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Villasanta, test del Dna ai cani per punire i padroni maleducati

Villasanta, test del Dna ai cani per punire i padroni maleducati

20 Febbraio 2018

Ogni lasciata è pestata. Potremmo riassumere in questo modo il problema che affligge ancora oggi, nel 2018, le nostre città e, nel particolare, il comune di Villasanta: le deiezioni canine non raccolte e lasciate sui marciapiedi.

Per fortuna, questa cattiva abitudine sembra avere vita breve. Infatti, proprio lo scorso martedì, l’assessore al territorio Carlo Natalizi Baldi ha proposto alla giunta villasantese un’iniziativa che renderà più semplice punire i trasgressori della legge.
“L’idea è di sottoporre tutti i cani del comune ad un esame del DNA prelevando un campione salivare – spiega Natalizi Baldi – se l’Ats (Azienda Territoriale Sanitaria) decide di supportarci in questa missione, dal prossimo Aprile sarà possibile identificare i proprietari che non raccolgono le deiezioni dei loro cani”.

Già nel 2013 il Ministero della Salute aveva reso noti i nuovi obblighi per i possessori di animali domestici: i cani non possono circolare nei luoghi pubblici senza il guinzaglio e deve essere cura del padrone raccogliere le deiezioni con gli appositi sacchetti. Se non rispettosi delle regole, i trasgressori possono incorrere in multe i cui importi variano tra i 50€ e i 100€.

Nonostante di anni ne siano passati, il problema c’è e coinvolge tutti: studi scientifici hanno infatti  dimostrato come gli escrementi dei cani stiano influenzando l’inquinamento in quanto contengono una specifica tipologia di batterio capace di resistere agli antibiotici. Considerando che un cane mensilmente produce 18kg di feci, e che nella città di Villasanta sono registrati circa 1000 cani, questa cattiva abitudine rappresenta un rischio sia per l’ambiente che per l’uomo. Basti pensare ai bambini che, camminando e spesso inciampando, rischiano di toccare le cacche lasciate in terra, oppure agli anziani che potrebbero scivolare, o ancora a tutti noi e al semplice fastidio di doversi pulire le scarpe.

A confermare il problema è anche il capo della Polizia Locale Maurizio Carpanelli “Fare multe ai proprietari non è facile perché è raro coglierli in flagrante: in sei mesi siamo riusciti a fare un paio di multe circa. Eseguiamo spesso controlli rispetto a guinzagli e museruole, ma per le deiezioni è molto più complesso. Forse con questo nuovo metodo possiamo agire in maniera più efficace, anche se dobbiamo capire bene come applicarlo”.

Questione di civiltà, prima ancora che di igiene, e sintomo di noncuranza per ciò che è pubblico.

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