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Andrea Monti si candida in Regione. E a sorpresa arriva pure Bossi

Andrea Monti si candida in Regione. E a sorpresa arriva pure Bossi

12 febbraio 2018

Il Monti Point, la sede lentatese della campagna elettorale di Andrea Monti, candidato consigliere alle elezioni regionali per la Lega, non avrebbe potuto avere consacrazione migliore. Durante l’inaugurazione di domenica 11 febbraio, nel bel mezzo della passerella di sindaci, assessori, consiglieri regionali e onorevoli leghisti, tutti presenti per ribadire il loro supporto a Monti, è arrivato, totalmente inaspettato, persino Umberto Bossi. Che pare avrebbe deciso di venire a Lentate, sorprendendo anche il padrone di casa, dopo essere venuto a sapere dell’inaugurazione su Facebook. Annunciato dai bisbigli e dai «Fatelo passare», fino al boato «È arrivato Bossi», il fondatore della Lega si fa largo tra le persone un po’ incerto, accolto come una star: stringe mani, lancia una battuta e afferra due patatine. Poi, un po’ affaticato, attacca ancora una volta il centralismo dello stato, riproponendo il modello federale su stampo svizzero o statunitense. Monti? Niente panegirici o giri di parole: «Lui è il figlio del Cesarino – commenta ruvido Bossi, ricordando con emozione il compagno di tante battaglie -, quindi qualcosa di buono ne verrà fuori».

Bossi non è il solo a ricordare il senatore lazzatese: Dante Cattaneo, il sindaco di Ceriano, afferma di essere “una sua creatura”, formato dalla sua impronta politica: ricorda ancora i festeggiamenti del 2009, quando Ceriano lo ha scelto come suo primo sindaco leghista. «La politica l’hai presa da tuo padre – afferma ancora Cattaneo, rivolgendosi a Monti, che è entrato in politica come consigliere comunale poco più che maggiorenne -. Noi della Lega siamo abituati a essere sempre presenti sul territorio, e Andrea sa portare a casa risultati concreti, come vuole la gente».

E come dice il suo slogan: veloci, concreti, sicuri. Per migliorare la sanità, eliminando le code, e la sicurezza, ovviamente con un particolare riguardo per l’autonomia regionale. «Vorrei portare il modello che ho sperimentato a Lazzate in Regione – afferma Monti, che attualmente è assessore a Lazzate e consigliere provinciale. Mi piace la politica da bar, e ne faccio un vanto: mi piace incontrare i miei cittadini e discutere dei loro problemi». Niente di più adatto, dunque, di un aperitivo per riunire i suoi sostenitori. Efficace anche la scelta della sede: di certo il Monti Point, affacciato sulla Nazionale dei Giovi a Lentate, colpirà l’attenzione di più di un automobilista.

Tra i leghisti brianzoli che hanno voluto mostrare il loro supporto a Monti c’era anche Massimiliano Romeo, capogruppo leghista in Regione che ora punta al Senato: «Dopo il referendum il governo nicchia – ha affermato insistendo sul tema dell’autonomia -, ma nel prossimo Parlamento chiederemo che le nostre tasse restino sul territorio».

Dello stesso avviso Grimoldi, nuovamente candidato alla Camera: «Il motivo per cui noi della Lega abbiamo iniziato a fare politica – ricorda – è di essere padroni a casa nostra e decidere cosa fare sul nostro territorio». Presenti anche Marina Romanò, ex sindaco di Cesano e ora candidata alla Camera, e il 30enne Andrea Crippa, coordinatore del Movimento Giovani Padani candidato alla Camera nel collegio uninominale di Bollate. Crippa ha riportato la discussione sulle richieste dei giovani: nonostante uno scivolone su un congiuntivo ha detto di voler insistere su cultura e tradizione, nel segno della cosiddetta famiglia tradizionale, contro una classe politica che ha umiliato i ragazzi e le ragazze che si affacciavano al mondo del lavoro, costringendole a emigrare.

Tra i sindaci, invece, non poteva ovviamente mancare il primo cittadino di Lazzate, Loredana Pizzi, che si augura che Monti possa portare in Regione le istanze di un territorio che conosce bene. Lodato come una persona sempre disponibile e onesta anche dal sindaco di Biassono, Luciano Casiraghi, e da quello di Renate, Matteo Rigamonti, il candidato in Regione ha ricevuto inoltre il supporto di Filippo Vergani, il primo sindaco leghista di Varedo, oltre a quello dei lentatesi Matteo Turconi Sormani (vicesindaco) e Patrizia Del Pero (assessore all’istruzione, anche lei candidata alle Regionali), insieme a quello di Martina Cambiaghi, segretario della Lega a Desio e candidata in Regione.

Monti ha poi voluto regalare a tutti i presenti una copia del suo libro su Lazzate, “Una storia leghista. Trent’anni di buona politica nel feudo di Cesarino”.

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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