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Cesano Maderno. Positivo il trend degli esercizi commerciali

Cesano Maderno. Positivo il trend degli esercizi commerciali

15 Gennaio 2018

Sono ben diciotto le nuove attività avviate nei primi sei mesi del 2017, quattordici quelle che hanno chiuso e cinque quelle artigianali nate l’anno scorso. Sono questi alcuni numeri presentati nel corso della Commissione Economia e Lavoro presieduta da Salvatore Mogavero con l’obbiettivo di fare una “fotografia” dell’andamento delle attività commerciali presenti a Cesano Maderno. Crisi? Macché. Il trend è positivo e le saracinesche abbassate sono sempre meno.

Freccetta in su per gli “esercizi di vicinato”, cioè quelli sotto i 250 metri quadrati di superficie, che chiudono l’anno (giugno 2016 – giugno 2017) con un saldo positivo del +4: i negozi di alimentari sono passati da un totale di 85 a 88, tre sono quelli che hanno chiuso rimpiazzati da ben sei nuove attività. Mentre i non alimentari sono passati da 303 a 304: in un anno sono state registrate undici chiusure e dodici aperture. Bene anche il pubblico esercizio (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) che cresce di una unità: le attività in questo settore erano 124 a fine giugno 2016 e ora se ne contano 125.

Stabili le pizzerie d’asporto e le gastronomie che, nonostante la crisi, resistono: a Cesano Maderno ce ne sono diciotto di attività di questo tipo. Solo due hanno deciso di chiudere definitivamente battenti, ma in dodici mesi, altre due attività hanno aperto a Cesano portando dunque i conti in pareggio. Stessa sorte per l’elettronica: i negozi sono ventisei, con una chiusura e una nuova apertura.

Più faticosa la vita per gli esercizi dedicati alla cura della persona (centri estetici, parrucchiere, centri per massaggi, ecc) che, da giungo 2016 a giugno 2017, hanno registrato un saldo negativo: infatti, in un anno sono stati ben due i negozi che hanno chiuso e solo uno ha aperto. I negozi in questo settore, dunque, da cinquantaquattro scendono a cinquantatre.

La forza delle realtà artigianali

Quelle che fanno più fatica, sicuramente, sono le piccole realtà artigianali che la crisi la stanno subendo da anni. I dati ufficiali, però, sottolineano la grande forza dei cosi detti “vecchi mestieri” che, nonostante tutto, resistono. Lavorazione del legno, idraulici, edilizia, meccanici … questi alcuni dei settori interessati: nel 2016 sono state avviate quattordici attività ma diciannove sono state chiuse, con un saldo di – 5. Con l’inizio del 2017, nei primi sei mesi dell’anno sono nate altre dodici nuove realtà e solo (si fa per dire) sette hanno chiuso, quindi con un +5.

 

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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