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Runner squalificato per il passeggino, il caso arriverà a Roma

Runner squalificato per il passeggino, il caso arriverà a Roma

19 Dicembre 2017

Immaginate che in tutte le gare, competitive e non, si possa correre, con il beneplacito ufficiale del regolamento, spingendo uno stroller, il passeggino da running. Impossibile? Non è detto che sia solo fantasia. Potrebbe accadere davvero in un futuro non tanto lontano. Intanto probabilmente se ne parlerà a Roma nell’Assemblea del Comitato Nazionale della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) del 20 dicembre, l’ultima in programma prima dell’ormai imminente Natale. A portare l’argomento all’attenzione dei massimi dirigenti italiani sarà Gianni Mauri, presidente di Fidal Lombardia (foto in basso). Che, nei giorni scorsi, si era espresso a favore degli stroller dopo il caso della squalifica del runner brianzolo Luca Mattavelli. A cui, dopo aver tagliato il traguardo CRAI CagliariRespira Mezza Maratona Cagliari lo scorso 3 dicembre, era stato mostrato il cartellino rosso da un’inflessibile giudice, perché aveva corso spingendo il passeggino da running con a bordo sua figlia Aurora (leggi l’articolo). Un comportamento non esplicitamente vietato dal regolamento Fidal, ma evidentemente giudicato pericoloso nei confronti degli altri concorrenti della competizione agonistica.

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“All’Assemblea del 20 dicembre farò il possibile per porre la questione dell’uso degli stroller, anche se non sarà facile perché l’Ordine del giorno è già molto ricco – spiega Mauri – la mia posizione, comunque, resta assolutamente a favore sia per il valore sociale ed umano che lo sport deve avere sia per l’assenza di vantaggi competitivi in casi del genere”. In attesa di sapere gli sviluppi, la storia personale sportiva di Luca Mattavelli ha segnato nuove tappe nei giorni scorsi. L’episodio della squalifica alla Mezza di Cagliari, infatti, ha creato qualche frizione di troppo con la sua società di appartenenza, i Runners Desio. E, così, dopo due anni di tesseramento, il papà brianzolo, che senza stroller ha un primato di 1 ora e 22 in Mezza e 2 ore e 56 minuti in Maratona, ha deciso di chiedere il trasferimento ad altra società. “Non mi sono piaciute le posizioni di un paio di dirigenti dei Runners Desio – spiega Mattavelli – un consigliere  mi ha prima commentato ‘contro’ su Facebook, per poi dirmi che era d’accordo con me, ma doveva prendere una posizione istituzionale, ‘politicamente corretta’. Penso che ci fosse la paura che la cosa, con l’eco ottenuta, avrebbe potuto infastidire la Fidal – continua – così io e la mia compagna Tania da ora in poi faremo parte della società Corro ergo sum runners”.

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La decisione del papà con lo stroller è stata accolta con dispiacere e rispetto dai Runners Desio. “Al di là dell’aspetto agonistico, con Luca si era creato anche un rapporto d’amicizia – spiega il consigliere Marco Maffeis – lui e la sua compagna affermano di non essersi sentiti sufficientemente tutelati dalla nostra società, ma, obiettivamente, cambiare il regolamento della Fidal per dare la possibilità di correre con lo stroller, per giunta a 4.30 al Km come ha fatto Luca a Cagliari, mi sembra eccessivo. Cosa succederebbe se ci ritrovassimo ad una corsa competitiva con 800 stroller su 1000 iscritti? – continua – allo stato attuale bisogna rispettare la decisione dei giudici sardi, che durante il percorso hanno anche chiesto a Luca, nell’occasione privo della casacca della nostra società, di terminare la gara, cosa che lui non ha fatto”. Su quest’ultimo punto una parziale conferma arriva anche dal diretto interessato. “Durante la gara al ri-passaggio dal via un uomo mi ha detto “non puoi”, ma io, essendo in corsa e pensando di non essere fuorilegge, non l’ho identificato come un giudice e così ho proseguito – afferma Mattavelli – in ogni caso, fino a dopo il traguardo, non è arrivato un giudice a mostrarmi il cartellino rosso”.

Al di là del passeggino da running, la vicenda del runner-papà brianzolo sembra far emergere la necessità di un aggiornamento del regolamento Fidal. Che, anche secondo molti addetti ai lavori, ha bisogno di essere puntualizzato e rivisto in alcuni suoi aspetti. Soprattutto alla luce del boom, registrato negli ultimi anni, dalle gare sulle medie e lunghe distanze, Mezza maratona e Maratona in testa. Sulle modalità e i tempi degli auspicati cambiamenti, il dibattito tra i vari soggetti coinvolti è ancora totalmente aperto.

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Filippo Panza
Sono nato nel 1980, anno di grandi eventi sportivi (Olimpiadi di Mosca, Europei di calcio), attentati terroristici (strage di Bologna), terremoti (Irpinia) e misteri ancora irrisolti (Ustica). Ma anche di libri (Il nome della Rosa) e film (Shining), che hanno fatto epoca. Con tanta carne a cuocere, forse era scritto nel mio destino che la curiosità sarebbe stato il motore della mia vita. E così da Benevento, la città che mi ha dato i natali, la passione per la conoscenza e la verità, declinate nel giornalismo, mi ha portato in giro per l’Italia. Da Salerno a Roma, da Napoli a Bologna, fino a Monza. Nel capoluogo della Brianza penso di aver trovato il luogo dove mettere la mia base (più o meno) definitiva e soddisfare la mia sete di scrittura, lettura, sport e tempo libero. Almeno fino a quando il richiamo di qualche Sirena, forse, non mi farà approdare ad altri lidi.


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