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In 2mila alla Candy Arena per lo spettacolo teatrale "Omero e l'Iliade"

In 2mila alla Candy Arena per lo spettacolo teatrale “Omero e l’Iliade”

16 Gennaio 2018

Gli esperimenti di contaminazione tra sport e cultura effettuati dal Consorzio Vero Volley al palazzetto dello sport di Monza continuano con successo. Ben 2mila persone hanno assistito allo spettacolo gratuito “Omero e l’Iliade”, scritto, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory, già protagonista due anni fa e l’anno scorso rispettivamente con un monologo futurista e un’immedesimazione in Giuseppe Verdi.

Per circa un’ora e mezza il noto artista milanese ha letto e recitato il primo, il ventitreesimo e il ventiquattresimo canto, cioè i più significativi e simbolici, dell’Iliade di Omero, accompagnato dalle coreografie di alcuni atleti: i pallavolisti di casa Micha Danielle Hancock, Martina Balboni, Kawika Shoji e Brett James Walsh, la ginnasta Francesca Ferrari, i pugili Sam Hammad e Luca Veronelli, l’arciere Alberto Paolotti e gli schermidori Enrico Benedetto e Umberto Costantini.

Prima di iniziare Finazzer Flory ha enfatizzato l’evento: “La Candy Arena è la casa della pallavolo e stasera Monza è al centro del mondo. Raccontiamo l’Iliade per ricordare Omero, che è stato il primo e il più grande dei poeti”. È toccato al narratore Gianni Quillico aprire lo spettacolo: “Che luogo! Un’arena, la Candy Arena. Un luogo che parla di eroi moderni, di gesta, coraggio”. E mentre gli eroi moderni, gli sportivi, si esibivano sul palco, Finazzer Flory attaccava col primo canto: “Canta o Dea, l’ira di Achille Pelide, rovinosa che infiniti dolori inflisse agli Achei…”. Nel ventitreesimo si è narrato del cruento combattimento tra Achille glorioso ed Ettore domatore di cavalli mentre nel ventiquattresimo dell’incontro tra il vecchio Priamo, padre di Ettore, e del suo uccisore Achille.

Anche la musica ha avuto un ruolo da grande protagonista, con le sinfonie di Igor Stravinskij e il ritmo tribale delle percussioni di Alfredo Muñoz a suggestionare l’ambiente della Candy Arena.

L’evento ha rappresentato un regalo di Alessandra Marzari, presidente del Vero Volley, alle città di Monza e Milano e a tutti i suoi atleti. “Un grande ringraziamento va ai 2mila spettatori, che abbiamo sentito partecipiha salutato Finazzer Flory dal palcoE poi a una donna che ha voluto donare allo sport e alla cultura questo evento, Alessandra Marzari”.

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A fine spettacolo abbiamo intervistato l’artista milanese. È soddisfatto della serata? “Sì, perché abbiamo ottenuto ascolto da 2mila spettatori con un testo che ha secoli e secoli alle spalle: abbiamo annullato il tempo”. Tra l’altro ogni anno aumenta il pubblico che segue il suo spettacolo per il Vero Volley… “Sì, è vero. Quest’anno abbiamo ulteriormente incrementato di 500 unità il numero di spettatori. Ma soprattutto ho notato che è aumentata l’attenzione del pubblico. Si è fatto coinvolgere dalla vicenda degli eroi. Direi che si è rotta la quarta parete: palco e platea si sono fuse”.

Insomma, la collaborazione col Vero Volley sta diventando una realtà consolidata… “Il Vero Volley è un modello di riferimento per il Paese, non esiste altrove una simile esperienza”. È aumentata anche la contaminazione tra sport e cultura… “Sì, questo è stato il primo spettacolo in cui ho introdotto lo sport sul palco. Ho aperto una nuova via. Quest’anno siamo stati più coraggiosi degli anni scorsi. Mi piace molto questa contaminazione, anche perché durante la loro infanzia sport e cultura erano uniti. Si pensi all’antica Grecia per esempio. Non è stato semplice. Ci sono voluti quasi sei mesi per preparare questo lavoro. Abbiamo optato per una regia ritmata, in modo da facilitare la metabolizzazione del testo greco. Rispetto agli anni scorsi abbiamo avuto il vantaggio di un impianto audio migliore, grazie ai lavori eseguiti alcuni mesi fa”. Avete già in mente quale sarà lo spettacolo di gennaio 2019? “Ci lavoreremo dalla prossima settimana. Vogliamo intrecciare la grande arte con lo sport vero. Ci sarà ancora più contaminazione sul palco”.

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Allo spettacolo hanno assistito anche gli assessori alla Cultura e allo Sport, rispettivamente Massimiliano Longo e Andrea Arbizzoni. “È la mia prima volta al palasport per uno spettacolo teatrale – ha dichiarato il primo – È stata una bellissima scoperta. Ringrazio Marzari per aver offerto alla città questa bellissima iniziativa culturale. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dell’attenzione prestata da tanti ragazzi a uno spettacolo di non facile fruizione. Se ai valori dello sport uniamo anche gli insegnamenti che ci giungono dagli autori del passato penso che il valore formativo dello sport sia completo. Giudico la contaminazione con lo sport sul palco importantissima, perché lo sport insegna il rispetto per gli altri, l’accettazione della sconfitta”.

Anche per Arbizzoni era la prima volta a teatro al… palasport: “Mi è piaciuta molto la scenografia e il fatto che uno spettacolo così si svolgesse in un luogo bello come la Candy Arena. Si è creato un collegamento tra le arene degli antichi eroi e l’arena dei nuovi eroi. E ho apprezzato molto anche la scelta del ventiquattresimo canto dell’Iliade, perché è quello in cui Priamo va a riprendersi il corpo straziato di Ettore: c’è il vincitore che concede l’onore delle armi al vinto; e la tregua, rispettata, per i 12 giorni del funerale, a significare rispetto dell’avversario e lealtà, che sono i valori veicolati dallo sport”.

 

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Camillo Chiarino
Monzese da sempre, ma frequento assiduamente la Brianza perché amo la quiete e la natura. In particolare adoro la Valsesia, la terra dei miei antenati paterni. Giornalista professionista "tuttologo", mi piace scrivere in particolare di politica e sport. Sono tifoso di tutte le squadre cittadine di qualsiasi disciplina e seguo da vicino le partite del Monza 1912, della Vero Volley Monza e della Saugella Monza. A proposito di pallavolo, l’ho praticata per 17 anni in società della zona, ma quando capita non mi tiro indietro a giocare a nulla, soprattutto se l’invito arriva da una esponente del gentil sesso… Mi piace molto navigare in internet, visitare mostre e monumenti e assistere a concerti, in particolare di musica folk e celtica.


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