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Monza, Notte Bianca del Liceo Zucchi, tra musica e fotografia

Monza, Notte Bianca del Liceo Zucchi, tra musica e fotografia

15 Gennaio 2018

“Avere una cultura umanistica mi aiuta a creare un mio punto di vista sulla realtà e a pensare immagini frutto di scelte e decisioni da prendere, spesso, in una frazione di secondo”. Le parole di Luca Sola, fotografo documentarista specializzato in Medio Oriente ed Africa, forse raccontano meglio di tanti discorsi l’importanza di una scuola come il Liceo Classico. Anche nella nostra società, ipertecnologica e veloce, apparentemente così poco attenta alla riflessione e all’approfondimento. Ed è per affermare il proprio ruolo nel dare la cosiddetta “forma mentis” ai giovani di oggi che è stata creata la Notte Bianca, che venerdì 12 gennaio ha coinvolto in tutta Italia, nella stessa giornata e nelle stesse ore più di 400 Licei Classici italiani. L’evento, nato 4 anni fa dall’idea di Rocco Schembra, docente di Latino e Greco presso il Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, in provincia di Catania, ha fatto tappa anche a Monza. Dove il Liceo “Bartolomeo Zucchi”, che da 6 anni, all’indirizzo tradizionale, attivo dal 1871, ha aggiunto  l’insegnamento musicale, e  l’Istituto “Leone Dehon”, hanno messo in piedi una fitta scaletta di appuntamenti, incontri ed iniziative. Con l’obiettivo di “raccontare” la vita di una scuola, fatta di lezioni e voti , ma anche della convinzione che classicità e contemporaneità sono complementari e necessari per interpretare il presente.

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Al Liceo Zucchi una delle proposte principali, fatta agli “addetti ai lavori” e a tutta la cittadinanza intervenuta, è stata la mostra “Syria In/Out”. Un’esposizione fotografica che attraverso 48 scatti apre gli occhi sulla guerra siriana e i suoi profughi. E lo fa da due prospettive parallele, ma diverse. Quella, da un lato, di Alessio Romenzi che si pone nell’ottica “dentro i confini” (Syria In), documentando i ribelli, le manifestazioni di dissenso e le distruzioni. E quella, dall’altro, di Luca Sola, che “da fuori i confini” (Syria Out), mostra i territori confinanti del Libano, seguendo i profughi e le famiglie in fuga per la sopravvivenza in una terra straniera. Romenzi e Sola, due fotografi documentaristi, che collaborano da anni con le principali testate giornalistiche italiane e internazionali. Il loro lavoro è arrivato a Monza grazie a Lorenzo Respi, docente universitario e fondatore di All Around Art, della professoressa del Liceo Zucchi, Mara Gualdoni e di un gruppo di alunni che seguono le attività del Ramo di Impresa Formativa Simulata del Liceo dedicato alla valorizzazione dei beni cullturali. “La scelta di fare il fotografo è nata dal mio amore per la storia, mia materia preferita quando ero uno studente liceale – racconta Sola, ospite via telefono alla Notte Bianca dell’istituto che si affaccia su Piazza Trento e Trieste – il mio mestiere, infatti, mi permette di far parte della Storia nel momento in cui essa si compie“.

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Nella lunga iniziativa del Liceo Zucchi, che è durata, come in tutta Italia, dalle 18 alle 24, c’è stato anche l’incontro con Tullia Sbarrato, astrofisica e ricercatrice di livello nazionale e internazionale, ma anche ex studentessa proprio dell’Istituto monzese. Sull’onda dei ricordi, quindi, ha parlato di “A caccia di buchi neri: un secolo tra teorie, luce e onde gravitazionali”. Spazio anche ai canti della “Divina Commedia” di Dante, a Platone e al concetto di numeri primi. Non sono mancati nemmeno i giochi, sia tecnologici, come il Trivial Pursuit sullo smartphone, sia tradizionali, come la classica tombolata. Il tutto in compagnia della musica. Con una commistione di generi ed autori, che rende l’idea della ricchezza di un indirizzo formativo ormai affermatosi negli ultimi anni anche dalle parti di piazza Trento e Trieste. E proprio un approccio multidisciplinare è stato, forse, il tratto più caratteristico della Notte Bianca del Liceo Zucchi. Come ci spiega anche Mara Gualdoni, professoressa di Storia dell’Arte dell’Istituto e tra le promotrici dell’evento, in particolare della mostra fotografica “Syria in/out”.

All’evento, che ha visto la partecipazione di migliaia di visitatori, è voluto essere presente anche l’assessore all’Istruzione del Comune di Monza, Pier Franco Maffè. “La Notte Bianca è un’iniziativa molto bella, soprattutto perché coinvolge gli studenti, le loro famiglie e tutti quelli che, di solito, non hanno modo di entrare nel mondo della scuola – spiega – il riscontro che si sta avendo da parte del pubblico è un elemento positivo di soddisfazione”. Il messaggio che resta, spenta anche l’ultima luce di una notte da ricordare, è quello di trovare il modo di rendere moderna e attraente la scuola. Un’istituzione che, insieme a tante altre, vive momenti di crisi. E che per risollevarsi, parafrasando le parole di Papa Francesco, forse dovrebbe aprire sempre più le proprie porte e diventare “scuola in uscita”.

 

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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