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Monza, la difficile convivenza fra (alcuni) padroni di cani e il resto del mondo

Monza, la difficile convivenza fra (alcuni) padroni di cani e il resto del mondo

16 Marzo 2018

Lo scoiattolo rosso aggredito da un cane senza guinzaglio nei giardini della Villa Reale qualche giorno fa è l’ultimo episodio di una lunga serie che sta provocando più di una polemica all’ombra del Duomo di Monza. Sotto accusa il menefreghismo di certi proprietari di cani che, infischiandosene del prossimo e delle regole, lasciano liberi i loro amici a quattro zampe di scorzare senza nessun limite nel Parco e nei Giardini, luoghi dove il regolamento adottato dall’amministrazione comunale fissa dei limiti tassativi: nel Parco, così come nei giardini dell’ex reggia sabauda, gli articoli 20 e 27 stabiliscono l’obbligatorietà di tenere i cani al guinzaglio, lo sguinzagliamento è consentito solo nel Parco e a condizione che l’animale abbia la museruola.

“Riceviamo continuamente segnalazioni – spiega Giorgio Riva, presidente Enpa -. I casi di cani che azzannano gli altri animali presenti all’interno dei giardini sono sempre più frequenti. Adesso fortunatamente lo scoiattolo sta bene, ma ha una brutta ferita alla testa. Prima però di riportarlo nel suo habitat naturale dobbiamo essere sicuri che si sia completamente rimesso. La ferita purtroppo era infetta”.

A finire nel mirino dei cani non è solo il resto della fauna del polmone verde, ma anche chi lo frequenta in cerca di una passeggiata rilassante o di un’oretta di sport all’aria aperta. Proprio pochi mesi fa un pensionato con la fobia per i cani, che quotidianamente va fare jogging lungo i sentieri del Parco, aveva denunciato di essersi ritrovato circondato da una mezza dozzina di cani di media taglia, senza che i padroni facessero nulla per richiamarli all’ordine.

Le Guardie ecologiche volontarie, dal canto loro, fanno quello che possono per tenere sotto controllo la situazione, ogni giorno registrano una mezza dozzina di casi, ma senza tanti giri di parole spiegano che se i proprietari di cani si rifiutano di esibire i documenti, loro non possono nemmeno fare una multa. Ci vorrebbero delle aree di sguinzagliamento o quanto meno dei percorsi riservati. Tuttavia, non è così semplice come può sembrare.

“Se le regole ci sono vanno rispettate – spiega Barbara Zizza, presidente dell’associazione Monza a quattro zampe -. Purtroppo la maleducazione di pochi rischia di mettere in cattiva luce la stragrande maggioranza di proprietari di cani che frequentano Parco e Giardini della Villa Reale nel pieno rispetto delle norme”.

Nel frattempo, il dibattito infuria sui social, in modo particolare su Facebook, dove dopo la pubblicazione della notizia del povero scoiattolo, la pagina dedicata a Monza è stata letteralmente invasa da commenti: superati i 300 post e, soprattutto, travalicati i limiti del dibattito civile, l’amministratore ha deciso di chiudere tutto.

“La polizia locale non può controllare ogni proprietario di cane che entra nel Parco – ha commentato l’assessore all’Ambiente con delega agli animali, Martina Sassoli -. Stiamo ragionando sull’opportunità e la possibilità di allestire un’area riservata allo sguinzagliamento. La giunta e il sindaco Dario Allevi sono molto sensibili su questo argomento. Ma sul Parco e sui Giardini esistono vincoli della Sovraintenza che non possono essere disattesi”.

Per il momento, dunque, l’unica provvedimento possibile contro maleducazione e menefreghismo è un appello a una maggiore coscienza civile.

Foto in apertura di repertorio

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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