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Rosati a Seveso: "Con Liberi e Uguali vogliamo recuperare i voti della sinistra"

Rosati a Seveso: “Con Liberi e Uguali vogliamo recuperare i voti della sinistra”

23 Gennaio 2018

«La Lombardia è sempre stata il laboratorio politico della destra, per questo quello che proponiamo è un programma di radicale discontinuità»: a partire da sanitàlavoro, scuola e ambiente. A parlare è il candidato di Liberi e Uguali per la Lombardia, Onorio Rosati, nel corso del primo pranzo di finanziamento brianzolo del partito di Pietro Grasso, domenica 21 gennaio a Seveso. Insieme a lui, la senatrice Lucrezia Ricchiuti e il presidente del consiglio comunale Giorgio Garofalo, capolista provinciale per Leu: i tre hanno anticipato in via ufficiosa che, per quello che riguarda la raccolta firme, Leu dovrebbe aver già raggiunto i numeri necessari in 8 delle 12 province lombarde.

Per quel che riguarda il programma, Rosati ha sottolineato l’importanza di tornare a dare più risorse al pubblico, non solo nella scuola ma anche nella sanità, per la quale ha criticato la legge 23, la riforma del sistema socio-sanitario lombardo, e le due delibere sui malati cronici. Senza trascurare la salute del territorio: «Siamo la regione più inquinata d’Italia e con il maggior consumo di suolo, e nonostante questo la Lombardia non ha dato la disponibilità al blocco del traffico – ha accusato -. Per quello che riguarda i rifiuti dico no a nuovi termovalorizzatori, sì a un incentivo della raccolta differenziata e al riutilizzo, nell’ottica di un’economia ecologica che possa farci recuperare i punti di Pil che, nonostante quel che si dice, la nostra regione ha perso».

Con fermezza, ma senza mai alzare i toni, Rosati ribadisce che il dialogo con il candidato del centrosinistra, Giorgio Gori, sarebbe stato impossibile: «Con Gori avevamo opinioni diverse – ha spiegato -. D’altra parte in Liberi e Uguali ci sono persone, come il sottoscritto, che se ne sono andate dal Pd sbattendo la porta, e in più ci sono Sinistra Italiana e Possibile: sarebbe stato strano andare d’accordo. Inoltre – aggiunge, con una frecciatina al suo ex compagno di partito – ho l’impressione che il Pd ormai tenda a rubare l’elettorato alla destra. Noi invece vogliamo recuperare i voti degli altri, quelli che sono rimasti a sinistra». «Come si fa a dialogare con un partito che non condivide le scelte su chi candidare? Come si fa a dialogare con Gori, uno che fa complimenti a Formigoni e che ha sostenuto il referendum sull’autonomia? – attacca Garofalo -. Per molto tempo Gori ha cercato il confronto dell’elettorato moderato: noi non possiamo far altro che prendere atto dell’impossibilità di dialogo con il Pd e farne il punto di partenza per una fase di confronto nuova e propositiva». Mantenendo sempre il contatto con le persone reali: altrimenti si rischia di peggiorare la situazione, come è successo con il Jobs Act, criticatissimo da Rosati. «Quando il legislatore non conosce il territorio finisce per produrre leggi inservibili o dannose come il Jobs Act – ha aggiunto Ricchiuti -: nelle intenzioni avrebbe dovuto produrre più lavoro, ma non è stato così».

«C’è un pericolo in questa campagna elettorale: che le forze politiche siano molte più impegnate a delegittimare l’avversario che a fare proposte – ha aggiunto Garofalo, che nella lista di Monza e Brianza è affiancato da politici come Giovanna Amodio, consigliera provinciale di Brianza Rete Comune, e l’ex Pd Federica Trevisanello -. E noi dobbiamo contraddistinguerci anche in questo, inserendo nel dibattito il tema del rispetto. Siamo gli unici a poter iniettare questo tipo di antidoto, anche se i media raccontano una narrazione a noi sfavorevole: non abbiamo potenti mezzi dalla nostra, ma almeno abbiamo la passione».

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Giulia Santambrogio
Inseguo le storie sin da quando ero bambina: per farmele raccontare, per leggerle, e, ovviamente, per scriverle. Su MBNews, però, mi occupo di fatti.


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