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La pesca al sarago, tutti i consigli di Jimmy Muzzone

La pesca al sarago, tutti i consigli di Jimmy Muzzone

20 Marzo 2018

Jimmy Muzzone è nato a Vaprio d’Adda il 13 febbraio del 1979 e vive in provincia di Milano a due ore circa dal mare più vicino, quello Ligure. La sua specialità nella pesca al sarago è quella “dell’aspetto, dell’agguato e della tana”. Il sarago è il pesce più comune e di conseguenza il più pescato dai subacquei ma non perché sia il più facile da prendere.

Secondo te a quali profondità è più facile trovare un sarago?

Inizio con ringraziarvi per questa intervista, per tutte le specie esiste una regola ben precisa ed è proprio legata al fattore profondità e consiste nel riuscire ad avvicinare con più facilità qualunque preda, non solo il sarago, questo grazie alla tranquillità in cui vivono a quelle profondità mentre in pochi metri ogni rumore rende più difficile l’avvicinamento e di conseguenza la cattura. La mia pesca principalmente l’ho affinata nel mar ligure dove si dice che questa specie sa leggere e scrivere per quanto sia capace di capire l’uomo in acqua.

Estate e inverno quali sono le differenze?

Come tutte le specie in estate, quando l’acqua si scalda, i pesci prendono il largo e di conseguenza diventa molto più impegnativo per le diverse tecniche: aspetto, agguato e per la ricerca in tana. In inverno invece quando la temperatura dell’acqua scende e per via della riproduzione il bassofondo si ripopola. Il sarago nonostante la differenza di temperatura è un pesce che si trova tutto l’anno in qualsiasi circostanza anche se come detto nei mesi più freddi come Gennaio e Febbraio nel momento della riproduzione c’è un aumento della specie ed è quello il momento in cui il pescasub deve cercare di rispettare le regole della riproduzione cercando di sparare al maschio lasciando così spazio alla riproduzione, questa regola vige ovviamente per tutte le specie.

A quale ore è meglio pescare il sarago?

Rispondere a questa domanda non è semplice perché dipende un po’ dai gusti, c’è chi preferisce il mattino all’alba oppure quando il sole è alto nell’orario centrale, altri il cosiddetto cala sole. Per quanto mi riguarda ho pescato a tutte le ore senza tener molto conto dell’orario, piuttosto tengo in considerazione il cambio di marea. Molto spesso viene sottovalutato l’aspetto delle maree ed è un grosso sbaglio infatti esistono dei siti internet specifici per tenere controllate le maree e il momento migliore è sempre al cambio di marea.

In tana o quando all’aspetto?

Dipende sempre dove ci troviamo, dal fondale e dalla visibilità, se parliamo di fondale roccioso in basso fondo ho provato in circostanze di scarsa visibilità trovare il sarago sia all’agguato che all’interno di tane, anche se in questi casi dove la visibilità è ridotta è molto più facile insediare il sarago all’aspetto o all’agguato se siamo veloci e pronti di riflessi nel schiacciare il grilletto perché sarà più facile non essere visti.

Ci racconti in tana qual è il ricordo più bello che hai mai trovato?

Probabilmente il ricordo che mi è rimasto più impresso è stato riuscire a seguire un grosso sarago dall’alto facendolo intanare in profondità e inaspettatamente mi ha portato in una grossa tana lunga e profonda dove all’interno ho trovato oltre al sarago inseguito moltissimi altri saraghi intanati tutti ben oltre il chilogrammo e se non fosse stato per lui che mi conduceva in quella tana non ci sarei mai andato… ovviamente ho mirato quello  che mi sembrava il più grosso ed ho schioccato il tiro colpendolo in pieno.

E’ facile prendere un sarago?

No, non è facile almeno fino a quando un pescasub non ha affinato questo tipo di pesca. Serve molto allenamento e molta acqua per studiarlo per bene ma una volta imparate le sue abitudini risulterà più facile anche se il sarago è molto furbo e non si farà prendere facilmente soprattutto quando l’acqua sarà limpida e per noi pescasub diventa più difficile perché saremo visti più facilmente.

Nella pesca in tana come facciamo a capire dove trovare i saraghi?

E’ molto più semplice in pratica che in teoria ma come in tutte le tecniche va affinata. Per riconoscere le tane serve esperienza e intuizione nel riconoscere i sassi e le specie che li circondano. Ci sono segnali che potrebbero farvi riconoscere una buona tana come la presenza di piccoli saraghi all’imboccatura di essa. Per quanto riguarda il mare della Liguria se in presenza di tripodi, macchi o blocchi di cemento è sempre bene cercare tra le spaccature e sotto all’incastro di grossi massi in cemento dove possiamo trovare sia saraghi che orate o corvine.

Quale fucile consigli per la pesca in tana?

Ovviamente fucili corti e fiocina anche se in alcuni casi utilizzo lo stesso fucile per l’aspetto (80 cm roller) e in tana quando mi capita di trovare grossi saraghi in tane profonde, i fucili migliori sono i corti dal 50 cm in su oleopneomatico o arbalete a gusto.

Utilizzi sistemi di richiami? Se sì come funzionano?

No, non utilizzo sistemi di richiamo… A volte utilizzo la glottide facendo rumore oppure il calcio del fucile battendolo sul fondo ma essendo innamorato della pesca in tana non lo utilizzo spesso. Utilizzare un richiamo è un ottimo sistema per far si che il pesce si incuriosisca dal rumore e che si avvicini pian piano a noi e lì dobbiamo essere bravi a mirare e premere il grilletto la momento giusto.

Secondo te la pesca in un fondale basso è meno pericolosa di quella in profondità?

Pescare in basso fondo non significa essere immuni da possibili incidenti, ovviamente possiamo escludere il Taravana che avviene più in profondità, con molte ripetute e recuperi brevi, più che altro assocerei come incidente comune la Samba a causa di apnee lunghe (tirate) fuori da ogni limite. Il consiglio che darei è di non andare mai soli a fare immersioni, neanche se ci troviamo in pochi metri d’acqua perché un assistente ci può sempre salvare la vita quando serve.

A cura di Jimmy Muzzone

www.jimmymuzzone.com

www.apneasicura.it

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Fonte Esterna
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