22 Giugno 2021 Segnala una notizia
Paura al Pronto Soccorso di Carate: pazienti inalano sostanza irritante

Paura al Pronto Soccorso di Carate: pazienti inalano sostanza irritante

26 Gennaio 2018

Un odore tremendo e poi un forte senso di irritazione alle vie respiratorie: in pochi attimi, nella sala d’attesa che dà accesso al Pronto Soccorso di Carate Brianza si è scatenato il panico a seguito della fuoriuscita di una sostanza irritante dai condotti di areazione per motivazioni ancora sconosciute. Coinvolte circa una trentina di persone che, spaventate, hanno cercato rifugio nelle stanze adiacenti o, addirittura, fuori dal Pronto Soccorso. “E’ stato tutto questione di minuti – ci fanno sapere dalla direzione ospedaliera – ad un certo punto, dall’impianto di climatizzazione, è uscito un odore fortissimo. Immediatamente abbiamo messo in atto tutte le norme di sicurezza, abbiamo fatto spostare i pazienti e spento l’impianto. Una volta riacceso, tutto è tornato alla normalità”.

Sulla questione, però, è intervenuto anche il Codacons che comunica che verrà presentato un esposto in Procura perché “il fatto è molto grave, poteva portare a conseguenze molte più serie – fanno sapere attraverso una nota stampa ufficiale – è assurdo che un tale accadimento sia avvenuto all’interno di un ospedale, e ancor più grave risulta il fatto se si pensa che i soggetti presenti all’interno dello stabile sono pazienti con patologie o problematiche differenti e che un fatto del genere avrebbe potuto mettere in serio rischio la salute di tutti”.

Fortunatamente però, non c’è stata nessuna ripercussione ai danni dei pazienti colpiti: “ci siamo presi cura della trentina di persone presenti nella sala d’attesa – ci dico dall’ospedale – nessuno ha riportato danni, solo un senso di irritazione dato dall’aver respirato, per pochi minuti, questa sostanza. Dopo un’oretta tutto era passato”. Ancora da capire, però, cosa è successo: un guasto all’impianto o gesto sconsiderato? Il Codacons si pronuncia: “è necessario porre in essere approfondite indagini per comprendere la dinamica dei fatti – scrivono – per verificare l’identità di eventuali responsabili nonché la sussistenza dei reati commessi. Da considerare inoltre la mancanza di controlli dello stabile, che ha così permesso che una sostanza del genere venisse diffusa e quindi inalata senza ostacoli dai pazienti”.

Condividi questa notizia

Facebook & Newsletter

Cliccando sulla Pagina Facebook Ufficiale di MBNews e mettendo "MI PIACE" ti aggiorniamo in maniera esclusiva ed automatica su tutte le NEWS. Se vuoi beneficiare delle nostre promozioni e degli sconti che i nostri clienti riservano a te, iscriviti subito alla Newsletter.
Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


Articoli più letti di oggi