso-Camnago e Seveso-Meda.

Il progetto, in approvazione allo studio di fattibilità tecnica ed economica, prevede la sistemazione dei binari della stazione per evitare che i treni si incrocino sugli scambi, e il riposizionamento dei semafori ferroviari per fare in modo che i treni non restino fermi in attesa di entrare in stazione davanti alle sbarre del passaggio a livello, come oggi accade spesso in via Leoncavallo. Il sindaco ha inoltre anticipato che i tempi di attesa ai passaggi a livello saranno ridotti del 30%, e che scenderanno da 30 secondi a 5 i tempi di sblocco dopo il passaggio dei treni.

Il risultato sarebbe quello di ottenere, entro 4 anni, treni più puntuali, passaggi a livello aperti più spesso e più a lungo, e anche alcune migliorie secondarie di cui si occuperebbe Ferrovie Nord, come la sistemazione dei parcheggi di via Raffaello Sanzio, via Laforet e largo 10 luglio 1976. Sembrerebbe una bella notizia, ma il consigliere leghista Luca Allievi non ne è così convinto: per questo ha chiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto, dato che quello in programma per il 28 febbraio non prevede la trattazione del tema ferrovia all’ordine del giorno.

A contrariare Allievi, e preoccupare i cittadini, è il fatto che il raddoppio delle linee renderà necessari degli espropri: in alcuni casi minimi, in altri più consistenti, ma sempre seguendo il principio per cui il sacrificio di pochi porterà vantaggi a tutta la collettività. «L’intervento è di vitale importante per la nostra città – insiste Butti -. Non solo ridurrà sensibilmente i tempi di attesa dei passaggi a livello, che oggi rappresentano spesso un muro insuperabile, ma migliorerà anche la regolarità del servizio ferroviario. Naturalmente massima trasparenza – assicura -: ci sarà tempo per valutare attentamente il progetto con la cittadinanza e con il consiglio comunale».

«Se il progetto verrà approvato, questi lavori saranno effettuati, per la quasi totalità, su terreni già di proprietà di Ferrovie Nord: l’impatto più importante sui privati riguarda alcune proprietà su via Raffaello Sanzio – chiarisce il Pd rispondendo via comunicato stampa ad Allievi -. I proprietari sono stati convocati in Comune alcuni mesi fa e, rispetto ai primi progetti, il Comune ha ottenuto un piccolo spostamento delle linee ferroviarie, in modo da diminuire la quantità di terreno espropriato. Ma – viene ammesso – il disagio per questi proprietari rimane. Espropri avverranno anche lungo via Vivaldi e via Mascagni, ma saranno al massimo di un metro. Appena ricevuto il progetto il Comune ha provveduto ad avvisare i proprietari, sostituendosi all’operare di informazione che avrebbero dovuto fare le Ferrovie. Chiaramente il Comune, pur volendo privilegiare gli interessi collettivi, fornirà l’opportuna assistenza ai nostri Cittadini colpiti da Ferrovie Nord e Regione Lombardia nella loro proprietà privata».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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