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Saronno, morti in corsia: tra i rinviati a giudizio di "Angeli e Demoni" anche un brianzolo

Saronno, morti in corsia: tra i rinviati a giudizio di “Angeli e Demoni” anche un brianzolo

24 Febbraio 2018

C’è anche un brianzolo tra i medici dell’ospedale di Saronno rinviati a giudizio con accuse a vario titolo di omessa denuncia, falso ideologico e favoreggiamento nell’ambito della maxi inchiesta per le morti sospette in corsia ‘Angeli e Demoni’ della Procura di Busto Arsizio. Si tratta dell’ex direttore sanitario dell’ospedale Paolo Valentini, casa in Brianza da anni che, insieme ad altri quattro professionisti, secondo l’accusa, avrebbe dovuto vigilare sull’operato di Leonardo Cazzaniga, il medico a sua volta rinviato a giudizio per undici decessi sospetti in corsia e tre nella famiglia dell’amante infermiera Laura Taroni, condannata ieri in abbreviato a 30 anni per la morte di mamma e marito.

La commissione medica di cui Valentini faceva parte, secondo l’accusa, su impulso di alcuni infermieri, dopo essersi riunita, avrebbe dovuto segnalare il suo comportamento alle autorità. Cazzaniga, che dagli atti emerge si vantasse in corsia di essere ‘l’angelo della morte’ paragonandosi a Dio, ma che agli inquirenti dichiarò di voler solo “alleviare sofferenze”, andrà quindi a giudizio insieme all’ex direttore ospedaliero, che dovrà rispondere delle accuse di omessa denuncia e favoreggiamento. Ci sono anche due nuovi casi di cui Cazzaniga è accusato, estrapolati da 18 cartelle cliniche ancora al vaglio della Procura sulle oltre 80 sequestrate in ospedale, potrebbero essere successivamente riuniti in Assise. Altri cinque medici indagati nell’inchiesta hanno optato per riti alternativi. Tre quelli condannati in abbreviato a pene da quattro mesi a un anno e quattro, uno il pattegiamento a un anno e due mesi, tutti con pene sospese, e un medico condannato al pagamento di 440 euro per omessa denuncia, assolto dall’accusa di favoreggiamento. Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni, conosciutisi in corsia, dopo essersi innamorati secondo le accuse avrebbero provocato volontariamente il decesso del marito e della madre della donna, mentre per la morte del suocero il Tribunale ha deciso che Taroni non ha commesso il fatto, mentre ha rinviato a giudizio Cazzaniga. Alla lettura della sentenza ieri, secondo quanto riferito dall’avvocato difensore Monica Alberti, Laura Taroni è rimasta in silenzio, “non riusciva nemmeno a parlare”.

Il legale ha già annunciato il ricorso in Appello, sollevata per il “risultato vederla assolta dall’accusa di aver ucciso il suocero”, ma allo stesso tempo preoccupata per le sue condizioni psicologiche: “spero che qualcuno in carcere si prenderà cura di lei”. Un rinvio a giudizio “atteso” per Leonardo Cazzaniga, secondo il suo avvocato Ennio Buffoli, che fuori dall’aula ha dichiarato “ci sarà una Corte D’Assise dove cercheremo di capire perché sono morti questi pazienti, e se mai Cazzaniga volesse ucciderli o fare altro”.

In aula Taroni e Cazzaniga, distanti una manciata di passi, non si sarebbero mai guardati ne parlati. Sedute tra i banchi anche la sorella di Massimo Guerra, Gabriella, e Patrizia Peron, figlia di Luigina Lattuada, una delle pazienti morte in pronto soccorso. La donna, prima della decisione del giudice ha dichiarato: “voglio giustizia, che i medici si tolgano il camice bianco, anche quelli che sapevano e non hanno fatto niente”. Il prossimo 13 aprile si aprirà il dibattimento.

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Valentina Rigano
Nata a Milano nel '78', cresciuta in provincia di Monza e Brianza, sangue siculo-austro-serbo-toscano nelle vene, mi sento cittadina del mondo grazie alla passione per i viaggi passatami dai miei genitori. Studente irrequieta, ho scoperto la meraviglia del ricercare la verità degli accadimenti nel 2001. Grazie a un coraggioso direttore, ho iniziato dalla "cronaca di un marciapiede rotto", per arrivare a nera e giudiziaria passando dallo sport in tv, approdando alla famiglia MB News oltre che a collaborazioni con un'agenzia di stampa ed un quotidiano nazionali. Scrivere è la mia passione, un lavoro e anche un po' una missione:). Amo tutte le forme di sport e nel tempo libero mi rilasso in lunghi giri in auto cantando Ligabue a squarciagola o leggendo un buon libro spaparanzata in qualche parte del mondo, meglio se ci arrivo su un'auto senza finestrini o facendo l'auto stop! Mi direi "cronicamente combattiva, femminista progressista che rovescia le tazze di caffè e inciampa costantemente nei gradini e che sogna un faro circondato dal mare in tempesta dove scrivere libri...Un sacco di gradini per cadere"!!


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