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Vedano, presentato il volume "Armando Marrocco io lo conosco"

Vedano, presentato il volume “Armando Marrocco io lo conosco”

14 Febbraio 2018

Sabato 10 febbraio 2018,  alle ore 18.00, presso lo spazio Domus Art di Oliviero Zappa ed Emanuela Genovese,  in Via IV Novembre angolo Via Tagliamento a Vedano al Lambro è stato presentato il volume “Armando Marrocco io lo conosco” di Scalpendi Editore che celebra i 60 anni d’arte dell’artista Armando Marrocco, grande ed affermato esponente dell’arte contemporanea, scritto da Sara Fontana, docente presso l’Università di Pavia, alla presenza del Maestro e dell’Autrice. Il volume era stato presentato alla Fondazione Stelline di Milano il 22 gennaio con interventi di Daniela Mainini, di Sara Fontana e di Flavio Caroli.

Armando Marrocco nasce a Galatina (LE) nel 1939, si diploma all’Istituto d’arte G.Pellegrino di Lecce dove rimane docente nel 1962. Nello stesso anno si trasferisce a Milano, sollecitato dall’amico Lucio Fontana. Qui inizia una collaborazione con importanti studi di architettura e design come lo Studio di Architettura Salvati-Tresoldi o Malara-Drago, e parallelamente continua la sua attività plastica e pittorica nell’ambito delle principali correnti artistiche che gravitano intorno all’arte concettuale: minimal art, process land, land art, arte ambientale, arte comportamentale, fluxus, body art, arte povera. Nel 1970, in occasione del X anniversario del Nouveau Realisme, Pierre Restany lo chiama a collaborare con Jean Tinguely per l’allestimento della Vittoria in Piazza Duomo a Milano e nel 1972, a Parigi, lo invita alla rassegna Inter-Etrennes.

Negli anni Settanta, forte delle basi costruite nel decennio precedente, Marrocco concentra la sua attenzione sull’interesse antropologico ed antropocentrico, sulla ricerca introspettiva ripiegando sul mito; riemerge il legame con la propria terra, il Salento, con gli echi di tradizioni e pratiche pagane. Appartengono a questo fecondo periodo la mostra a Palazzo Diamanti a Ferrara “I Cavalieri ardenti-Ricordi dimenticati” (1977), l’evento-happening  “Il Volto Urbano”,  che affronta tematiche socio-antropologiche, organizzato con contributo ai testi di Restany. In parallelo a queste esperienze, Marrocco animato da una grande sensibilità e fede profonda, realizza capolavori nell’ambito dell’arte sacra contemporanea: viene chiamato infatti a lavorare alle sette vetrate istoriate e ai seggi in bronzo della Basilica di Santa Rita in Cascia. Successivamente egli esprimerà la sua fede anche in altre opere mirabili quali i portali in bronzo della Cattedrale di Lecce e quelli del Santuario di Santa Maria di Leuca, solo per citare alcuni esempi.

Il testo raccoglie 21 interviste a personaggi del mondo dell’arte e non, che hanno avuto un significato importante nel percorso artistico ed umano di Marrocco a partire dagli anni Sessanta in poi. Il 21 non è un numero a caso, perché esso è un numero caro a Marrocco, essendo l’ottavo numero della successione di Fibonacci e perché esso è il prodotto di due numeri sacri nella numerologia, il 3 e il 7.  Gli intervistati sono artisti, architetti , fotografi, galleristi, collezionisti, critici d’arte, artigiani ed imprenditori. Marrocco, fatta eccezione per una sola intervista, era assente agli incontri, al fine di evitare che ogni seduta si trasformasse in un nostalgico amarcord.Ognuno degli intervistati delinea un proprio ritratto dell’artista, che risulta diverso ma anche a tratti coincidente con alcuni di essi.  Nel libro si incrociano fonti orali e scritte, completate da una corposa quantità di materiale iconografico. Ne esce una lettura storico-critica molto naturale, non forzata; un racconto preciso e vivace, non solo di un grande artista  ma anche di un’epoca feconda dal punto di vista culturale.

Presso lo spazio di Domus Art, non solo è possibile visionare questo interessante volume, ma anche ammirare una splendida selezione di opere dell’artista, appartenente al ciclo delle fasciature, che possono essere una sorta di continuum con l’opera ”I guardiani del tempio” esposta a Casa Francesco, struttura nata l’anno scorso, sempre a Vedano al Lambro, che si occupa di persone in difficoltà come anziani e disabili. Le splendide opere in mostra a Domus Art, infatti, si caratterizzano per essere realizzate con le famose bende policrome e polimateriche ricoperte da un impasto di colla, amidi e resine, che segnano una volontà di recupero della manualità e della materia che diviene necessità per l’artista, un bisogno quasi fisico di contatto diretto con l’opera.

E’ il Maestro stesso che spiega: “Negli anni Settanta prese corpo il richiamo incoercibile con la materia, arrivai a trattare la materia in modo manuale, artigianale, quasi viscerale, impastandomi le mani come il vasaio e immergendole nella colla come il falegname, mentre le realizzazioni mantenevano sempre il legame con l’antropologia ed il mito, nel rispetto del rapporto tra arte e scienza, arte e uomo, arte e vita.”

L’uso della fasciatura o della benda è un tratto distintivo nell’arte di Marrocco e, come scrive l’amico e scrittore Toti Carpentieri, “conferma la sacralità che compete all’atto creativo e quindi all’opera d’arte, è l’essere segno di consacrazione e regalità, di vittoria e di adorazione, di ricompensa e di castità”.

Domus art è un nuovo spazio situato nel centro di Vedano al Lambro che si occupa di compravendita immobiliare, di sviluppo di operazioni urbanistiche e di tutti i servizi collegati. E’ uno spazio nuovo ma con la professionalità data da decenni di esperienza nel settore delle costruzioni acquisite all’inizio come Impresa di costruzioni Zappa e attualmente come Immobiliare Solea srl. La finalità di Domus Art è dedicare la stessa cura che ha impiegato nella costruzione e vendita delle sue realizzazioni anche nei confronti della casa dei propri clienti. Per questo motivo offre ai propri clienti tutti quei servizi che la renderanno sul mercato unica ed appetibile, un po’ come un’opera d’arte.

Domus Art ha al suo interno uno spazio dedicato all’arte dove i clienti possono visionare direttamente le opere in esposizione o richiederle in visione presso la propria abitazione, scegliendole “a catalogo” tra gli artisti che propone. Si potranno inoltre incontrare direttamente gli artisti su appuntamento e insieme personalizzare la propria casa con opere commissionabili secondo le varie esigenze.

Domus Art si propone inoltre di divenire luogo in cui organizzare incontri come quello di cui sopra, che vuole  segnare  l’inizio di una serie di appuntamenti riguardanti il mondo della cultura e dell’arte.

Oliviero Zappa ed Emanuela Genovese credono fortemente che le due realtà immobiliare ed artistico-culturale possano essere strettamente legate e convivere piacevolmente, al fine di proporre l’immobile in modo più accurato e diverso rispetto a come viene abitualmente proposto e sono certi che Domus art ne possa essere la testimonianza concreta!

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Fonte Esterna
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