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Tecnologia digitale, bimbi e ragazzi a “Scuola di maker” al Campus La Camilla

Tecnologia digitale, bimbi e ragazzi a “Scuola di maker” al Campus La Camilla

12 febbraio 2018

Il saper fare e il fare, due concetti diversi, ma profondamente collegati, in questo caso, in un unico obiettivo: dare a bambini e ragazzi gli strumenti per entrare, con un approccio giocoso e divertente, nel mondo della tecnologia e del digitale. Una realtà sempre più presente nella nostra società e, in prospettiva, fondamentale per diventare cittadini consapevoli, calati nella modernità. Una realtà, quindi, di cui non si può non far parte. Possibilmente preparandosi sin da piccoli. Come propone il Campus La Camilla, che dal 2013 organizza una vera e propria “Scuola di maker”, in cui bambini e ragazzi dai 7 ai 16 anni imparano facendo, sbagliando, ri-facendo. Il tutto collaborando con un gruppo di coetanei in un clima stimolante e in ambienti adatti a sviluppare la creatività dei partecipanti ai corsi.

Le proposte formative, strutturate in maniera semplice ed intuitiva, spaziano da Scratch, la piattaforma di creazione di videogiochi oggi più utilizzata e più famosa, ai mondi che è possibile creare all’interno del gioco Minecraft, dal software Unity, un motore grafico professionale in grado di creare videogiochi 3D, fino ai segreti per diventare uno youtuber. Senza dimenticare le attività di gioco all’aria aperta, i momenti di aula e gli esercizi condotti in inglese dagli insegnanti madrelingua della Yies (Your italian english school) di Vedano al Lambro. I corsi primaverili della durata di una giornata, si svolgeranno a partire dal 7 Aprile, mentre i campus estivi, ognuno di 5 giorni, sono previsti da fine Giugno a fine Luglio.

“Vogliamo insegnare a bambini e ragazzi un approccio alla tecnologia e al digitale che sia aperto ed intelligente – spiega Giovanni Cotta, fondatore ed organizzatore del Campus La Camilla – oggi creare un videogioco, un’applicazione, un piccolo robot si può fare anche a casa e a poco costo. I giovanissimi, insomma, non hanno più scuse, devono essere parte attiva di un processo ormai inarrestabile – continua – nei nostri corsi cerchiamo, ad esempio, di far capire che la matematica che studiano a scuola è alla base della progettazione di un videogioco e il pensiero computazionale permette loro di spacchettare i problemi in più parti, una capacità sempre più utile nella complessità del mondo moderno”. Il Campus La Camilla, che prende il nome dall’omonimo agriturismo di Concorezzo in cui hanno luogo le sue numerose attività, trasmette conoscenze importanti per gli uomini di domani con una metodologia educativa improntata alla lezione della pedagogista Maria Montessori. Per questo non ci sono lezioni frontali, ma il gioco è lo strumento principale per apprendere. D’altro canto la location scelta ben si presta a questo tipo di approccio.

I corsi, infatti, si svolgono in spazi circondati da  una fattoria, dagli orti, da un frutteto, un vivaio, una chiesetta, due laghetti artificiali, un ristoro agrituristico e, perfino, carrozze d’epoca. “Su questo tipo di formazione l’Italia deve recuperare molto terreno rispetto a Paesi come gli Stati Uniti dove queste attività si fanno da 30 anni – afferma Cotta – bisogna capire che stiamo assistendo anche ad un’evoluzione della didattica per cui il gap d’età tra insegnanti e alunni è sempre più ridotto perché solo chi ha vissuto l’epoca digitale, almeno in parte, sin dall’inizio può spiegare di cosa stiamo parlando. Certo, allo stato attuale – continua – non può farlo la famiglia e nemmeno la scuola”. La strada verso un futuro già molto presente, in Italia, è ancora lunga. Ma il tempo a disposizione, in una società dai cambiamenti molto rapidi, non è molto. Meglio, dunque, mettersi subito in cammino.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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