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Barlassina, Gori agli artigiani del mobile: "Investire in formazione e qualità"

Barlassina, Gori agli artigiani del mobile: “Investire in formazione e qualità”

5 Febbraio 2018

Investire nella formazione professionale per rispondere alle esigenze degli imprenditori del territorio. È questa, in sintesi, la ricetta che Giorgio Gori ha proposto per rilanciare l’economia della Brianza, durante un incontro con gli artigiani a Barlassina lo scorso martedì 30 gennaio. Particolarmente colpito dal caso di FederLegno Arreda, nella vicina Lentate, Gori ha ammesso che la formazione professionale è stata troppo spesso sminuita, e ha ipotizzato di raddoppiare gli investimenti regionali per gli istituti tecnici, per aumentare le competenze e risultare più attrattivi per un mercato che ricerca la qualità, non il basso costo: «La formazione deve essere legata al territorio – ha affermato -, per evitare, come invece spesso mi capita, di incontrare nella stessa giornata ragazzi che non trovano lavoro e imprenditori che non trovano i giovani preparati che vorrebbero assumere. Se avremo la capacità di crescere dal punto di vista delle competenze, forse, come Regione, potremo permetterci di non competere sul basso costo, sul prodotto o sul lavoro che costano di meno, ma potremo fare un altro campionato, quello della Champions League: potremo competere sulla qualità dei nostri prodotto, più innovativi. E, di conseguenza, potremo pagare meglio il lavoro».

L’incontro del 30 gennaio a Barlassina è stato ritagliato tra la tappa di Bovisio, dove si è parlato di rischio idrogeologico a proposito delle esondazioni del Seveso (il fiume), e quella di Seveso (la città), dove il tema centrale è stato quello delle donne: l’ennesimo momento del tour elettorale che sta portando il sindaco di Bergamo, candidato presidente per il Pd in Lombardia, a contatto con le diverse realtà regionali. Accolto con orgoglio dal sindaco Piermario Galli nel gioiello architettonico della città, il Teatro Antonio Belloni, Gori è rimasto a bocca aperta di fronte al teatro lirico barlassinese.

In effetti, per chi non lo conosce e non sa cosa aspettarsi, il Teatro Antonio Belloni è davvero uno scrigno di sorprese: costruito da Marco Belloni al posto della vecchia sede della falegnameria di famiglia, dall’esterno sembra in tutto e per tutto una vecchia officina, per quanto ben tenuta e restaurata. «Barlassina mi ha accolto in un luogo sorprendente e bellissimo, il più piccolo teatro d’opera al mondo, una cosa incredibile – ha raccontato infatti Gori -. Qui ho conosciuto un distretto di artigiani del legno che non conoscevo, e ho appreso che a Lentate è nato da poco il Polo formativo Legno e Arredo, voluto da FederLegno con il sostegno di Fondazione Cariplo e della Regione, per offrire formazione professionale e istruzione tecnica superiore. Ecco, quando parliamo di reti formative di filiera, legate alle vocazioni dei territori, intendiamo esattamente questo: l’esempio di Lentate deve diventare la regola».

Sperando che gli incentivi alla formazione professionale, che pure è importantissima, non precludano ai ragazzi e alle ragazze di appassionarsi anche a cose magari meno utili, ma altrettanto belle, come la musica. Se no c’è il rischio che il tanto lodato Teatro Belloni, un giorno, resti vuoto.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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