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Autovelox in viale Fulvio Testi, in Brianza scatta la rivolta dei pendolari

Autovelox in viale Fulvio Testi, in Brianza scatta la rivolta dei pendolari

7 Marzo 2018

Brianza in rivolta per il nuovo autovelox di viale Fulvio Testi a Milano. Un gruppo di automobilisti pizzicati dal rilevatore di velocità, posizionato da poche settimane dall’amministrazione comunale di Milano all’inizio del tratto cittadino della strada, ha aperto una pagina su Facebook per protestare contro le multe elevate a raffica. L’iniziativa intrapresa dal gruppetto di “vittime” ha riscosso così tanto successo che nel giro di pochi giorni la pagina ha fatto registrare oltre mille iscritti, più una petizione on line che ha sfondato quota 500 firme.

La pagina Facebook è stata chiamata “Multe Milano – Palo della Luce 10 – 11”, che corrisponde al punto esatto dove sono state piazzate le telecamere, vale a dire in corrispondenza del ponte della ferrovia. Oltre che uno sfogatoio per la rabbia dovuta al verbale trovato nella cassetta della posta, in alcuni casi anche moto salato, la pagina del noto social si è trasformato in una piazza virtuale dove gli iscritti hanno iniziato a scambiarsi informazioni e consigli, oltre a postare veri e propri pareri legali con tanto di moduli prestampati per presentare un eventuale ricorso.

Fra i tanti link ce n’è anche uno che rimanda a un vero e proprio studio di avvocati. Sotto accusa, secondo i tartassati, c’è la tempistica con cui è stata posizionata la segnaletica, in ritardo rispetto all’attuazione dell’autovelox, cosa che ovviamente avrebbe penalizzato gli automobilisti.

Ricordiamo che viale Fulvio Testi è percorso quotidianamente da migliaia di pendolari brianzoli che si recano a Milano per motivi di lavoro.

“L’amministrazione comunale di Milano non ha fatto realizzare subito sull’asfalto le grandi scritte, apparse dopo, che riportano il limite di 50 all’ora – spiegano sulla pagina Fb -. Prima di questa novità. Io, e molti altri come me, erano conviti che il limite fosse fissato a 70. Sono stata sempre ben attenta a non superare i 70 chilometri orari inconsapevole che gli autovelox in quel tratto fossero tarati per i 50 chilometri orari”.

Sulla pagina ciascuno degli iscritti ha poi esposto il suo caso. “Datemi il benvenuto – scrive uno dei componenti del gruppo -, multa presa il 21-01, viaggiavo alla velocità stratosferica di 59km/h, ammenda di 42.70 euro scontata oppure 55 euro entro 60gg…”. O ancora: “Io ho preso 5 multe è l’ultima di 169 euro + 3 punti dalla patente, ho chiamato il mio avvocato, prima di fare ricorso però bisogna essere sicuri che le segnaletiche sono state messe in un secondo momento”.

In attesa che partano i ricorsi, gli iscritti al gruppo hanno iniziato a bombardare di mail il Comune di Milano e il sindaco Beppe Sala. “Ci chiediamo perché un tratto di strada come quello sia classificato come urbano e quindi abbia un limite di 50 invece che 70 all’ora come il resto del viale”, scrivono altri sulla bacheca su facebook. Ma non solo. “Perché le segnalazioni evidenti del limite a 50 chilometri orari non sono comparse subito? E poi siccome le notifiche arrivano dopo oltre due mesi chi ha infranto il limite senza accorgersene non ha avuto la possibilità di “ravvedersi” accumulando decine e decine di altre multe“, si lamentano i pendolari tartassati.

Nel frattempo, alcuni dei multati hanno anche deciso di rivolgersi al Codacons e di avviare una petizione on line che ha superato quota 500 firme.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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