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Integrazione delle donne straniere, a Monza parte il corso d'italiano

Integrazione delle donne straniere, a Monza parte il corso d’italiano

13 febbraio 2018

La creatività quando è fine a se stessa rischia di disperdere il proprio, immenso potenziale. E, allora, è necessario darle una direzione. In modo che possa lasciare un segno positivo, perché no, anche nella società in cui viviamo. L’associazione culturale Puppenfesten, attiva a Monza e in Brianza dal marzo 2007, cerca di fare tutto questo attraverso laboratori nelle scuole, attività ludico-ricreative, atelier fotografici, mostre, spettacoli, animazioni teatrali per famiglie, corsi, giornate di approfondimento, workshop e consulenze di carattere pedagogico e artistico, eventi rivolti a privati e aziende.

I tre soci fondatori di Puppenfesten, Luigi Bossio, Massimiliano Chinelli e Francesco Giovannelli, cercano di unire le individualità artistiche, in particolar modo nei settori teatrale, musicale e cinematografico a percorsi pedagogici, didattici, educativi e ludici.

Uno di questi assemblaggi socio-culturali ha portato a “L’italiano per l’integrazione delle donne straniere”. Il progetto è tra i vincitori della seconda edizione del Bilancio Partecipativo, l’iniziativa del Comune di Monza, che mette a disposizione delle idee migliori un milione di euro complessivo. Ed è tra quelli per i quali sono stati trovati i soldi per la realizzazione (leggi qui).

L’attuale amministrazione comunale del capoluogo della Brianza, infatti, dopo aver annunciato uno stop per motivi di bilancio e settimane di polemiche sulla ‘virtualità’ dei fondi previsti dalla precedente Giunta Scanagatti, ha dato il via libera anche ai 6.900 euro destinati a “L’italiano per l’integrazione delle donne straniere”.

“Il progetto ha come obiettivo migliorare il livello della conoscenza della lingua italiana parlata e scritta delle donne straniere e incrementare il loro livello culturale e di scolarizzazione, quando questo non è avvenuto nel Paese di origine – spiega Massimiliano Chinelli – vogliamo anche favorire la loro integrazione nel contesto locale, migliorare il coinvolgimento delle donne nelle attività educative-didattiche dei figli, nello studio e nella partecipazione alla realtà scolastica”.

Il corso, che prevede la partecipazione di massimo 15 donne e sta raccogliendo le iscrizioni in questi giorni, è nato su iniziativa di un’insegnante della scuola dell’infanzia e primaria “Bachelet” di Monza. Ed è proprio in questo istituto che si terranno i corsi.

“Il primo sarà avviato a marzo e terminerà a giugno, il secondo inizierà a settembre e continuerà fino a novembre – annuncia uno dei fondatori di Puppenfesten – le partecipanti saranno in maggioranza donne già integrate nel contesto monzese, che hanno espresso l’esigenza di avere una certificazione linguistica di conoscenza della lingua italiana”.

Tra gli altri progetti dell’associazione di via Monte Santo, in corso nel 2018, c’è “I_TECH – Azioni per un uso consapevole della rete e delle tecnologie per la comunicazione”. L’obiettivo è, da un lato, di offrire a genitori e docenti del Centro di Formazione Professionale del Consorzio Desio Brianza l’opportunità di conoscere i rischi di abuso e dipendenza dell’utilizzo compulsivo dei supporti tecnologici. E, dall’altro, di consentire ai ragazzi di incontrare esperti del settore universalmente noti nel panorama della rete. Il tutto in totale assenza della tecnologia. Il primo appuntamento di un ciclo di tre incontri è in programma stasera, 13 febbraio, alle ore 20:30, all’interno dell’Aula Magna del CoDeBri. Il tema, in questa prima occasione, è “Consapevolezza e Autodifesa Digitale”.

Un’altra iniziativa di Puppenfesten, in corso sin dal suo titolo, è Sp@zioni II – Work in Progress. L’obiettivo è affiancare i ragazzi nel loro percorso di studi e di inserimento nel mondo del lavoro. “Offriamo un aiuto agli studenti con l’apertura di sale studio presso i centri civici, con un servizio di ripetizioni a costi calmierati, proponendo nelle scuole laboratori sperimentali di cittadinanza attiva, in collaborazione con l’associazione IL RAZZISMO è UNA BRUTTA STORIA – spiega Chinelli – inoltre supportiamo i giovani in cerca d’impiego, offrendo lavoro all’interno del progetto. In questo senso va anche il convegno sul ’Lavoro intraprendente’ che si è svolto il 10 febbraio presso il Centro Civico San Carlo-San Giuseppe”.

I molteplici interessi dell’associazione culturale monzese hanno portato, nel corso dei suoi quasi 11 anni di vita, a collaborazioni in numerosi eventi. Dal Giro d’Italia al Festival della Letteratura di Arcore, dal progetto La biblioteca è una bella storia alla realizzazione del backstage per grandi manifestazioni musicali come gli I-Days e il concerto di Ligabue. D’altro canto la gestione del tempo libero è una delle sfide più interessanti della nostra epoca. E il 2018 di Puppenfesten, con i suoi contenuti didattico-culturali e l’attenzione alle dinamiche del gruppo e del singolo, potrebbe essere pieno di iniziative. Insieme a tutte le altre, piccole e grandi, possibilità che, anche in quest’ambito, Monza e la Brianza mettono davanti ai nostri occhi. Basta saper guardare.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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