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Monsignor Delpini a Monza: “Artigiani, sempre beati quando vi assumete responsabilità”

Monsignor Delpini a Monza: “Artigiani, sempre beati quando vi assumete responsabilità”

20 Marzo 2018

“Siate benedetti voi quando vi fate avanti per prendervi delle responsabilità e portare a compimento il vostro compito”. Le parole di Monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, nell’omelia della S. Messa nel Duomo di Monza, sono un invito agli artigiani della Brianza a seguire l’esempio del loro patrono, San Giuseppe. Artigiano anch’egli, un falegname, ma soprattutto “un uomo paziente e giusto – afferma Delpini – fiducioso nel volere di Dio”. Che gli chiede di prendere in moglie Maria, una donna già incinta dello Spirito Santo prima ancora di sposare Giuseppe.

L’Arcivescovo di Milano, chiamato a celebrare una Messa speciale promossa da Confartigianato anche in ricordo della presenza di Papa Francesco al Parco di Monza il 25 marzo scorso, coglie questa particolare occasione di preghiera per parlare agli artigiani brianzoli di alcuni temi di stringente attualità. Dal lavoro alla crisi economica, dai migranti ai giovani, sono quattro le domande che Rossella Nigro, Giovanni Mantegazza, Paolo Perego e Giovanni Barzaghi, in rappresentanza dell’associazione imprenditoriale, hanno posto a colui che dal luglio del 2017 è stato nominato alla guida della Diocesi di Milano.

“Per noi cristiani la cura dei rapporti familiari e gli impegni lavorativi si possono conciliare – afferma Delpini in Duomo, alla presenza di numerosi sindaci della Brianza, del presidente della Provincia, Roberto Invernizzi e di Fabrizio Sala, vice presidente di Regione Lombardia, appena rieletto al Pirellone alle ultime elezioni – bisogna puntare sulla qualità del tempo da dedicare agli affetti e preservare la domenica, che è da vivere non come un giorno in cui ciascuno va per conto proprio, ma come un rito per recuperare il senso di quello che si fa tutti gli altri giorni della settimana”. Il lavoro è un tema molto sentito sia da parte delle imprese sia sul fronte dei lavoratori. “La burocrazia nemica dell’efficienza è un male di cui dovrebbero occuparsi soprattutto gli amministratori e i legislatori – sostiene l’Arcivescovo di Milano – spesso, infatti, la burocrazia è esasperata e provoca rallentamenti, forse tutti insieme dovremmo pensare a come semplificare le cose per aiutare le attività produttive”.

Il lavoro, d’altro canto, è un tema fortemente legato alla crisi economica e finanziaria di cui tanto si parla dal 2008 in poi. Una situazione complessa, da cui lentamente anche l’Italia sta venendo fuori, che spesso viene intrecciata con la questione della migrazione. Su questo punto il giudizio di chi oggi siede sul soglio di Sant’Ambrogio è di ottimismo e di sostanziale apertura verso  gli stranieri che si trovano nel nostro Paese. Brianza compresa.

La ripresa economica nel nostro territorio passa anche, forse soprattutto, attraverso la fiducia nel futuro e nelle capacità dei giovani. Le prospettive, in questo caso, se non si inverte la tendenza in atto, non sono rosee. “Non credo siano un danno per l’Italia i ragazzi italiani meritevoli che, grazie alla loro formazione, vanno all’estero  – afferma Delpini – oggi il problema su cui intervenire è demografico. Nascono sempre meno bambini e la necessità sta diventando quella di costruire case di riposo più che asili”. Proprio ai giovani è dedicata, non a caso, una delle preghiere dei fedeli durante la Messa nel Duomo di Monza. “Ci sia donato di trasmettere loro la passione per il lavoro e di sostenerli perché trovino risposte alle loro attese e speranze – si legge nel testo preparato per la Festa di S. Giuseppe – e siano in grado di offrire il loro prezioso contributo nella costruzione del nostro e loro futuro”.

Per Confartigianato, che l’anno scorso, con un gruppo di artigiani della Brianza, per la solenne Celebrazione di Papa Francesco a Monza, ha realizzato le sedute papali e cardinalizie e ha contribuito ad arredare alcuni appartamenti per famiglie bisognose, la celebrazione dell’Eucarestia nel Duomo di Monza è segno anche del profondo legame tra i propri associati e la religione. Lo testimoniano anche i numerosi doni consegnati a Monsignor Delpini prima della Celebrazione eucaristica e durante l’offertorio. “La nostra partecipazione a questo evento ha profonde radici cattoliche ed è frutto di un sentimento profondo, nato dal basso e assolutamente non imposto – spiega Paolo Ferrario, segretario generale di  APA Confartigianato Imprese per le province di Monza, Brianza e Milano – questo aspetto è emerso più volte in questi anni, ad esempio nel 2012, quando abbiamo realizzato calici e pissidi per la visita di Papa Benedetto XVI a Milano in occasione della Giornata mondiale delle famiglie, ma anche nella vita quotidiana del nostro territorio grazie alle collaborazioni spontanee con le parrocchie, la Caritas e altre associazioni locali”.

Ecco perché il significato della Messa speciale per la festa di San Giuseppe avrà una eco che proseguirà nel tempo. “Il valore del ‘far bene’ è la chiave per trovare vera soddisfazione nel proprio quotidiano – afferma Giovanni Barzaghi, Presidente di APA Confartigianato Imprese Milano, Monza e Brianza – spero, quindi, che la ricorrenza di San Giuseppe sia stata un’opportunità per conoscere da vicino il lavoro artigiano e il suo senso del fare, un’ispirazione per avvicinarsi a un modo, appassionato e dedito, di intendere il lavoro e il lavoro  manuale in particolare”. In questa direzione la protezione del patrono degli artigiani è un elemento importante per tutta questa categoria imprenditoriale. “Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto ci invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche – è scritto nella Preghiera dell’Artigiano, letta dal Presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti, dopo la Comunione nel Duomo di Monza – ma sostienici nelle ore tristi, allorché il cielo sembra chiudersi sopra di noi e perfino gli strumenti del lavoro paiono ribellarsi alle nostre mani”.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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