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Monza, disboscati i giardinetti di via Gramsci per allontanare pusher e senza tetto

Monza, disboscati i giardinetti di via Gramsci per allontanare pusher e senza tetto

8 Febbraio 2018

Il recupero dei giardini di via Gramsci entra nella fase tre. Uno dei punti più critici per quanto riguarda l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti e la presenza di bivacchi, che affronterà fra non molto la fase più delicata: la definitiva messa ai margini di pusher e senza tetto per favorire il ritorno di mamme, bambini e pensionati.

Il vice sindaco, Simone Villa, ha fatto il punto della situazione sul piano di riqualificazione avviato a poche ore di distanza dal suo insediamento in giunta la scorsa estate. Com’è noto, i giardini di via Gramsci rappresentano da tempo una spina nel fianco dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine. Anche a causa della vicinanza alla stazione ferroviaria, la zona è un punto di riferimento per balordi di tutti i tipi e a peggiorare la situazione, in questi ultimi anni, ha contribuito una progressiva desertificazione commerciale della zona.

Il vice sindaco ha spiegato che in questi primi mesi sono stati effettuati controlli periodici da parte della polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Inoltre, per cercare di rendere la vita un po’ più complicata ai pusher e ai clochard, l’amministrazione ha dato via libera a un vero e proprio piano di “disboscamento”. In altre parole, dopo gli agenti di polizia, è stato il turno dei giardinieri, che si sono dati da fare per diradare la presenza di siepi che rappresentavano un elemento di protezione per attività illecite. Adesso, tutto è pronto per entrare nella terza fase, che dovrebbe essere quella decisiva.

“La soluzione passa attraverso alcune formule nuove che dovranno essere testate – ha spiegato Villa -. In primo luogo bisogna provare a riportare i residenti nei giardini e a fare in modo che quest’area verde a due passi dal centro storico torni a vivere. In altri comuni sono già state percorse strade simili, come quella che porta alla realizzazione di un servizio strutturato in grado di fare da richiamo e che attiri persone”. Un’idea sul tavolo potrebbe essere quella di aprire un chiosco grazie al quale l’area potrebbe tornare a creare nuovi interessi e stimoli fra i residenti.

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Riccardo Rosa
Monzese di nascita, ma sogno California. Amo le serie tv americane e lo streaming (legale) oltre ad un'insana passione per la cara vecchia Inter. Ho 47 anni, ma nell'animo mi sento un 18enne, sempre alla ricerca di nuove esperienze con la mia nuova bicicletta fiammante. Ah già, dimenticavo: da anni sono un giornalista e con le lettere e il punto e virgola ho un rapporto viscerale. Cosa mi manca? Un biglietto aereo sempre pronto per i mari del Sud.


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