Monza, l’Istituto Mapelli apre le porte alla vicepresidente della Corte Costituzionale

Ieri mattina, mercoledì 14 febbraio, all’Istituto superiore Achille Mapelli di Monza la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia ha parlato della Costituzione italiana e del lavoro della Corte Costituzionale.

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Aula Magna gremita ieri mattina, mercoledì 14 febbraio, all’Istituto superiore Achille Mapelli di Monza, per l’intervento della vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, che a circa duecento studenti presenti, in rappresentanza degli oltre 1100 che frequentano il liceo scientifico e gli istituti tecnici commerciale e geometra, ha parlato della Costituzione italiana e del lavoro della Corte Costituzionale.

“È stata un’esperienza fondamentale per noi che serviamo le istituzioni, per avere il senso della vita che c’è nella società, soprattutto nelle fasce più giovani della società”, ha dichiarato Cartabia a margine dell’incontro. Poi ha aggiunto ”Altrettanto importante è stato per loro incontrarci di persona, per superare lo stereotipo e la differenza che si è sentita aleggiare nelle loro domande”. Infine ha concluso “Oggi si è sciolto un rapporto, un ponte da coltivare per veder fiorire il futuro”.

Diverse le domande poste alla vicepresidente della Corte dagli studenti, in merito al suo lavoro e alla stessa Costituzione, in tema di par conditio, appartenenza politica offerte dall’Italia ai giovani. Cartabia, dopo aver dialogato con i ragazzi, ha ricordato come la Costituzione sia “una traccia da seguire”, che “non descrive un mondo perfetto”, che esiste perché vi sono “problematiche nella vita dei popoli” che vanno continuamente “corrette”.

Al termine dell’incontro gli studenti hanno espresso le loro impressioni, descrivendo l’intervento della vicepresidente come “molto formativo, un confronto diretto con la Costituzione e i suoi principi fondamentali”, così come lo ha descritto Francesca Mazzali, studentessa all’ultimo anno.

Importante capire la realtà da un punto di vista così ‘alto’, e lo scopo della Corte Costituzionale”, ha invece dichiarato Emanuele Sibilla, 18 anni, a cui si è aggiunto Luca Invernizzi, anche lui studente di quinta, che ha detto “Dai libri affronti il lavoro della Corte da un punto di vista puramente teorico, oggi abbiamo avuto la prova di ciò che succede nella Corte Costituzionale, principi di esperienza pratica e utile”.