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Anna Martinetti e la lotta contro la ludopatia: a Seregno per parlare con i giovani

Anna Martinetti e la lotta contro la ludopatia: a Seregno per parlare con i giovani

17 Gennaio 2018

“Con il gioco d’azzardo, si può anche vincere qualche volta ma di certo si perde sempre!”. Esordisce così Anna Martinetti di Una Monza per Tutti che, questa settimana, ha deciso di incontrare alcune classi dell’Istituto Levi e Bassi di Seregno per parlare di un problema che sta attanagliando moltissimi comuni della Brianza: il gioco d’azzardo. Insieme a lei anche il professor Antonello Quarta, referente per il Centro di Promozione alla Legalità di Monza e Brianza e la professoressa Fiorella Brambilla, referente scolastica del centro.

“I ragazzi conoscono molto bene l’argomento ma purtroppo non sono ben informati sulla pericolosità del gioco d’azzardo – spiega Martinetti – si tratta di una vera e propria malattia che porta alla rovina di molte famiglie e spesso, negli incontri fatti in diverse scuole, capita sempre di sentire testimonianze di giovani che hanno perso un genitore o un parente proprio a causa della dipendenza dal gioco: per un suicidio o per un arresto”.

I numeri, in effetti, fanno pensare: solo a Monza, sono circa 200milioni gli euro spesi al gioco d’azzardo. Una cifra che fa girare la testa e che, sfortunatamente, fa da apri pista alla situazione di altri comuni, anche più piccoli, che vivono la stessa situazione di allarme. Uno fra tutti, il comune di Lissone che, non molto tempo fa, ha pubblicato i dati ufficiali Aams riguardanti la ludopatia riuscendo così ad accendere i riflettori su questa malattia: nell’anno 2016 è stata calcolata una spesa pro-capite di oltre 2mila euro che moltiplicati per il numero di abitanti (compresi bambini e neonati) porta ad un risultato importante. Si sta parlando di oltre 98milioni di euro spesi nel gioco d’azzardo.

“Non c’è da stupirsi di fronte a questi numeri – commenta Anna Martinetti – in fondo l’Italia detiene il primato mondiale per il numero di Gratta e Vinci venduti: 60 al secondo! Il giro d’affari di questi possibili biglietti vincenti si aggira attorno ai 5miliardi. Impressionante anche il numero di slot presenti in Italia: 420mila, di cui ben 51mila all’interno delle sale gioco”.

dati gratta e vinci martinetti anna

Sempre più giovani i ragazzi che si avvicinano al gioco

Anna Martinetti ha le idee molto chiare: “bisogna parlare con i giovani e far capire loro che la dipendenza da gioco è una cosa seria, una vera e propria malattia e non va sottovalutata: ci si può rovinare la vita”. Proprio per questo, Fiorella Brambilla, insegnante dell’Istituto Levi di Seregno e referente scolastico per il Centro di Promozione alla Legalità ha chiesto alle tre classi coinvolte all’incontro di compilare un breve questionario: “lo abbiamo fatto per introdurre l’argomento agli studenti e capire, insieme a loro, quali erano gli argomenti più conosciuti, quali meno – spiega – uno strumento utile anche a noi per capire quali tematiche affrontare insieme a loro”. Quello che ne è emerso, seppur su un campione di giovani davvero piccolo, è che nonostante la giovane età (si sta parlando di ragazzi sotto i 18 anni) il gioco d’azzardo non è qualcosa di irraggiungibile: grazie all’online tutti possono giocare. Pare che, dai dati raccolti, le corse ai cavalli siano quelle più gettonate. I ragazzi riescono a spendere dai 10 ai 50 euro a settimana nel gioco d’azzardo, spesso sottraendo tempo allo studio e, a volte, avvalendosi anche dell’aiuto di adulti: “sembrerebbe – ci racconta un’insegnante della scuola presente all’incontro – che per poter puntare una scommessa, essendo minorenni, i ragazzi chiedano aiuto ai passanti che lo fanno al posto loro”.

vignetta umoristica ludopatia levi seregno

Ma come mai ci si avvicina al gioco  sempre più precocemente? “Esiste la ticket redemption – Anna Martinetti – ci sono queste enormi sale gioco dove ci sono attività di tutti i tipi, dal bowling al video game, in cui i piccoli, insieme ai propri genitori, pagano con i soldi il gioco che vogliono fare per poi guadagnarne dei ticket: più ne hai, più possibilità hai di “comprarti” un premio che di solito consiste in oggetti inutili e di dubbia fattura. Visivamente questi videogame sono molto simili alle slot: non è un caso poi che – come a Lissone – ci sia poi una porticina che dà direttamente alla sala giochi per adulti”. Senza parlare, poi, del pressing mediatico che, attraverso la televisione o il web, spinge sempre più persone ad avvicinarsi al gioco facendo largo uso anche di testimonial popolari come il calciatore Totti per il 10 e Lotto. “In questo caso c’è un’estrazione ogni tre minuti – specifica la presidentessa di Una Monza Per Tutti – pensate a quante giocate si possono fare, a quanti soldi una persona affetta da ludopatia può spendere in una sola giornata!”

Uscirne si può, “ma ci vuole la collaborazione di tutti”

Quella contro la ludopatia è una lotta che Anna Martinetti sta portando avanti da anni. “ Con alcuni ragazzi dell’Istituto Mosè Bianchi  siamo al carcere di Monza, hanno potuto toccare con mano quelle che sono le conseguenze vere del gioco d’azzardo – spiega – uomini e donne che prima si sono giocati la casa, poi hanno perso il lavoro, fino ad arrivare a rubare per poter pagare i debiti e soddisfare il loro bisogno di giocare. Essendo una vera e propria dipendenza dovrebbe avere le stesse attenzioni delle altre, ma purtroppo non è ancora così”.  Qualcosa però si sta muovendo: le Ats, per esempio, hanno riconosciuto la patologia e sono aperte ad accogliere tutti i pazienti affetti da G.A.P (gioco d’azzardo patologico) per un sostegno psicologico come anche la nascita, in alcuni comuni, dei centri di primo ascolto per supportare i cittadini che riconoscono di avere un problema. “I comuni si devono far carico della salute dei propri cittadini e quindi devono far applicare regole che servano ad allontanare le persone dal gioco, oramai diventato una calamità sociale – conclude Anna Martinetti – servono regolamenti (riduzione degli orari, allontanamento dai luoghi sensibili…) che devono essere rispettati e che i comuni devono far rispettare! Io sono anni che tento di far approvare un regolamento a Monza, ma ad oggi ho solo ricevuto tante promesse e niente fatti”.

 

 

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Melissa Ceccon
Laureata in Lingue e Letterature Straniere alla Cattolica di Milano. Mamma e moglie. Scrivo sempre e da sempre: nel 2008, il mio primo articolo di cronaca locale. Da allora, non ho più smesso. Sul web racconto anche di libri e di mamme. Nella mia borsa non mancano mai: un romanzo, una penna, un blocco per gli appunti e lo smartphone per catturare immagini e video delle notizie più interessanti.


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