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Carcere di Monza, agenti in "sciopero della fame"

Carcere di Monza, agenti in “sciopero della fame”

21 Marzo 2018

Scarsa qualità dei prodotti serviti, insufficienza nella quantità del pasto e mancanza di alternative per tutto il tempo dell’orario di apertura della mensa: sono queste le motivazioni alla base dello “sciopero della fame” condotto dagli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Monza.

“Le problematiche registrate sulla mensa obbligatoria di servizio presso la Casa Circondariale di Monza, costringono la UIL a sollevare la questione, non senza intraprendere la protesta dell’astensione” spiega Domenico Benemia, segretario regionale del sindacato.

La protesta è finalizzata a porre l’attenzione e sulle pessime condizioni igieniche sanitarie dei locali, sulla pessima qualità delle derrate alimentari proposte nonché la scarsa quantità delle porzioni senza considerare il menù ripetitivo e l’assenza  totale di alcuni alimenti (carne rossa, pesce diverso dai bastoncini o cotolette di mare ecc.. )”

Numerose le rimostranze e le segnalazioni giunte, così come i reclami da parte del personale sulle prestazioni svolte dalla mensa della casa circondariale. Gli agenti in servizio, dunque, dichiarano che resteranno a digiuno fino a quando le loro richieste non saranno ascoltate. 

 

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Valentina Vitagliano
Brianzola d’adozione. Laureata in Lingue, e specializzata in Teorie e metodi per la comunicazione, scrivo principalmente di politica e fatti di cronaca cittadina.


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