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Monza come Bergamo, la società di calcio vuole acquistare il Brianteo

Monza come Bergamo, la società di calcio vuole acquistare il Brianteo

22 Febbraio 2018

La Società Sportiva Monza 1912 vuole acquistare lo stadio comunale Brianteo. La proposta “bomba” è stata avanzata verbalmente dal presidente del club di calcio Nicola Colombo al sindaco Dario Allevi un paio di settimane fa.

A confermare i “rumors” provenienti dagli ambienti della “Monza che conta” è lo stesso numero 1 del sodalizio biancorosso: “È vero. Ho chiesto al sindaco se da parte dell’Amministrazione comunale c’è disponibilità ad alienare il principale stadio cittadino. Lui mi ha risposto che ne parlerà con i colleghi di Giunta. Intanto noi come Monza 1912 andiamo avanti nelle trattative coi possibili finanziatori per la riqualificazione dell’impianto che ad agosto compirà 30 anni e li dimostra tutti”.

Innanzitutto c’è però da ufficializzare l’assegnazione della nuova concessione per la gestione dello stadio e del centro sportivo comunale Monzello alla società di via Ragazzi del ’99, che già li gestisce. La scadenza dei termini per la consegna delle buste in risposta al bando di gara era il 20 novembre scorso ma non solo non è stata ancora aperta l’unica busta depositata, quella del Monza 1912, ma incredibilmente (o forse no considerando la burocrazia italiana) non è neppure stata ultimata la procedura di costituzione della commissione esaminatrice. Per quanto siamo a conoscenza il club di Serie C guidato da Colombo ha presentato l’offerta minima, ossia 45 anni di durata contrattuale della concessione e 10mila euro oltre Iva di canone annuo di concessione. Ricordiamo che comunque il soggetto vincitore della gara, ossia il Monza 1912 se la documentazione presentata risulterà a posto, dovrà anche pagare per il periodo di durata del contratto l’imposta di pubblicità e riservare 5 giornate annue all’utilizzo gratuito degli impianti da parte dell’Amministrazione comunale per lo svolgimento di eventi o manifestazioni compatibili con le strutture. Oltre alla durata (lunga) e al canone di concessione (esiguo), la novità più rilevante del nuovo contratto è che il gestore dovrà occuparsi anche della manutenzione straordinaria delle due strutture, però potrà riqualificarle inserendo pure attività commerciali, con esclusione di attività di sexy shop, money transfer, phone center, sala giochi, agenzia di raccolta scommesse.

Lo stadio, che ha una capienza di 18.568 posti attualmente ridotta a 4.999 per la disputa delle partite di calcio e a 7.450 per le restanti tipologie di manifestazioni, sarà dato in concessione nella sua totalità, includendo dunque tutti gli spazi posti sotto le diverse tribune, ad esclusione degli spazi attualmente concessi in uso a due società sportive e il parcheggio. Si tratta di una quarantina di locali e una ventina di servizi.

Il centro sportivo è invece composto da 4 campi di allenamento, due dei quali con tribune scoperte da 600 e 900 posti, 12 spogliatoi, una palestra predisposta per la preparazione fisica degli atleti, una sala dedicata ai test medici e un edificio che ospita uffici, la segreteria, il bar e la sede del Monza 1912.

Sia per il Brianteo che per il Monzello è in fase di ultimazione, da parte del Monza 1912, uno studio di fattibilità corredato del piano economico-finanziario per la loro riqualificazione. Il club di via Ragazzi del ’99 avrebbe dovuto presentarlo con un’azienda costruttrice del Centro Italia, ma lo scorso ottobre il soggetto che avrebbe dovuto finanziare il progetto di riqualificazione da circa 15 milioni di euro per una quota intorno al 25%-30% si è improvvisamente ritirato, lasciando l’altro soggetto, cioè il costruttore, da solo. “Dal momento che, in caso di vittoria della gara, sarà difficile trovare dei finanziatori disposti a legarsi con un partner non conosciuto – aveva spiegato a suo tempo Colombo – è probabile che il Monza 1912, e in particolare la società della mia famiglia che detiene il 95% delle quote (la holding Discanto, ndr), debba cercare i fondi per l’intera opera tra i propri contatti, dunque perlopiù sul territorio lombardo”. L’intoppo ha comportato lo slittamento, probabilmente di un anno, dell’inizio dei lavori, previsto inizialmente per la prossima primavera. “La prossima estate – aveva precisato Colombo – contiamo comunque di eseguire tutti quei lavori che saranno richiesti dalle normative della Lega competente per il campionato che andremo a disputare. Sappiamo già, per esempio, che dovremo intervenire sull’impianto di illuminazione, da potenziare”.

Riguardo allo studio di fattibilità per la riqualificazione dei due impianti si prevede la creazione attorno allo stadio di un “retail park” da 11mila metri quadrati. “A causa delle difficoltà a trovare finanziatori – spiega Colombo aggiornandoci sul progetto – abbiamo rivisto il piano in alcuni punti, nel senso che l’obiettivo diventa adesso quello di andare a proporre agli operatori un investimento redditizio nel tempo, ma anche abbordabile dal punto di vista finanziario. La priorità resta naturalmente la sistemazione dell’esistente con la messa a norma degli impianti. Non copriremo le due curve, come ipotizzato nei mesi scorsi. E non doteremo di seggiolini tutto lo stadio, ma solo le tribune lunghe. Sostituiremo il manto in erba naturale con un manto misto tra naturale e sintetico per consentirne l’utilizzo per usi diversi dalle partite di calcio. Trasformeremo poi i locali interni in uffici e sedi di enti. Per quanto riguarda l’area esterna, edificheremo dietro le Curve e i Distinti tre blocchi di unità commerciali, che ospiteranno su un solo piano negozi di qualità, di marchi importanti, che dunque non interferiranno sull’attività di altri punti vendita vicini. Relativamente al Monzello, abbiamo intenzione di sostituire il manto in erba naturale con quello sintetico su tutti i campi a ovest di quello principale, dove gioca la formazione Berretti. Si tratta di un campo a 11, due campi a 7 e un campo a 5”.

E se dovesse essere accolta dalla Giunta la proposta di alienazione dello stadio? “A quel punto, se riuscissimo ad acquistarlo noi, ci limiteremmo nel breve periodo alla sola manutenzione straordinaria perché l’investimento sarebbe già notevole”.

E l’Amministrazione comunale che ne pensa? L’abbiamo chiesto all’assessore allo Sport, e ultrà biancorosso della Curva Pieri, Andrea Arbizzoni: “Per il Comune lo stadio Brianteo è una zavorra. La sua vendita potrebbe essere una buona soluzione. Per questo motivo mi sono fatto spedire dal Comune di Bergamo tutti gli atti relativi all’alienazione dello stadio Atleti azzurri d’Italia, recentemente acquistato dall’Atalanta. Si tratta di un grosso faldone, che studieremo attentamente. Quello che è certo è che il Comune di Bergamo con la vendita dello stadio ha fatto Bingo. Vedremo se anche a Monza questa soluzione, che per il momento è solo un’idea, avrà le gambe per camminare… È ovvio infatti che ci dovrà essere da parte del Monza 1912 una manifestazione d’interesse scritta. Solo a quel punto la Giunta valuterebbe l’interesse pubblico all’eventuale alienazione”.

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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